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UFO ed ipotesi Parafisica

24.03.2007
 
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UFO ed ipotesi Parafisica

Un paio di anni fa, la pubblicazione all’interno del sito di Sentinel ITALIA, della traduzione di un importante articolo “scientifico”, relativo al cosiddetto “superamento del paradosso di Fermi”, ha determinato uno dei più lucidi interventi –che personalmente ricordi in questi ultimi anni- a firma dell’astrofisico Massimo Teodorani. Questo contributo davvero rilevante (che potete leggere qui:

http://www.sentinelitalia.org/documenti/articoli_interviste/implicazioni%20commento%20teodorani.htm ) introduce, tra le varie cose, nuove ipotesi della fisica teorica “decisamente convincenti” ai fini del superamento del noto paradosso.

In particolare, tra queste diverse ipotesi, assume particolare rilevanza –nell’ottica di questo mio articolo- la teoria delle superstringhe e –soprattutto- quella della “M-brane”, che prevedono la possibilità di altre dimensioni.

Nello stesso periodo vi sono state -anche- in alcuni settori “ufologici” italiani, certe “inesatte”, anche se autorevoli, re-intrepretazioni, decisamente negative, circa l’ipotesi cosiddetta parafisica –e chi scrive non è certamente un ufologo parafisico… ricordiamolo!- dove si sono dimenticate, troppo facilmente, tutte quelle implicazioni e possibilità –secondo la fisica più avanzata- decisamente “solide” e ricavabili –appunto!- proprio da quelle recenti teorie ultradimensionali appena ricordate e, specialmente, si è manifestata una conoscenza datata e superata del Vallee-pensiero. In tal senso, mi sembra appropriato, riproporre (in una versione re-editata ed aggiornata) un ampio testo, relativo a questa tematica, che scrissi per un intervento svolto durante una Conferenza a Pavia. Era la primavera del 2003 ma, credo, possa essere ancora utile…Buona Lettura

Carlo Sabadin (Sentinel ITALIA – Gruppo Camelot)

L'ipotesi Parafisica prende in considerazione l'eventualità che gli UFO facciano parte del mondo del paranormale essendo assimilabili ad altri eventi anomali ricollegabili al folklore antico e medioevale, e che riferiscono di incontri con divinità, creature ed esseri soprannaturali.

L'ipotesi parafisica è, apparentemente, l'alternativa più forte a quella extraterrestre; secondo tale concezione gli UFO non provengono da spazi siderali ma da una dimensione sconosciuta popolata da esseri intelligenti. Il primo ad elaborare questa teoria fu, all'inizio degli anni '50, il ricercatore americano Meade Layne, il quale –dopo un lungo lavoro iniziato alla fine degli anni ’40 su alcuni aspetti oscuri della “nascente” ufologia- sostenne la possibilità che dietro il fenomeno UFO si potesse nascondere un'intelligenza dalla natura sfuggente; esseri normalmente invisibili in quanto appartenenti ad una sfera energetico-vitale diversa dalla nostra, ma che possono materializzarsi e rendersi visibili ai nostri occhi, da qui i vari avvistamenti degli UFO e dei “piloti”.

Tuttavia queste visioni non sono alla portata di tutti ma sembrano riguardare solo menti che hanno la capacità di recepirle, come i medium e i contattisti. Queste idee provocarono innumerevoli discussioni e polemiche ma non mancarono di fare proseliti (come lo scrittore Arthur C. Clarke). Altri cercarono di seguire le sue orme: lo scrittore Gerald Heard, l’eroe della battaglia d’Inghilterra Lord Dowding, il noto astrofisico Jessup e, più di tutti, il maresciallo della RAF Sir Victor Goddard.

Al di là di queste “annotazioni”, per lo più sporadiche ed episodiche, una prima “vera” elaborazione della teoria parafisica si ebbe grazie a John Keel, il quale teorizzò un complotto, teso dalla “natura invisibile” che si cela dietro gli UFO ai danni dell'uomo. Nei primi Anni '60 si accostò all'ufologia, entrando nell'APRO, la più antica organizzazione statunitense, e rimase colpito dalle massicce "ondate" di avvistamenti che si abbatterono sugli Stati Uniti nel biennio 1964-65, al punto di decidere di dedicarsi agli UFO a tempo pieno, con l'intenzione di dimostrarne una volta per tutte la natura extraterrestre. Per tre anni, dodici mesi all'anno, sette giorni alla settimana, Keel inseguì dovunque il fenomeno, cercando di sviscerarne la natura. E più andava avanti e più si trovava immerso in un mondo fantastico e terribile di eventi curiosi e straordinari che si svolgevano sotto i suoi occhi.

A poco a poco si rendeva conto che le "astronavi extraterrestri" da cui era partito non bastavano a rendere conto della complessa gamma di fenomeni legati agli UFO ed ai testimoni (che egli visitò ed intervistò a centinaia). Poco per volta la natura composita ed incredibilmente complessa degli UFO e di ciò che stava, o meglio si nascondeva, dietro ad essi divenne evidente ai suoi occhi. Poltergeist, fenomeni ESP, misteriose creature, enigmatici personaggi concorrevano a formare un incomprensibile mosaico la cui portata non si manifestava che in minima parte.

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