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Scienza

Sclerosi multipla: 50 mila italiani colpiti. Da gennaio nuova terapia

12.01.2007
 

Da gennaio sarà disponibile anche in Italia natalizumab, il primo anticorpo monoclonale per il trattamento della sclerosi multipla. Molti pazienti che non rispondono alle cure fino ad ora disponibili potranno avere nuove speranze per combattere l’evoluzione di questa grave patologia.

Frutto della ricerca Biogen Dompé, natalizumab è indicato quale monoterapia (cioé terapia non combinata con un altro farmaco) in grado di ritardare la progressione della disabilità e ridurre la frequenza delle ricadute, nei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente grave (cioé caratterizzata da attacchi ben definiti, che si risolvono completamente o parzialmente) a rapida evoluzione o con elevata progressione della malattia nonostante il trattamento con beta interferone.

L’approvazione è stata rilasciata sulla base dei risultati dello studio clinico AFFIRM di Fase III, pubblicati sul New England Journal of Medicine il 2 marzo 2006, che hanno evidenziato una riduzione del rischio di progressione della disabilità del 42% e della frequenza delle ricadute pari al 68% rispetto al placebo. “Questi dati dimostrano i benefici terapeutici globali di Natalizumab – commenta il Professor Giovanni Luigi Mancardi, Direttore di II Clinica Neurologica Università di Genova - tra cui il suo significativo impatto sulla riduzione del numero di ricadute, della progressione della disabilità e dei valori riscontrati alla scansione di risonanza magnetica nucleare.“

Natalizumab agisce inibendo le molecole di adesione, responsabili del passaggio potenzialmente dannoso di cellule immunitarie (linfociti T) dall’apparato circolatorio verso il cervello e il midollo spinale. L’anticorpo monoclonale impedisce questi spostamenti legandosi all’alfa 4-integrina, una proteina presente sulla superficie delle cellule immunitarie.

“Oggi si compie un passo importante per la comunità dei pazienti affetti da sclerosi multipla in Italia, - afferma il Professor Carlo Pozzilli, Responsabile Centro Sclerosi Multipla Ospedale S. Andrea di Roma - Natalizumab rappresenta uno dei progressi più significativi nel trattamento della sclerosi multipla degli ultimi dieci anni e offrirà ai pazienti che convivono con questa patologia, una nuova importante alternativa terapeutica.”

La sclerosi multipla, descritta per la prima volta nel 1868 da Charcot come “sclerosi a placche disseminate”, è una malattia grave del sistema nervoso centrale, frequentemente associata ad importante disabilità cronica. Nonostante i molti passi avanti fatti dalla ricerca scientifica, la causa e la terapia definitiva della sclerosi multipla sono ancora sconosciute.

L’ipotesi oggi dominante è che esista una predisposizione genetica a sviluppare la malattia, con la quale interagiscono fattori esterni, forse virali, che scatenano l´esordio della malattia.

In Italia 50.000 persone sono colpite da sclerosi multipla e ogni anno si verificano 1.800 nuovi casi. L’età a rischio per l´insorgere della patologia è fra i 15 e i 50 anni ed è più frequente nel sesso femminile.

Oggi è possibile formulare una diagnosi precoce della sclerosi multipla e intervenire con farmaci in grado di agire sul suo decorso ritardandone la progressione. Sono anche disponibili numerosi farmaci efficaci nell´alleviare i sintomi della malattia e strutture distribuite sul territorio nazionale, che garantiscono un approccio globale al paziente con sclerosi multipla sia per quanto riguarda l´assistenza sociale che sanitaria.

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