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Scienza

Viaggio al centro della Terra tra realta', mito e fantascienza

26.10.2006
 
Pagine: 12
Viaggio al centro della Terra tra realta', mito e fantascienza

Ci hanno fatto credere, per giustificare la “corsa allo spazio”, che ormai abbiamo esplorato tutto il pianeta Terra. Corsa allo spazio, che per il momento, non è andata oltre, qualche sporadico “allunaggio” sul nostro satellite e all'aver lanciato sonde verso gli altri pianeti, in particolare Marte, e che alcune di queste viaggiano da anni nell'abisso dell'ignoto.

Infatti, così come non conosciamo bene la faccia nascosta della Luna, non possiamo far altro che ipotizzare su “l'altra faccia del pianeta Terra”: il suo interno.

In realtà, come molti hanno sostenuto forse è più facile andare sul pianeta a noi più vicino che esplorare l'interno del nostro, questo perchè andare nello spazio è più semplice in quanto esso è vuoto.

L'interno della Terra, attraverso prove strumentali, è stato “ diviso chimicamente in una crosta formata da rocce basiche ad acide, un mantello ultrabasico e un nucleo terrestre composto principalmente da ferro. Il pianeta è abbastanza grande da avere un nucleo differenziato in un nucleo interno solido e un nucleo esterno liquido, che produce un debole campo magnetico a causa della convezione del suo materiale elettricamente conduttivo ”.

La crosta terrestre è lo strato più esterno della Terra ‘solida', in pratica è la zona che ci ospita ed ha uno spessore variabile dai 5 ai 35 km. Il mantello è lo strato compreso tra la crosta ed il nucleo del pianeta, ha uno spessore pari a circa 2900 km e quindi è la zona più consistente dell'intero globo. Il nucleo ha un raggio di 3500 km ed è diviso in nucleo esterno, composto da ferro allo stato liquido, e il nucleo interno, costituito da ferro allo stato solido.

Come abbiamo detto, l'esplorazione dell'interno della Terra è molto difficile in quanto scendendo sempre più verso il suo centro ogni macchinario andrebbe distrutto causa la forte pressione che ucciderebbe di conseguenza qualsiasi equipaggio umano.

Fino ad ora infatti le maggiori distanze raggiunte venivano dalle perforazioni oceaniche per la ricerca petrolifera.

Ma ultimamente dal paese del Sol Levante è partita l'ennesima sfida alle conoscenze umane; infatti, dai cantieri nipponici è stata varata la più costosa nave di ricerca finora realizzata, la Chikyu (che significa Terra in giapponese).

Costruita grazie ad un consorzio internazionale al quale partecipa anche l'Italia, la nave perforatrice sarà in grado di battere facilmente l'attuale record di trivellazione oceanica che è di 2000 metri, raggiungendo facilmente i 7000 metri per poi lanciarsi a profondità ancora più abissali toccando addirittura i 12000 metri.

La missione denominata “Deep Earth Exploration”, avrà lo scopo oltre a quello di riportare campioni di roccia, di permettere agli scienziati di conoscere le variazioni climatiche del passato, ma soprattutto di studiare i terremoti.  L'obiettivo principale però, sarà addirittura quello di raccogliere i batteri della crosta oceanica, in altre parole scoprire se c'è vita laggiù.

Sembra, questa, quasi una suggestione fantascientifica ispirata chiaramente dai libri di J. Verne; in passato numerose spedizioni soprattutto umane sono state organizzare per cercare di raggiungere, o quanto meno, di scendere il più possibile verso l'interno del nostro pianeta.

Fu in particolare nel XIX° secolo che videro la luce molte teorie che prevedevano la possibilità che l'interno del nostro pianeta fosse abitato e che la Terra stessa al suo interno fosse ‘cava'.

La teoria di John Cleves Symmes nel 1818, fu accolta con molto entusiasmo: “ all'interno del nostro pianeta esiste un'immensa cavità, sulle cui pareti concave si è sviluppata una civiltà simile alla nostra, illuminata da un sole interno. Il passaggio per raggiungere il mondo interno si trova al Polo Sud… In tempi recenti aerei e satelliti hanno fotografato il polo; gli iscritti della società della ‘Terra cava' non hanno mancato di riscontrare –interpretando a modo loro le consuete macchioline delle pellicole- la presenza del famoso passaggio ”.

Questo è solo uno dei tanti esempi che caratterizzarono gli studi e riempirono i salotti culturali di due secoli fa, e ancora “ sulla scia delle dottrine predicate dalla ‘Società Teosofica' di Helena Petrova Blavatsky e da Golden Dawn, e forse, ispirati anche da una cattiva interpretazione della filosofia del ‘Superuomo' di Nietzsche, videro la luce molti ‘ordini' caratterizzati dall'idea ossessiva della necessità della rifondazione di una Razza Superiore originata millenni addietro dai ‘Superiori Sconosciuti'. Questi ultimi erano semidei che controllavano i destini del mondo nascosti – a seconda dei casi - nelle viscere della Terra, ad ‘Agharti', in profonde gallerie scavate nell'Himalaya o in altri inaccessibili, mitici, luoghi ”.

Anche nel secolo scorso furono intraprese molte spedizioni alla ricerca del mitico passaggio che avrebbe dovuto collegare i due mondi, quello esterno e quello interno. Spedizioni che per i tempi e per i pochi mezzi a disposizione ebbero scarsi risultati.

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