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Scienza

Verso il mondo nanotecnologico

25.02.2007
 
Pagine: 12345

Nel suo saggio sostiene che non abbiamo considerato che queste tre tecnologie “rappresentano una minaccia diversa dalle precedenti tecnologie” poichè i nanobot e gli organismi transgenici possono autoriprodursi. “Una bomba può esplodere una sola volta, ma un bot può trasformarsi in molti e andare rapidamente fuori controllo”.

Mooney ipotizza che “In un mondo bionico in cui si fondono nanotecnologia e biotecnologia, vedremo biocomputer in nanoscala e biosensori capaci di monitorare tutto, dai meccanismi regolatori della crescita delle piante alle riunioni politiche… Che succede se non si possono fermare i nanobot? Quali sono le implicazioni per i piani militari e il terrorismo, specialmente il terrorismo di Stato? La possibilità che offre la nanotecnologia di fare tutto, cose fisiche, visibili e invisibili, in modo economico e inesauribile è anche la più grande minaccia che comporta”.

Ci sono, inoltre, rischi di natura sociale e politica. La nanotecnologia è avviata sulla stessa strada della biotecnologia per quanto riguarda i brevetti delle materie della natura. Mark Lemley, dell’Università di Standford, afferma che “i brevetti getteranno un’ombra sulla nanotecnologia molto più grande di quella che hanno altre scienze al medesimo stadio di sviluppo”. Già nel 1964 Glenn Seaborg, premio Nobel per la Fisica, stabilì un precedente preoccupante brevettando due elementi della tavola periodica: l’Americio (95) e il Curio (96). La corsa ai nanobrevetti è già sfrenata: tra il 2000 e il 2003 il numero dei brevetti concessi dall’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti è aumentato del 50% arrivando a 8.630 nel 2003.

Ribeiro (La Jornada, 30/9/05) ha raccolto i seguenti esempi di neobrevetti:
* In Cina il ricercatore Yang Mengjun, ha ottenuto 900 brevetti su erbe utilizzate nella medicina tradizionale cinese allegando formulazioni nanotecnologiche.
* Charles Liebner, dell’Università di Harvard, ha avuto un brevetto (ceduto in esclusiva alla Nanosys Inc.) per delle nanobarre di ossidi composti da metalli. Il brevetto riguarda, oltre gli ossidi di un solo metallo, altri 33 elementi della tavola periodica (approssimativamente un terzo del totale) vale a dire 11 dei 18 gruppi degli elementi esistenti. Queste barre vengono usate in molte industrie, compresa quella biomedica, e questo brevetto è stato classificato, da vari avvocati che si occupano di brevetti, tra i 10 che condizioneranno in modo decisivo lo sviluppo dell’industria nanotecnologica.
*L’università del Kansas ha ottenuto il brevetto per altri procedimenti nanotecnologici con cui si è aggiudicata l’esclusiva del loro uso nell’industria farmaceutica, alimentare, chimica, elettronica, di catalizzatori, polimeri, pesticidi, esplosivi e rivestimenti.

"Non si era mai visto prima un uso così esteso di uno strumento di monopolio come nel caso dei brevetti nanotecnologici” commenta Ribeiro. “Chi crede che la nanotecnologia possa essere usata per scopi utili come ipotetici risparmi di energia e di risorse o nel campo medico o che, illusione ancora più grande, “aiuterà i poveri”, dovrebbe ripensarci di fronte a questo panorama. Basta vedere come si comportano le multinazionali farmaceutiche nei confronti delle necessità della salute pubblica, specialmente nel terzo mondo, controllando brevetti che non coprono neppure una nanofrazione della loro portata”.

Nessuna campagna di protesta fermerà la nanotecnologia, è troppo tardi ormai. Verrà usata, bene o male, e rivoluzionerà tutti gli aspetti dell’economia mondiale e della vita umana, che ci piaccia o no.

Cosa possono fare, allora, quelle persone consapevoli che si preoccupano degli impatti negativi che può avere questa tecnologia sulla salute umana e sull’ambiente? "La società civile e i movimenti sociali devono richiedere un ampio chiarimento sulla nanotecnologia e le sue molteplici implicazioni economiche, ambientali e di salute” consiglia Shand. “I governi e l’industria non dovrebbero commettere l’errore di confinare le discussioni alle riunioni di ‘esperti’ o limitarle strettamente agli aspetti della nanotecnologia riguardanti salute e sicurezza, devono essere presi in considerazione anche gli aspetti sociali ed economici”.

La storia, però, non finisce qui perché è sempre più vicina la convergenza delle tecnologie. I governi e le società che stanno sviluppando tecnologie di punta si apprestano a unire la nanotecnologia con la biotecnologia, l’intelligenza artificiale con la robotica e a portarci verso un futuro cibernetico che oggi non possiamo neanche immaginare. Ma questo sarebbe argomento per un altro articolo.

Carmelo Ruiz Marrero
Fonte: http://www.rebelion.org

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EV

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