Pravda.ru

Scienza

UFO ed ipotesi Parafisica

24.03.2007
 
Pagine: 12345

Nel 1995 l'astrofisico Johannes Von Butlar durante un congresso ufologico ha rivelato di aver ricevuto un documento segreto, di cui non può provare la veridicità, che potrebbe aprire una nuova ipotesi sull'evento di Roswell. Nel documento si afferma che ciò che è caduto nel deserto del Nuovo Messico nell'estate del 1947 non era né un pallone sonda, né un mezzo extraterrestre ma una macchina terrestre proveniente dal futuro. Nel documento è scritto, inoltre, che uno degli occupanti era vivo e che disse delle cose così terribili sul nostro futuro che il governo degli Stati Uniti decise di nascondere tutta la vicenda. In questo modo avrebbero diffuso due storie parallele, una ufficiale (il pallone sonda), una ufficiosa (il disco volante) che allontanarono completamente l'opinione pubblica dalla realtà.

Naturalmente tutto ciò è da verificare, ma l'ipotesi temporale spiegherebbe molte cose sull'assidua presenza di questi oggetti nei nostri cieli (ad esempio perché sono così interessati a noi) e non sarebbe meno assurda dell'ipotesi extraterrestre in quanto, per le nostre attuali conoscenze scientifiche, chi viaggia nello spazio viaggia anche nel tempo.

Questa è soltanto l'ultimo caso in cui si avvalora l'ipotesi temporale, ovvero la teoria secondo la quale gli UFO non sarebbero di origine extraterrestre ma sarebbero stati costruiti (o meglio saranno costruiti) dai futuri abitanti della Terra che tornerebbero indietro nel tempo, forse, per studiare dal vero la storia dell'umanità. L'ipotesi temporale non è una novità, già nel 1957 il fisico Hugh Everet aveva proposto quella che rimase come “la teoria dei molti mondi”, secondo cui l'Universo si ramificherebbe in continuazione, dando origine a mondi o realtà parallele, ma non coincidenti, in cui lo svolgersi delle cose non segue un'unica direzione.

Negli anni Ottanta, tre scienziati, Michael Morris dell'Università del Wisconsin, Kip Thorne e Ulvi Yurtsever, professori del Politecnico della California, ripresero la tesi di Everet in una pubblicazione sulla rivista specializzata “Phisical Review Letters”: “Viaggiare nel passato è stato sempre considerato impossibile perché in teoria qualcuno potrebbe uccidere i propri genitori prima di nascere e cessare così di esistere. Ma questo paradosso è evitato dalla nostra interpretazione delle tesi di Einstein. Noi suggeriamo l'esistenza di un numero infinito di universi paralleli.

Il passato in cui si potrebbe viaggiare sarebbe differente da quello in cui si è vissuti”. Gli esseri che guidano gli UFO potrebbero quindi provenire da un universo “alternativo” al nostro e quindi non necessariamente il loro passato sarebbe il nostro presente. Non esisterebbero un solo passato e un solo futuro, ma tanti “passati” e tanti “futuri” alternativi, che, un po' come avviene nel film “Ritorno al futuro” di Robert Zemetiks, siamo noi a scegliere di vivere a seconda del nostro comportamento nel presente.

Qualche ricercatore come l’ufologa inglese Jenny Randles è arrivato ad ipotizzare l'esistenza di luoghi, dotati di un particolare campo magnetico che favorirebbe il salto da un universo all'altro, le cosiddette “finestre ufologiche”, zone dove più di altre avvengono apparizioni di questi oggetti, ma anche luoghi come il famoso “Triangolo delle Bermude”, che, viste le molte sparizioni misteriose di aerei e navi, potrebbe essere uno di questi luoghi di “passaggio” tra la nostra realtà è un Universo differente.

In questo la teoria temporale sarebbe l'estensione di quella parafisica le cui basi teoriche risiedono nel Vallee, del periodo parafisico, ed in John Keel. In "Operazione cavallo di Troia" (MEB 1975), Keel non sembra incline ad accettare la spiegazione che gli UFO si stiano, semplicemente, divertendo –pur non scartando tale ipotesi- e ritiene, invece, che le loro “motivazioni” abbiano a che fare con una sorta di raccolta di informazioni che utilizza sistemi ingannevoli.

Tale interpretazione “sembrerebbe” risultare perfettamente coerente con le analisi che abbiamo fatto, precedentemente, in relazione al “camuffamento” operato dagli OVNI nei diversi periodi storici, e gli UFO diventano, così, il prodotto di una misteriosa intelligenza, estranea al genere umano, che persegue fini, a noi sconosciuti, tramite strumenti e manifestazioni di ordine parafisico. Interessante, poi, la connessione tra UFO e parapsicologia (intesa nel senso più ampio: credenze, magia, apparizioni, ecc.) che Keel riesce ad evidenziare e che, a mio parere, dovrebbe essere ripresa ed analizzata anche oggi.

Tuttora si tende, da parte degli ufologi, a differenziarsi da spiritisti ed occultisti; e d'altra parte i parapsicologi guardano con distaccata superiorità gli UFO, forti del fatto che la parapsicologia sarebbe una scienza riconosciuta fin dal 1969. Eppure non è tanto straordinario che Keel asserisca che a suo parere gli UFO dovrebbero essere studiati dai parapsicologi piuttosto che dagli ufologi. Certo è una concezione totalmente nuova dell'ufologia come branca delle ricerche psichiche, ma Keel non è stato il primo a puntualizzare le correlazioni tra paranormale ed UFO. Spesso infatti –racconta la casistica- i testimoni (specie di atterraggi) sembrerebbero rivelarsi dei soggetti "dotati" di capacità paranormali (per lo più precognitive e taumaturgiche), o le acquisirebbero dopo l'esperienza ufologica. Molto spesso le loro case vengono "infestate" e talvolta si scopre che essi sono sempre stati al centro di strani eventi.

Pagine: 12345
| Ancora
5885