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E’ SUCCESSO SOLO 60 ANNI FA…

11.04.2007
 
Pagine: 12
E’ SUCCESSO SOLO 60 ANNI FA…

Roswell 4 Luglio 1947, un oggetto volante non identificato si schianta al suolo con i suoi 3 occupanti. Da allora speculazioni, studi, cover-up governativo e militare, testimonianze, smentite sono state alla base della ricerca della verità. Il Santilli Footage non è riuscito a smontare il caso più scottante della storia dell’Ufologia e anzi non ha fatto altro che alimentare dubbi sui perché di un falso così ben elaborato.

Ma nessuno può negare che quella notte qualcosa di incredibile per tutta l’umanità è accaduto e solo un cieco può accettare la versione ufficiale dei militari che parla della caduta di un pallone meteorologico sperimentale.

1 Aprile 2007 - E’ cominciata con una proiezione dal film “Roswell” di Paul Davis, la conferenza per i 60 anni dei fatti di Roswell, in un accogliente e gremita sala conferenze dell’Hotel Villa Maria a Roma.

Ospite d’onore Jesse Marcel jr. figlio del compianto Maggiore Marcell (morto nel 1986): una presenza importante, una presenza chiave nell’intera vicenda poiché testimone diretto.

L’introduzione di Maurizio Baiata riassume in grandi linee gli eventi di Roswell e quella di Paola Harris presenta l’ospite d’onore Jesse Marcel jr. .

Si parla di cover-up governativo e la ricercatrice Lavinia Pallotta parla del caso Kennedy e Monroe, delle rivelazioni di John Lear delle collaborazioni fra le potenze mondiali nell’insabbiamento della questione UFO. Il tutto, ovviamente, riallacciandosi al caso Roswell che è il più evidente esempio di cover-up governativo-militare.

Poi Pino Morelli fa un escursus storico dell’ufologia in chiave cinematografica dallo storico “La Cosa” sino al recente film “Roswell” di Paul Davis, dimostrando come anche Hollywood è stata sempre sensibile all’argomento e forse, alle volte, ha fatto anche da tramite per far conoscere i fatti anche a chi non ha conoscenze in questo ambito.

Ed ecco Jesse Marcel jr., disponibilissimo e toccato dalle immagini, seppur cinematografiche, che ricordano il padre, racconta minuziosamente gli accadimenti. A quei tempi aveva 11 anni e il padre era un’ufficiale dell’Air Force. Quella notte arrivò e svegliò lui e la madre perché, disse, dovevano vedere una cosa sensazionale.

Si sistemarono nella cucina e il Maggiore Marcel pose sul pavimento quelli che apparentemente potevano sembrare fogli di alluminio insieme a delle barrette a doppia T con degli strani simboli.

Il racconto è denso di particolari sulle proprietà di quel materiale, e ciò che più colpi inizialmente l’allora 11enne Marcell fu il fatto che accartocciando quei “fogli” metallici essi ritornavano perfettamente lisci. In seguito la sua attenzione si spostò sulle barrette a doppia T con incisi strani geroglifici. Erano di color porpora e non avevano nulla a che vedere con quelli egizi. Le barrette riflettevano la luce. Guardò quei rottami per circa 15 minuti, poi il Maggiore Marcell rimise tutto in una scatola e la riportò in macchina.

Per molti anni non parlò della sua esperienza, e fu solo nel 1978 che concesse la prima intervista a Stanton Friedman.

Jesse Marcell jr. è un colonnello, oltre che un dottore, quindi ovvio pensare alle conseguenze di una sua pubblica testimonianza sul caso Roswell.

Infatti quando cominciò a parlarne fu più volte contattato da agenti segreti governativi che volevano sapere cosa sapesse di quegli accadimenti. Non solo. Cercarono di dimostrargli che in realtà quel famoso 4 Luglio furono ritrovati i resti di un pallone meteorologico sperimentale e non un disco volante, quasi avessero paura della sua testimonianza. Ma Marcell jr. fece notare a quei militari che le sue conoscenze e quelle del padre erano tali da far capire benissimo la differenza fra un pallone meteorologico e rottami di origine sconosciuta.

Marcell jr. ricorda anche che parlò più volte con il padre, anche poco prima della sua morte, che gli confermò che quei rottami non erano manufatti terrestri.

Dopo la preziosa esposizione di Jesse Marcell jr.la parola passa al direttore del G.A.U.S. (Gruppo Accademico Ufologico Scandicci), Pietro Marchetti, che ha parlato del caso Phoenix e dell’attuale rilascio di documenti del GEIPAN che riguardano anni di avvistamenti in territorio francese.

E’ la volta, poi, di Antonello Lupino che mostra un accurata analisi tecnica sui palloni meteorologici convenzionali e quelli utilizzati nel progetto Mogul, che comprendevano l’uso di manichini simili a quelli dei crash test di oggi, facendo notare l’elevata professionalità e conoscenza di Jesse Marcell jr e del padre e, quindi, l’impossibilità di non riuscire a distinguere uno strumento militare conosciuto (come i palloni per rilevamenti meteorologici) da uno mai visto prima.

Fa notare Lupino, ma anche Marcell jr nel suo intervento, che nella celebre foto in cui è presente il Maggiore Marcell che mostra i resti di un pallone per rilevamenti meteorologici, si può notare un’espressione interdetta suscitata dalla consapevolezza che ciò che stava mostrando non era ciò che fu ritrovato.

Molto interessante l’intervento di Yvonne Smith, ipnoterapista, che espone i suoi studi su alcuni addotti e tracciatole linee generali delle modalità di contatto scelte dagli alieni, nonché degli esperimenti e delle cicatrici riportate sui sottoposti. Inoltre illustra con diverse diapositive, il suo viaggio a Roswell e le ricerche sul campo.

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