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Scienza

Cancro utero: si previene con vaccino

29.12.2006
 

Dopo quello al seno, il cancro alla cervice uterina è la seconda causa di morte per tumore nelle donne europee tra i 15 e i 55 anni: ogni anno si stimano 33.500 nuovi casi e 15.000 morti. In Italia, questa grave patologia colpisce annualmente 3.500 donne e causa fino a 1700 decessi. Eppure, secondo una recente indagine americana condotta dal National Cancer Institute, meno di una donna su due sa cosa sia l’HPV e tra queste solo il 64% è a conoscenza che il virus può essere trasmesso per via sessuale.

Per combattere la disinformazione e sensibilizzare le madri su questo tema, il Movimento Italiano genitori (Moige) e l’Associazione Ginecologi Consultoriali (A.Gi.Co) ha dato avvio proprio questo mese alla campagna informativa “Se per tua figlia vuoi un futuro sano, proteggi ora la donna che sarà”. Armi delle campagna sono un sito per informarsi (www.prevenzionetumoridonna.info), un numero verde per parlare direttamente con un ginecologo (800 931515) e opuscoli dettagliati dove trovare le informazioni utili per prevenire il tumore della cervice uterina.

Dal prossimo anno, sarà inoltre possibile prevenire il tumore del collo dell’utero con un vaccino, da somministrare alle bambine attorno ai 12 anni, per proteggerle prima che inizino ad avere rapporti sessuali. Si tratta di un vaccino quadrivalente contro i tipi 6, 11, 16 e 18 del Papillomavirus umano, responsabili del 75% dei casi di carcinoma alla cervice uterina e della stragrande maggioranza di altre lesioni intime. L’efficacia del vaccino è stata provata dagli studi clinici avviati 15 anni fa in Germania e condotti su oltre 25.000 donne in 33 paesi di cinque continenti. I risultati degli studi hanno dimostrato che il vaccino è in grado di prevenire il 100% dei tumori al collo dell’utero e delle lesioni cervicali e vulvari pre-cancerose e dei condilomi genitali.

Messo a punto da Sanofi Pasteur Msd e Merk, il nuovo vaccino è stato approvato dall’ente europeo dei farmaci (EMEA) il 22 settembre scorso ed è già entrato nei programmi vaccinali per le giovani donne in 13 paesi dell’Unione Europea. In Italia si attende ancora l´autorizzazione per l´immissione in commercio dagli enti regolatori nazionali, che dovrebbe comunque avvenire a breve.

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