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Scienza

SARS: dov'e' la verita'?

28.09.2006
 
Pagine: 12
SARS: dov'e' la verita'?

Il termine ‘SARS' e' l'acronimo di Severe Acute Respiratory Sindrome, cioe' Sindrome Respiratoria Acuta Grave, ed e' una forma atipica di polmonite; e' apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina e qualche mese dopo anche a Hong Kong e in Vietnam e poi si e' diffusa anche in altri paesi. La malattia e' mortale in circa il 15% dei casi in cui ha completato il suo corso, con un tasso di mortalita' attuale di circa il 7% degli individui che hanno contratto l'infezione.

L'ultimo film di fantascienza, in questo momento sugli schermi cinematografici, “La Guerra dei Mondi”, ha nel finale, come protagonisti i batteri che popolano la nostra atmosfera. Creature per noi insignificanti che riescono, per bonta' divina, a sconfiggere le altrimenti invincibili forze aliene. Ma nella realta', i batteri o piu' propriamente i virus, rappresentano, altresi' una tremenda minaccia per il genere umano.

Nomi come AIDS, Ebola, morbo di Marburg (simile al precedente e per i quali finora non esistono ancora cure efficaci) e la cosiddetta infezione dei polli, sono ormai tristemente famosi sia per l'opinione pubblica, sia per gli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che, oltre ai virus già citati stanno tenendo fronte ad una nuova minaccia: la SARS.

Il termine ‘SARS' è l'acronimo di Severe Acute Respiratory Sindrome , cioè Sindrome Respiratoria Acuta Grave, ed è una forma atipica di polmonite; è apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina e qualche mese dopo anche a Hong Kong e in Vietnam e poi si è diffusa anche in altri paesi.
La malattia è mortale in circa il 15% dei casi in cui ha completato il suo corso, con un tasso di mortalità attuale di circa il 7% degli individui che hanno contratto l'infezione.

I sintomi, per chi contrae l'infezione alle vie respiratorie, sono il respiro affannoso, tosse, febbre (oltre i 38°) e se la malattia segue il suo corso, la polmonite.
Mentre in tanti si chiedono in che cosa differisca questa dalle altre polmoniti, si cerca affannosamente di isolare un virus nei pazienti che mostrano i sintomi, passo che permetterebbe perlomeno di proporre una correlazione tra la presenza di quel virus e la malattia. Purtroppo però i virus isolati nei pazienti con gli stessi sintomi sono spesso diversi l'uno dall'altro e questo allunga molto i tempi, ma non fa demordere gli esperti. Infatti cominciano, in barba ai test che ancora non possono essere eseguiti perché non ci sono, a moltiplicarsi le segnalazioni di casi sospetti e probabili. Di giorno in giorno i numeri lievitano e i media titolano a tutta pagina sulla nuova e misteriosa malattia.

La paura quindi è dietro l'angolo e l'incontro-scontro sul dibattito per le norme di sicurezza da adottare per prevenire situazioni più gravi e preoccupanti, è all'ordine del giorno. Tuttavia qualche piccola e timida scoperta per merito degli esperti del settore comincia a far capolino dietro un'infinità di tentativi.
Sulla famosa rivista "Nature" sono stati pubblicati i risultati di alcune ricerche, portate a termine dall'Accademia delle Scienze di Vienna, per una probabile soluzione terapeutica, sperimentata per il momento sui topi.

Gli esperti hanno scoperto che il ‘coronavirus' (responsabile dell'insorgere dell'infezione, nda) agisce sull'enzima 2, convertitore dell'angiotensina, definita Ace2, un regolatore fondamentale della pressione arteriosa. Nella nuova ricerca gli scienziati hanno dimostrato che la molecola virale che attacca Ace2 è la proteina di superficie del coronavirus ‘Spike', una sorta di porcospino che fuoriesce dalla cellula e grazie ad i suoi aculei si aggancia a quelle umane, provocando l'infezione.
Siamo ancora ben lontani quindi dallo sconfiggere questa nuova ‘peste' anche se, forse per tirare su un po' il morale dei ricercatori impegnati in questa strenua lotta, l'OMS, qualche tempo fa diffuse, la notizia, prontamente fatta rimbalzare dai media, che la sindrome era stata finalmente arginata, originando scene di giubilo in tutto il mondo, purtroppo però nessuno ancora può permettersi di dare l'annuncio che la malattia è stata definitivamente debellata.

La copertura data dai Media è dominante ed opprimente e viene completata con l'ultimo conteggio giornaliero delle vittime di SARS, i casi probabili, le notizie di quarantene di massa, avvisi e allarmi per i viaggiatori e infiniti commenti e interviste con “esperti”e funzionari della sanità… Dovremmo smettere di volare, prendere via i nostri figli dalle strutture, accumulare rifornimenti e nasconderci nelle nostre case? Ci troviamo realmente di fronte ad un'epidemia?

Ancora una volta quindi l'incubo sembra sempre più reale, anche se si denota una certa paranoia nella disamina appena riportata, ciò non toglie in ogni modo che all'orizzonte, nel caso dovesse scoppiare l'epidemia che potrebbe tramutarsi in pandemia (epidemia estesa a tutto il globo), non mancherebbero certo scenari da fantascienza.

L'autore dell'articolo di cui alla nota 4, si chiede se tutto questo non sia l'ennesimo esempio di “bioterrorismo istituzionalizzato” o addirittura un “controllo psicosociale diffuso”.

Incredibile? Ma possiamo essere sicuri del contrario? Visto che è apparsa per la prima volta in Cina, non potrebbe essere altresì una costruzione mediatica per indebolire potenze emergenti come la Cina ?. Inoltre perché è veramente così difficile da combattere? Forse il virus arriva dallo spazio?

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