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Scienza

Italia come il Sahara

13.01.2007
 
Italia come il Sahara

Tra 70 anni Spagna e Italia saranno coperte di sabbia.

Questo è il nuovo devastante quadro disegnato dalla Commissione Europea e pubblicato sul “Financial Times”: l’Italia e tutti i Paesi del Mediterraneo sono destinati a trasformarsi in un deserto, con moria di persone in aumento ogni anno per il caldo, il tutto entro i prossimi 70 anni a causa del riscaldamento globale, che potrebbe venire a costare all’Europa migliaia di vite e miliardi di euro.

Lo studio, recentemente effettuato da Bruxelles ed elaborato anche con sofisticati sistemi satellitari, sulla drammatica situazione climatica e ambientale, ha rilevato che il rinomato effetto serra ed il relativo surriscaldamento del pianeta procederanno a velocità vertiginosa, se non saranno immediatamente presi provvedimenti seri sulle emissioni dannose e tra l’altro le possibili conseguenze per l’Europa intera investirebbero un po’ ogni settore dal turismo alla sanità.

Le aree meridionali del continente, con l’Italia e la Spagna in prima fila, verrebbero colpite in modo particolare con “l’arrivo di siccità, incendi, caldo asfissiante, inondazioni e culture depresse” e sarebbero destinate a trasformarsi addirittura in un arido deserto.

Il rapporto Ue ha evidenziato due possibili scenari, uno peggiore dell’altro, con la previsione entro un decennio di un innalzamento della temperatura da un minimo di 2,2°C ad un massimo di 3°C: in entrambi i casi da un lato circa 11 mila persone in più ogni anno potrebbero morire a causa del caldo, dall’altro l’innalzamento del livello del mare causerebbe danni per miliardi di euro. Lo studio ha anche fatto delle previsioni concrete: già nel 2020 la spesa per far fronte al disastro delle coste è stata stimata in 4,4 miliardi di euro nel primo caso, mentre nel secondo il costo si eleverebbe a 5,9 miliardi, per arrivare a 42,5 miliardi nel 2080.

Nel quadro già di per sé catastrofico, lo studio ha poi sottolineato che: “piante e animali moriranno o si sposteranno altrove con conseguenze disastrose per ambiente ed economia, basta pensare ai danni per i settori pesca, allevamento ed agricoltura".

In effetti negli ultimi 25 anni anche le notti italiane si sono surriscaldate con le temperature addirittura raddoppiate, subendo una vera e propria impennata: secondo le rilevazioni dell’Apat, il numero annuale delle notti con temperature minime uguali o maggiori di 20° è infatti passato da 15,8 nel 1981 a 36,7 nel 2004.

Anche il futuro più immediato non prevede orizzonti rosei sul fronte delle temperature, infatti i meteorologi britannici, dopo lunghe ricerche effettuate, stimano quasi certo il ritorno del temutissimo “el Nino”, la famigerata corrente calda, che proprio quest’anno dovrebbe investire le coste occidentali dell’America Latina fino al prossimo giugno, rendendo il 2007 l’anno più caldo finora registrato in tutto il mondo, un record negativo detenuto dall’indimenticabile 1998, che già allora fece registrare un picco terribile.

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