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Scienza

Gli studi dello psicologo Richard J.Boylan

15.11.2006
 
Pagine: 12
Gli studi dello psicologo Richard J.Boylan

C’è un noto psicologo americano, Dr. Richard J.Boylan, che ha avuto il “coraggio” di prendere in esame e analizzare, con serietà e senza pregiudizi di sorta, le esperienze di decine e decine di “addotti” (persone che dicono di essere stati rapiti da extraterrestri) ed esporsi, così, alla severa critica della comunità scientifica internazionale a tutt’oggi, in gran parte, del tutto scettica verso il fenomeno.

Il libro da lui scritto”Incontri ravvicinati tra uomini ed extraterrestri” è il risultato appunto dello studio accurato fatto sulle “abductions” (=rapimenti) con l’intento principale di determinare delle caratteristiche comuni nelle dichiarazioni rese dagli “addotti” stessi dopo le loro incredibili esperienze (o presunte tali).

Gli studi dello scienziato su tale fenomeno hanno avuto inizio nel 1989 e hanno coinvolto ben 104 di tali presunti rapiti e contattati da extraterrestri che sono stati accuratamente da lui analizzati.

Richard J.Boylan può ritenersi uno dei pionieri di questo tipo di analisi, ma ricordiamo anche il dottor R.Leo Sprinkle, il dottor Richard Haines, la dottoressa Edith Fiore e l’indimenticato John Mack i quali hanno fornito la loro assistenza terapeutica a persone che hanno vissuto (o credono di aver vissuto) esperienze di contatto con “alieni”.

I risultati degli studi del dottor Boylan sono stati pubblicati in occasione della Conferenza scientifica sui “Rapimenti alieni”, tenutasi al Massachussettes Institute of Technology, nel Giugno del 1992.

Riportiamo, sinteticamente, le notizie più interessanti riguardanti i risultati di questi studi anticipando alcune constatazioni del dottor Boylan, ovviamente dedotte dai racconti dei suoi “pazienti” e cioè che :

- tra questi si è creata una sorta di sinergia che ha permesso loro di superare lo shock emotivo del contatto e di aver trovato conforto nella comprensione reciproca, spesso assai difficile da ottenere da parte degli altri “comuni” mortali, data l’eccezionalità dell’esperienza vissuta; la continua sensazione di solitudine, di isolamento e spesso di scherno è certamente assai pesante e così la messa in comune delle idee sulle proprie esperienze ha contribuito al superamento dell’ostacolo più grande : la consapevolezza della realtà dell’evento.

- Una notizia assai tranquillizzante dedotta dai racconti riferiti da tali “rapiti” sta nel fatto che l’atteggiamento degli extraterrestri nei confronti dei terrestri è assai amichevole e positivo ciò che ha determinato nella mente degli involontari “addotti”, dopo il superamento del comprensibile e inevitabile shock iniziale, un senso di profondo rispetto per le “persone aliene” e per i messaggi da loro trasmessi

- Ciò che sembra “stia a cuore” più di ogni altra cosa a questi abitatori di altri spazi è lo stato di salute del pianeta Terra in quanto preoccupati delle conseguenze catastrofiche a cui l’attività scriteriata dell’uomo moderno potrebbe portare se non saranno modificati al più presto gli scellerati sistemi di sfruttamento delle preziose ma limitate risorse naturali.

a) Caratteri generali di un IR4 (= Incontri Ravvicinati del 4 tipo)

Secondo Boylan, la statistica riguardante gli IR4 è assai allarmante: dal sondaggio “Ropel Poll” del 1992 sulle “insolite esperienze personali” si deduce che negli USA avvengono in media addirittura tremila incontri ravvicinati ogni 24 ore!!!

[Ricordiamo che la popolazione degli USA conta più di 250 milioni circa di abitanti]

Gli E.T. non privilegiano particolari classi sociali o particolari orari per i loro “incontri” con i terrestri.

Sembra invece che sia preferito l’incontro con un singolo terrestre piuttosto che con un gruppo, così che al momento di essere contattato, il singolo che si trovi eventualmente in compagnia, sente la necessità di doversi isolare e allontanarsi dagli altri; oppure, senza allontanarsi, subisce una sorta di “black out relativo” rispetto agli altri presenti.

Vuoti di memoria e vuoti temporali sono le caratteristiche di quasi tutte le esperienze narrate, e ciò concorda con messaggi telepatici con cui gli alieni spiegano ai loro “rapiti” che riusciranno a riprendersi regolarmente e a ricordare il loro incontro solo in seguito, in un momento più opportuno.

Un’alta percentuale di “addotti” ha testimoniato di aver visto una forte luce sprigionarsi nella propria stanza e sentito al contempo uno strano ronzio intorno proveniente da qualcosa però esterna alla casa.

Allarmi e antifurti sono risultati inefficaci a tali manifestazioni.

Ma lo scenario più comune comunque riguarda non la città ma le zone rurali più o meno isolate il che probabilmente semplifica le modalità di contatto senza allarmare masse di individui e in più la tranquillità del luogo faciliterebbe nell’addotto una ripresa più rapida della sua scioccante esperienza.

b) Fuga di notizie

Gli studi dello psicologo Richard J.Boylan
Una curiosità assai significativa sta nel fatto che molti contattati hanno ricevuto telepaticamente il messaggio “Ora è il momento di ricordare” fra il 1992 e
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