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Scienza

A caccia dei Potenti Spiriti

17.12.2006
 
Pagine: 1234
A caccia dei Potenti Spiriti

“Vengo generalmente considerato un giornalista serio, ma, nonostante in venticinque anni di attività, come reporter investigativo e anchorman televisivo, abbia trattato i più diversi argomenti, dalla mafia alla corruzione, dagli abusi sugli animali all’inquinamento o il giro della prostituzione, pare che verrò sempre ricordato, come l’ “UFO reporter”. Un giornalista o uno scienziato che decida di prendere seriamente in considerazione il fenomeno UFO, lo fa a rischio della sua professione”

Lo confessa George Knapp, noto giornalista di Las Vegas, produttore della Klass-TV, nonché unico “esterno” a cui sia stato concesso di assistere alle indagini su di uno dei casi più complessi e più sconcertanti degli ultimi anni, da parte di un’équipe di scienziati che ha deciso di sfidare l’incomprensibile per spiegarlo con l’ unica arma a sua disposizione: la scienza.

Per otto anni, a partire dal 1996 un team di ricercatori del NIDS (National Institute for Discovery Science)[2], Istituto fondato dal miliardario Robert Bigelow per investigare sui fenomeni anomali, ha monitorato con le più sofisticate strumentazioni la zona attorno ad un ranch “maledetto”, la Uinta Basin, nello Utah, per testare la veridicità dei molti resoconti di avvistamenti di UFO, sfere di luce, strane creature e incontri ravvicinati che sembrano interessare questa località sin dai tempi dei coloni, e forse prima.

Gli indiani Navajo della riserva locale, come termine di riferimento per gli strani fenomeni entrati ormai a far parte della loro cultura, usano la parola “Skinwalker”, ovvero potenti spiriti in grado di cambiare forma, costretti da una maledizione a restare in quel luogo, e un ranch in particolare è il centro di tutte le leggende, zona proibita ai membri della tribù. Ma si sa, la scienza non teme le leggende, e non le teme nemmeno chi è in cerca di una bella località, a prezzo stracciato, che offra tutti i vantaggi che un allevatore può desiderare. Ed è così che la famiglia “Gorman” [3] acquista nel 1994 un incantevole angolo rurale a 150 miglia da Salt Lake City: 480 acri di pascoli rigogliosi e un fiumicello che formano un paesaggio di singolare bellezza.

Il ranch era rimasto disabitato per ben sette, otto anni: fra la gente del luogo, nessuno lo voleva. Quando i Gorman vanno a visitarlo per la prima volta trovano porte e finestre sigillate da file di chiodi e alle estremità della casa paletti di ferro e pesanti catene, forse appartenute a grossi cani da guardia.

I Gorman –moglie, marito e due figli - a detta di tutti, sono persone serie, professionali nel loro lavoro e con i piedi ben piantati per terra: quel ranch è il coronamento di un sogno e poco importa se la zona è famosa per avvistamenti UFO, la vita “reale” è un’altra cosa. Questa la loro convinzione, finché, non molto tempo dopo che vi si sono stabiliti, la realtà cambia e comincia quello che descriveranno come un incubo, fatto di eventi inquietanti, con effetti tangibili e in crescendo nel tempo. Fenomeni che sembrano interagire e giocare con gli abitanti, pur mai mettendone a rischio l’incolumità.

Accanto ad eventi “fastidiosi”, di solito presi sul serio solo da chi li sperimenta - la sensazione di essere costantemente osservati, lo smarrimento di oggetti ed il loro seguente ritrovamento in luoghi dove non dovrebbero trovarsi, o l’avvistamento di animali “esotici” non appartenenti alla fauna locale , e di furtive creature che si muovono tra gli alberi, si avvicinano alla casa o sembrano persino immuni ai proiettili (eventi questi facilmente riconducibili a spiegazioni quali l’ autosuggestione), vi è ben altro.

“Tom” Gorman e i suoi famigliari si dicono testimoni di avvistamenti UFO che, dalla loro descrizione, solo in parte rientrerebbero nella casistica classica, quale i Triangoli Neri o le sfere di luce. Avvistamenti di cui sono partecipi molti dei membri delle comunità limitrofe, che spesso, troppo spesso, in concomitanza si ritrovano capi di bestiame mutilati, il triste fenomeno che da decenni colpisce diversi allevatori nel continente americano, e non solo, indagato e divulgato al mondo, in primis, dalla giornalista Linda Moulton Howe.

Fra tutti i fenomeni, quello che i Gorman raccontano come il più suggestivo, e frequente, riguarda il manifestarsi di strane forme arancioni nel cielo notturno, sempre nello stesso punto, a occidente. All’occhio dei loro binocoli, le forme apparivano a volte simili a “soli nascenti”, grandi e quasi perfettamente rotonde, a volte piatte e allungate. Non forme strutturate, racconta Tom, sembravano piuttosto degli “squarci nel cielo”, o “finestre” , dei “tunnel tridimensionali” visibili solo da una posizione frontale, al cui centro era possibile scorgere “un altro cielo”, spesso azzurro, dove era ancora giorno. Al loro interno, i Gorman avrebbero visto oggetti neri, UFO, che pian piano assumevano forma triangolare, si avvicinavano allo “squarcio” e ne uscivano, fulminei, per scomparire nella notte.

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