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Scienza

Gli studi dello psicologo Richard J.Boylan

15.11.2006
 
Pagine: 12
il 1993; secondo le teorie di Boylan, in questo periodo, al governo americano è sfuggito di mano il controllo dele informazioni sugli UFO; tutto ciò forse dovuto ad un tentativo di accelerare la “rivelazione” definitiva della presenza aliena sulla Terra, in virtù delle proprie prove segrete conservate in un’ala “top secret” della Casa Bianca, accessibile solo a pochissimi addetti militari oltre che al Capo dello Stato.

Comunque una Conferenza tenutasi al palazzo delle Nazioni Unite il 2 Ottobre 1992, è la prova più concreta che il problema riguardante le presenze “aliene” è qualcosa di veramente serio, di portata mondiale e non solo americana.

Che il governo americano abbia deciso di pilotare una fuga di notizie mirata alla lenta presa di coscienza degli americani della presenza aliena sulla Terra? Solo il tempo ce lo dirà…

c) Chi sono i “rapiti” ?

Quale categoria di persone è più a rischio di un rapimento da parte degli E.T. ?

Secondo una statistica, il 46% dei rapiti è di sesso maschile e il restante 54% di sesso femminile. Sembra che ci sia una forte preferenza verso i nativi d’America (Indiani d’America); forse ciò è da porre in relazione con la storia antica degli indiani (Sioux, Hopi, Dakota, ecc…) nella cui cultura era ed è sempre viva l’idea della discesa sulla Terra di esseri (Kachina) venuti da altri mondi per istruire gli uomini.

Nella casistica delle “abductions” è spesso presente anche la correlazione tra genitori e figli; accade cioè che anche i figli dei “rapiti” vengano a loro volta più tardi rapiti e contattati e ciò probabilmente per comprendere meglio la visione mentale di un padre e del proprio figlio, forse, per studiare i legami intellettivi tra familiari.

Anche le sensazioni e i segnali di approccio sono importanti; solitamente c’è un input che avverte l’individuo di un imminente contatto: visione di globi di luce, avvistamento di UFO, luci abbaglianti o uno strano formicolio nel corpo.

L’elemento successivo a tali segnali è il contatto vero e proprio il quale può essere telepatico oppure fisico-visivo; comunque sembra che il primo messaggio che gli E.T. mandino in questa fase delicatissima sia proprio quello di tranquillizzare e calmare il “rapito” che verosimilmente si trova in uno stato psicologico di panico e confusione assoluta.

d) Le analisi

Qual è lo scopo delle “abductions” ?

Sembra che gli alieni siano interessati al nostro DNA e alla funzione dei nostri organi riproduttivi. Molti “rapiti” raccontano di aver subito piccoli interventi, non dolorosi, con strani apparecchi e con biopsia di materiale organico preso dai genitali.

Durante questi interventi gli E.T. comunque hanno sempre continuato a tranquillizzare il “paziente”; certamente lo scopo di tali analisi è di monitoraggio e di diagnostica.

In genere, in tale circostanza si avverte una paralisi parziale (non si comprende ancora se fatta in via ipnotica o con ausilio di campi energetici): lo scopo probabilmente è quello di evitare all’addotto movimenti bruschi e pericolosi che possano causargli danni fisici; comunque le funzioni vitali e celebrali rimangono attive ed inalterate.

Ma altri “addotti” hanno parlato invece di una totale libertà di movimento e alcuni hanno raccontato di aver potuto camminare e cambiare stanza all’interno dell’astronave.

Interessante è anche il metodo di trasporto del terrestre sull’astronave che ha un diametro variante dai 9 ai 15 metri di larghezza con forma rettangolare o conico-rovesciata o semplicemente discoidale (ma esiste anche una buona incidenza di casi nei quali il rapito è stato condotto non su una navicella spaziale ma all’interno di cavità montuosa terrestre nascosta da porte mimetiche o in basi sotterranee);

gli E.T. accompagnano l’addotto a piedi fino alla stanza delle analisi oppure, nel caso di disco volante sospeso in aria, sollevando il terrestre fino all’interno del veicolo spaziale tramite un raggio antigravitazionale.

Se l’incontro ravvicinato avviene all’interno dell’UFO vengono effettuati esami di tipo medico, terapeutico ma sono possibili anche solo comunicazioni telepatiche e visualizzazioni d’immagini subliminali.

e) La comunicazione

La comunicazione telepatica è forse l’elemento più comune utilizzato negli IR4: gli addotti, sotto regressione ipnotica, ricordano di aver conversato con gli E.T. senza che questi avessero aperto bocca; raramente si sono date testimonianze di dialoghi svolti secondo frequenza acustiche umane. Gli argomenti poi di tale comunicazione hanno un campo molto ampio di interessi : dal semplice ammonimento ai terrestri di non distruggere la natura, ad informazioni sulla loro provenienza o ancora sull’evoluzione della vita sulla Terra.

Ciò che accomuna tutti i messaggi sembra essere “un sentimento di affetto” per gli individui terrestri, tanto che quasi tutti gli addotti esprimono il grande desiderio di poter riprovare questa eccezionale esperienza con un nuovo incontro.

Gli studi e le analisi compiute dal dottor Boylan hanno aiutato, molto a chiarire le caratteristiche generali di un IR4.

Egli continua a tenere conferenze, soprattutto in America, e molti suoi “pazienti” hanno ripreso a vivere una vita normale grazie proprio al suo aiuto; la maggior parte di tali esperienze sono state richiamate dal dottor Boylan nel bellissimo libro intitolato “Incontri ravvicinati tra umani ed extraterrestri”.

Gianluca Santaniello

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