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Ufologia oggi: quale futuro?

22.12.2006
 
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Ufologia oggi: quale futuro?

Premessa

Questo articolo era originariamente scritto per la rivista Stargatemagazine e costituisce la base di un mio intervento ad un dibattito con il Cicap (il corrispondente “italiano” del CISCOP americano), avvenuto alcuni anni fa, a Pavia. Quest’ultima versione –cronologicamente successiva ad una versione in inglese (vedi: http://www.camelotchronicles.com/2005/Testi/01etxt1.htm#car1 ), pubblicata in occasione del Congresso Ufologico Europeo di Chalons-en-Champagne (ottobre 2005)- considera –anche!- le più recenti e fondamentali novità intervenute, in quest’ultimo anno, nel nostro paese. In quest’ ottica, diventa opportuno utilizzare un portale, davvero prestigioso, come la Pravda, per permettere al maggior numero di lettori una visione, la più ampia possibile, circa la situazione ufologica (in particolare “di ricerca”) presente –oggi- nel nostro territorio.

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Prospettive, nuovi studi di settore, nuove ipotesi, nuove teorie. Qualche tempo fa, ho rivisto su un canale digitale una trasmissione dal titolo “UFO –Dischi Volanti”, uno special del noto giornalista Gianni Bisiach, datato 1972. Quando vidi questo programma, per la prima volta, avevo otto anni e, forse, la mia passione per gli UFO è nata, assieme alla serie televisiva “UFO”, proprio in quel periodo. Ciò che, indiscutibilmente, mi ha colpito è l’assoluta attualità del programma. Casi storici come quello di Trent, interviste ad ufficiali informati dell’aereonautica, Blue Book, astronauti e strani avvistamenti, il Prof. Hynek, il Norad, rilevamenti radar, i falsi ufo, ecc.

Tutto ciò mi ha, per un attimo, sconcertato e ho ripensato alle considerazioni, anch’esse datate di uno dei maggiori oppositori circa la realtà del fenomeno UFO: James Oberg. Esperto astronautico, giornalista e scrittore, considerato uno dei più noti "anti-ufologi" in circolazione, vinse, con l’articolo “Il fallimento della scienza dell'ufologia”, il premio, messo in palio nel 1979 dal prestigioso settimanale New Scientist, per il miglior articolo sugli UFO.

L’autore, attraverso un’attenta disamina delle incongruenze ed errori commessi dagli ufologi –ma, forse, sarebbe preferibile dire “certi” ufologi-, afferma che, dopo decenni di speculazioni senza scopo, nessuna teoria scientifica degna di questo nome sarebbe stata prodotta dall'ufologia e che, quindi, essa sarebbe una scienza "sterile" dove ogni stravagante congettura verrebbe spacciata per una "nuova teoria" e, dove, i processi di pensiero che la caratterizzano non potrebbero essere classificati come "scientifici”.

Altrove, altri, hanno, argutamente, messo in luce le carenze oggettive di una tale impostazione e, chi scrive, ha spesso sostenuto come la “recente” creazione della categoria dei UAP, "Unidentified Atmospheric Phenomena" fenomeni atmosferici non identificati (che sarebbero alla base di avvistamenti “inspiegabili”, non collegabili al fenomeno UFO, ma a qualche strano fenomeno “naturale” non ancora spiegato) rappresenterebbe una prova del fallimento, non dell’ufologia -come auspicava Oberg- ma di chi sperava ardentemente che il “molto, molto poco” dietro una piccola parte delle decine di migliaia di segnalazioni UFO archiviate, quel “piccolo residuo” –per usare le parole esatte di Oberg- che, nonostante tutto rimaneva, fosse destinato, anch’esso, a sparire. In realtà, ciò non è avvenuto.

Anzi, costruire categorie di IFO sempre nuove, utilizzando anche evidenti forzature (come è successo, ad esempio, per i fulmini globulari) per chi, aprioristicamente, ha già negato il fenomeno, alla fine non è stato sufficiente se è diventato necessario –se non addirittura indispensabile- dover creare una nuova categoria, come quella degli UAP, non spiegabile, non spiegata o, meglio, non identificata.

Peraltro, tale interpretazione, non è più pienamente accettabile dopo le recenti pubblicazioni, da parte di Massimo Teodorani, relative alla “teorizzazione” di un modello di plasma a “contenimento elettrochimico” (sulla base degli studi del fisico David Turner) che permetterebbe la spiegazione di circa l’80-90% dei fenomeni luminosi anomali registrati in varie parti del mondo.

Il fenomeno di Hessdalen diverrebbe, così, un fenomeno –in larga parte- “naturale” della classe dei BL determinando –in tal modo- una certa “valenza” alle ipotesi di tipo UAP. Rimarrebbe, però, una "sovrapposizione" a quel 80-90%. Una "sovrapposizione" di oggetti completamente sconosciuti. Non sappiamo perché si mescolano al fenomeno geofisico ma sono ALTRO. E non sono “fari di automobile”……

Ma ritornando all’oggetto specifico di questo intervento e, proseguendo oltre, ho provato a chiedermi se, nella ricerca italiana contemporanea, esistono degli studi, degli approfondimenti, delle ipotesi che possano, in qualche modo, incontrare la richiesta, avanzata da Oberg, circa l’elaborazione di una teoria che possa essere –davvero- considerata scientifica, non confutabile o falsificabile. Una teoria, cioè, che sia in grado di spiegare una porzione dell'Universo in modo tale che ulteriori osservazioni o esperimenti si conformino alle previsioni della teoria stessa (e, preferibilmente, non si conformino alle previsioni tradizionali). Esiste qualcosa di simile nel panorama, italiano e non, della moderna ricerca ufologica? E’ opportuno, in tale contesto, analizzare –prima!- alcuni aspetti ritenuti, a torto o a ragione, connessi con la fenomenologia UFO.

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