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Scienza

Preservativo liquido, la via della nuova prevenzione

15.12.2006
 
Preservativo liquido, la via della nuova prevenzione

Quanti metodi efficaci esistono per combattere l’Aids? Ancora oggi, dopo decenni passati ad osservare una malattia subdola originariamente circoscritta ad uno stralcio di emarginati mutarsi nella nota immunodeficienza acquisita che imperversa in ogni angolo del globo senza più distinzioni di sesso e di classe, l’unica arma capace di delineare una distanza tra noi e la paura è la barriera del preservativo.

Spesso dimenticato accidentalmente, spesso ignorato intenzionalmente, a volte ancora sottovalutato dalla scarsa conoscenza del problema, il preservativo, con l’aiuto di campagne di informazione e sensibilizzazione, non è stato finora in grado di arrestare l’avanzata dell’Aids.

Servono più armi, devono essersi detti in molti e gli sforzi sono stati diretti negli ultimi anni verso la creazione di nuovi mezzi preventivi.

Uno dei primi risultati viene dall’Università dello Utah che ha reso noto on line sul Journal of Pharmaceutical Sciences lo studio di un condom molecolare contro l’Aids per le donne.

Si tratta di un polimero costituito da strutture complesse con nomi difficilmente pronunciabili come isopropilacrilamide, butil metacrilato e acido acrilico che conferiscono al condom proprietà plastiche e da molecole di farmaco anti-virale per garantire all’innovativo preservativo un’azione protettiva nei confronti della malattia.

La natura del polimero rende il condom molecolare in grado di mutare dallo stato liquido, in cui si trova a temperatura ambiente, alla forma di gel quando viene a contatto con il pH acido della vagina: questo cambio di fase del polimero fa sì che, una volta introdotto nella vagina come un qualsiasi altro lubrificante o spermicida già in commercio, formi un rivestimento sulla parete dell’antro vaginale.

All’entrata dello sperma, che possiede pH basico, anche l’ambiente vaginale diventa basico: questa ulteriore variazione fisiologica viene recepita dal condom intelligente come un segnale di tornare nuovamente allo stato liquido e rilasciare le molecole di farmaco anti-virale custodite fino a quell’istante.

Il sofisticato sistema su cui si basa l’ azione del condom molecolare fa sì che un farmaco efficace contro l’ Aids sia già nella vagina prima ancora del rapporto sessuale e che ne venga attivato il rilascio solo con l’entrata di liquido seminale potenzialmente recante il virus della malattia.

Questo aspetto potrebbe portare ad una rivoluzione nella prevenzione della malattia, la cui avanzata è spesso alimentata da casi di violenza sessuale e mancanza di informazione sull’uso del preservativo di lattice come nei paesi in via di sviluppo. Patrick Kaiser, leader del team di ricerca americano, sottolinea che il microbicida contenuto nel preservativo liquido può essere di diversa natura e svolgere la sua azione farmacologica prevenendo l’entrata del virus nelle cellule o la sua replicazione.

E’ reso noto inoltre che lo studio condotto è ancora in fase di sperimentazione: i test si sono svolti finora completamente in vitro su cellule di fibroblasti di topo, un modello molto utilizzato nella ricerca scientifica poiché ricrea con alta fedeltà le condizioni fisiologiche umane. Sono ancora in fase di miglioramento alcune caratteristiche del condom molecolare, quali la dose di farmaco effettivamente rilasciata, la velocità con cui tale rilascio si svolge, il tempo e la frequenza di somministrazione del liquido microbicida, l’efficacia reale del farmaco contro il virus dell’HIV.

Di questi aspetti rilevanti si occuperà il gruppo di ricerca dello Utah nei prossimi anni: si stima che ci vorranno non meno di 5 anni per giungere ad una sperimentazione sull’uomo e almeno 10 anni per la commercializzazione. Fino ad allora resisterà ancora il vecchio preservativo in lattice, forse più scomodo, forse meno tecnologico del futuro erede molecolare, ma certamente altrettanto intelligente.

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