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Scienza

Opiorfina, il nuovo antidolorifico prodotto dall'uomo

17.11.2006
 
Opiorfina, il nuovo antidolorifico prodotto dall'uomo

Un team di scienziati francesi dell'Istituto Pasteur di Parigi ha isolato nella saliva umana una molecola antidolorifica chiamata "opiorfina", prodotta dall'organismo umano, più potente della morfina e in grado di contrastare il dolore.

La scoperta arriva dalla Francia, è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ed apre una nuova strada nella terapia del dolore. Dopo una serie di studi condotti sul corpo umano, i ricercatori dell'Istituto Pasteur di Parigi, guidati da Catherine Rougeot, sono riusciti a isolare una nuova molecola in grado di controllare sensazioni di sofferenza. La sostanza è stata ribattezzata "opiorfina", viene rilasciata direttamente dal nostro organismo ed è un composto presente principalmente nella saliva.

Come tutti gli oppiacei naturali, la nuova molecola, più potente della stessa morfina, viene prodotta per contrastare i dolori dovuti ad attacchi esterni o a un eccessivo stato infiammatorio di una parte del corpo ed è in grado di ridurre indolenzimenti e indebolimenti grazie a una serie di recettori, che come dei veri e propri interruttori, sopiscono la nostra sensibiltà allo stimolo doloroso.

Come precisano i ricercatori, la soglia di sensibilità alla sofferenza varia da individuo a individuo e, per stabilirla, bisogna considerare anche una buona dose di ereditarietà. I medicinali utilizzati per contrastare il dolore, però, imitano proprio l'azione delle nostre potenti armi naturali.

Prima di approdare all'interessante risultato, il team di scienziati aveva scoperto nei topi un composto chiamato "sialorfina" e in grado di compiere una potente azione antidolorifica. Questo sorprendente esito ha incuriosito l'equipe e ha spinto Rougeot e colleghi ad estendere le ricerche di simili sostanze anche nell'organismo umano.

I numerosi test compiuti hanno quindi rivelato che l'opiorfina può essere a tutti gli effetti considerata la risposta umana alla sialorfina dei roditori, perché agisce sulla stessa classe di recettori del dolore.

Grazie agli esperimenti condotti, i ricercatori hanno, inoltre, testato il potere analgesico dell'opiorfina, dimostrando che, per alleviare le sensazioni di sofferenza, basta un milligrammo di questa sostanza per ogni chilogrammo di peso della persona (1 mg/kg). Per ottenere lo stesso effetto analgesico con la morfina ne servono, invece, dai 3 ai 6 mg per ogni kg.

Il team di Rougeot si dichiara molto soddisfatto per i risultati ottenuti e spera di identificare al più presto le condizioni fisiologiche che inducono il naturale rilascio di opiorfina nell'organismo. L'eventualità di offrire una nuova risposta alla gestione del dolore in ambito clinico sembra, quindi, realizzabile.

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