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Scienza

Verso il mondo nanotecnologico

25.02.2007
 
Pagine: 12345

La nanotecnologia potrebbe trasformare in modo fondamentale l’esplorazione spaziale. Già si parla di usarla per produrre combustibili di propulsione, mantelli protettivi e materiali strutturali più leggeri, efficienti e potenti di qualsiasi cosa oggi conosciuta. Secondo l’utopista Eric Drexler, considerato il guru della nanotecnologia, si potrebbero fare abiti spaziali ultraleggeri e comodi di solo uno o due millimetri di spessore.
La parte esterna delle navi spaziali potrebbe essere dotata di nanosensori e di nanobots che monitorerebbero costantemente la sua integrità strutturale e, se necessario, eseguirebbero riparazioni automaticamente senza bisogno dell’intervento dell’equipaggio.

Da diversi decenni si parla di un ascensore spaziale in orbita sopra la terra che potrebbe trasportare da qualche punto dell’equatore fino allo spazio carichi di varie tonnellate, se costruito e funzionante potrebbe facilitare e accelerare la colonizzazione dello spazio in questo secolo. Nel giugno 2004 si è tenuta, a Washington DC, la terza conferenza per discutere questa proposta (www.isr.us./Spaceelevatorconference/) ed esiste un’azienda, The LiftPort Group (www.liftport.com), appositamente organizzata per realizzare le tecnologie necessarie a costruire l’ascensore. La ricerca e lo sviluppo di nanotubi super resistenti potrebbero rendere questo ascensore cosmico una realtà molto prima del previsto.

"Diversi cibi e generi alimentari contenenti additivi in nanoscala, senza che sia specificato sull’etichetta, già si trovano sugli scaffali dei supermercati” lo afferma il Gruppo ETC (www.etcgroup.org), organizzazione senza fini di lucro, che analizza l’impatto delle nuove tecnologie.

La maggior parte delle più grandi aziende di alimenti e bibite del mondo – incluse Unilever, Nestlè e Kraft- stanno sviluppando tecnologie in nanoscala per delineare, produrre, impacchettare e distribuire gli alimenti e gli ingredienti nutritivi. La Kraft possiede un laboratorio di nanotecnologia per alimenti e nel 2000 ha fondato la compagnia Nanotek attraverso la quale collabora con 15 università e vari laboratori federali. Questa società è pronta a produrre alimenti personalizzati che riconoscono il profilo nutrizionale e lo stato di salute del consumatore e anche involucri e pacchetti in grado di rilevare e correggere le deficienze nutrizionali dell’individuo.

Stanno anche lavorando all’ideazione di bibite con sapore e odore rinchiusi in nanocapsule che si aprirebbero solo in risposta a uno stimolo esterno, come per esempio una specifica frequenza di microonde. Un consumatore assetato comprerebbe una lattina dal liquido incolore e insapore, sceglierebbe il colore e il sapore preferiti e li attiverebbe con microonde di frequenza specifica. Le nano-capsule contenenti altri colori e sapori rimarrebbero chiuse.

Un altro progetto è la creazione di involucri con nanosensori capaci di rilevare le trilionesime parti delle sostanze, permettendo al consumatore di sapere, per esempio, se la carne è contaminata da batteri.

Società agrochimiche come Monsanto, Syngenta e Bayer Cropscience stanno progettando pesticidi nanoincapsulati. Queste nanocapsule si potrebbero “programmare” per aprirsi in risposta a uno stimolo esterno, per esempio il contatto con l’acqua, un aumento di temperatura, un diverso PH, il contatto con qualche sostanza o proteina particolare, l’esposizione a un campo magnetico o la ricezione di un “comando” trasmesso con ultrasuoni. Si spera che questi progressi migliorino la precisione di applicazione dei prodotti agrochimici e ne riducano l’impatto ambientale.

"Tutte le società che detengono il controllo del commercio mondiale dei transgenici stanno investendo nella nanotecnologia” ha detto nel 2004 Silvia Ribeiro, del Gruppo ETC, in un articolo pubblicato sul quotidiano messicano La Jornada. “La Monsanto ha un accordo con la società Flamel per progettare la nuova formulazione in nano-capsule del suo erbicida Roundup… Pharmacia (ora parte della Pfizer) ha i brevetti per fabbricare nanocapsule a lento rilascio usate in agenti biologici come farmaci, insetticidi, fungicidi, erbicidi e fertilizzanti. Syngenta ha brevettato la tecnologia Zeon, microcapsule di 250 nanometri che contengono pesticidi che si liberano al contatto con le foglie. Sono già in vendita con l’insetticida Karate da usare per riso, peperoni, pomodori e mais. Syngenta ha anche il brevetto di una nanocapsula che libera il suo contenuto al contatto con lo stomaco di certi insetti”.

Il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti sta progettando un “Smart Field System” con nanosensori senza fili da usare nelle tenute agricole per raccogliere dati su fattori come temperatura, umidità, acidità dei terreni, presenza di insetti o di agenti patogeni e trasmetterli all’agricoltore. Inoltre la società Intel sta elaborando sistemi di “informatica proattiva” per uso agricolo che permetterebbe ai nanosensori di anticipare le necessità dell’agricoltore e di agire per “conto proprio”.

Secondo il parere del Gruppo ETC esiste “un’ampia gamma di attività di ricerca e sviluppo che comprende: semi atomicamente modificati, nanosensori per agricoltura di precisione, piante che producono nanoparticelle metalliche, nano vaccini per pesci d’allevamento, nano codici a barre per monitorare e controllare i prodotti commestibili e molto altro”.

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