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Scienza

A caccia dei Potenti Spiriti

17.12.2006
 
Pagine: 1234

Altri avvistamenti riguardano forme oblunghe, in volo radente sui prati, che atterrano e si allontanano di poco all’avvicinarsi delle persone, quasi consapevoli della loro presenza, e dunque intelligenti. Persino forme a “frigorifero”, simili a quelle avvistate in Brasile durante i fatti di Colares, con luci anteriori e posteriori. E poi le sfere di luce. Quegli “orb” che sembrano stuzzicare i cani e il bestiame, volando in mezzo a loro per poi dileguarsi tra gli alberi. Uno di questi orb avrebbe presentato caratteristiche alquanto insolite: di colore blu, con la superficie quasi trasparente, simile al vetro, grande come una palla da baseball e con all’interno una sostanza azzurra, che Tom paragona a qualcosa di liquido che vorticava. Dall’oggetto sarebbe provenuto un debole crepitio. Colto dal terrore, Tom punta i fari contro la sfera, che reagisce schizzando via.

Se questi fenomeni infastidiscono e inquietano i proprietari del ranch, altri li preoccupano per la propria incolumità e per danni economici tanto considerevoli da obbligarli, due anni dopo, a vendere la fattoria e andarsene.

Splendidi capi di bestiame ritrovati morti, mutilati in seguito ad asportazione “chirurgiche” di organi -operazioni impossibili per qualunque predatore - e non solo di notte, quando il bestiame resta incustodito. Come una povera giumenta che Tom aveva lasciato viva e vegeta appena una ventina di minuti prima, sangue drenato, nessuna traccia, tagli netti. E luci gialle in volo tra il bestiame e, dopo, le carcasse sezionate.

Ciò che li fa decidere ad arrendersi, una volta per tutte, è la morte dei loro tre cani. Tom è fuori quando avvista un oggetto dall’altra parte del pascolo e un intenso flash di luce azzurra. I cani si mettono in guardia, l’oggetto si avvicina, è un orb azzurro, perfettamente tondo, i cui movimenti, ancora una volta, tradiscono una guida intelligente. L’oggetto dà inizio ad un irritante gioco con i cani che gli abbaiano contro e cercano si afferrarlo ogni volta che si abbassa a pochi metri dal suolo, quasi a provocarli.

Poi l’oggetto fugge via e Tom commette un errore di cui si sarebbe poi pentito amaramente: esasperato da tutti quei fenomeni, e dal senso di impotenza che rovina la sua vita da due anni, libera le bestie, che si lanciano all’inseguimento dell’oggetto, tra gli alberi. Seguono i loro guaiti di dolore, e poi il silenzio. Sul luogo Tom trova ciò che resta dei corpi dei suoi animali, inceneriti, all’interno di un cerchio di erba bruciata.

Nonostante tutto, Tom vuole trovare delle spiegazioni e si sente ancora legato a quel posto, così, nel 1996 racconta pubblicamente ai media (radio, giornali, televisione) l’accaduto, che fa subito notizia, tanto da suscitare l’interesse del NIDS. L’associazione raccoglie la sfida, e con i finanziamenti di Robert Bigelow, compra il ranch nella speranza di fare chiarezza o, almeno, raccogliere dati scientifici sufficienti da soddisfare una spiegazione “razionale”.

Tom Gorman, che ormai ha un altro ranch e ne è ben contento, si presta come aiuto al team nella gestione del ranch “incriminato”, con l’intenzione di ricrearvi le stesse condizioni e osservare il fenomeno nello svolgersi della vita di tutti i giorni.

George Knapp viene ammesso come giornalista, per raccontare, a indagini ultimate, gli sviluppi di otto lunghi anni di studio. Lo scienziato del NIDS che si espone col proprio nome e ha scritto un libro su questa vicenda, è Colm A. Kelleher. Ph.D [4], noto biologo molecolare di ventennale esperienza. Vi sono poi, come team fisso per le indagini, un fisico e un veterinario, che hanno preferito non rendere pubblici i propri nomi. I dati racconti, gli eventi osservati e vissuti dovevano poi essere trasmessi ad un “multidisciplinary advisor board” di scienziati di provata esperienza e tutti fermamente convinti della necessità di attenersi a principi e procedure rigorosamente scientifici.

Gli eventi che questi ricercatori vivranno, porteranno Kelleher a scrivere, “ritengo che l’intensa concentrazione di attività ‘paranormale’ [in questa zona. NdT] potrebbe indirizzare tutti noi verso una nuova comprensione della realtà fisica; qualcosa che deve essere seriamente preso in considerazione ai più alti livelli della scienza moderna” [1].

Settembre 1996, acquistato il ranch da parte di Robert Bigelow, finanziatore del NIDS e costituito il team principale per le indagini sul posto, si dà inizio all’esperimento. L’obiettivo è quello di sostituire ad un approccio “soggettivo” e testimoniale al fenomeno, un approccio strumentale e rigorosamente scientifico, secondo le possibilità a disposizione.

La tipologia dei fenomeni denunciati da più testimoni nel tempo, quali UFO di diverso genere, tra cui orb interagenti con l’ambiente esterno e triangoli neri, avvistamento di creature non riconducibili alla fauna del luogo impermeabili ai proiettili (con diverse segnalazioni di bigfoot!) e mutilazioni di bestiame, indicherebbero la Uinta Basin,ed in maniera particolare il ranch dei Gorman, come una possibile “zona calda”, o “hot spot”, che, fatto raro ma non unico, viene finalmente a trovarsi al centro dell’attenzione dei media (USA) e di un gruppo di scienziati.

Binocoli e videocamere a visione notturna, analizzatori di radiofrequenze, detector a microonde e strumentazione per catturare più luce possibile, tramite lente Fresnel collegata a spettrometro e computer portatile, costituiscono le apparecchiature.

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