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Scienza

Il dono degli extraterrestri

08.09.2006
 
Pagine: 12
Il dono degli extraterrestri

Nel villaggio di Suzemsk sono in molti a conoscerla, sebbene Lena della popolarita' non sappia proprio che farsene, anzi e' un qualcosa che addirittura la infastidisce. "E' un qualcosa che non mi serve affatto, - racconta Lena.- Dopo essermi diplomata in un istituto di medicina, mi sono impiegata in una delle policliniche di Briansk e con tutta la gente che c'e' da guarire, non ammetto che qualcuno mi importuni".

Lena e' venuta a conoscenza delle sue straordinarie doti per puro caso, quando per scherzo, decise di guarire con le proprie mani gli occhi ammalati della nonna. Tra lo sbigottimento generale di tutta la famiglia, il giorno seguente l'anziana donna si e' tolta gli occhiali dei quali non necessita' piu' tuttora.

Lena e' profondamente convinta del fatto che deve le sue straordinarie doti agli extraterrestri, coi quali ebbe un incontro ravvicinato in un prato nelle vicinanze quando aveva tredici anni. Ma a quell'epoca i fenomeni anomali non erano per niente studiati ed il racconto dell'allora ragazzina a proposito di esseri dall'imponente statura in scafandri argentati, venne preso dagli adulti come l'ennesima fantasia infantile.

A dire il vero anche Lena stessa non riusci' per lungo tempo a credere a cio' che le era accaduto e, dopo aver deciso che si trattava di un'allucinazione, decise di gettare nel dimenticatoio l'incontro miracoloso. Ma due sue compagne di classe che quel giorno erano con lei e che videro il tutto coi propri occhi, non si stancavano di ripetere a tutti che il racconto di Lena era la pura verita'.

Era un caldo pomeriggio di giugno del 1993 quando le tre ragazzine stavano tornando a casa da scuola.

"Camminavamo attraverso un prato nei pressi del lago, quando all'improvviso abbiamo notato una strana macchina, simile alla Croce Rossa, con la differenza che questa era di colore grigio scuro, senza porte, con la parte anteriore smozzata, dall'interno della quale fuoriusciva una luce rossa. Ci siamo spaventate ed abbiamo cambiato direzione. E io tutto d'un colpo mi sono sentita come avvolta da un magico fascino, - ricorda Lena. - Improvvisamente dalla macchina escono cinque esseri, tre dei quali si sono diretti verso la direzione opposta alla nostra, mentre gli altri due ci sono venuti incontro. Uno di loro era una donna e io l'ho capito dal fazzoletto color argento che portava, annodato in modo alquanto strano. L'altro essere indossava uno scafandro. I due extraterrestri erano di statura molto alta e noi ci siamo avvicinate a loro quando uno dei due inizio' a parlarci, con una voce finissima, come se parlasse attraverso un tubo".

L'extraterrestre spiego' alle ragazzine che erano scesi sulla Terra per misurare il livello di radiazione e mostro' loro anche l'aggeggio, simile ad una pistola dalla larga bocca. Lena ricorda perfettamente che il marziano premette il grilletto e poco dopo comunico' loro che il livello di radiazioni nella loro zona rientrava nella normalita', considerato che ai quei tempi le conseguenze della catastrofe di Chernobyl, non troppo distante da Briansk, si facevano sentire soprattutto nei villaggi circostanti.

"Per quanto possa sembrare strano, non mi sono assolutamente spaventata alla vista di questi strani esseri e addirittura ho deciso di toccarne uno, - racconta la ragazza. - Il suo vestito era fatto di un materiale simile ad una morbida carta d'alluminio che pero' non frusciava al contatto".

Il dono degli extraterrestri
Poi i marziani sono rientrati nella loro navicella che ha iniziato a volare sul prato in modo assolutamente silenzioso. Le ragazzine, una volta tornate a casa, raccontarono il tutto ai propri genitori che ovviamente non credettero ad una sola loro parola. Cosi' il giorno dopo, le tre amiche decisero di tornare sul prato in cerca di qualche traccia che pero' non trovarono. Allora si misero il cuore in pace e decisero di dimenticare cio' che era loro accaduto.

Ma tre giorni dopo nel loro villaggio giunse una donna da un paesino vicino che racconto' di uno strano fatto: un uomo, che era andato a caccia in un bosco della zona, improvvisamente si accorse che un oggetto di color grigio volava al di sopra degli alberi. Decise allora di aprire il fuoco, ma il grilletto del suo fucile si blocco' finche' l'UFO non spari' definitivamente.

Da allora, e sono passati dieci anni, Lena guarisce i malati con le proprie mani. Le sue due amiche, anch'esse testimoni oculari di cio' che accadde quel giorno, tale dono non ce l'hanno. Perche'? Dare una risposta a questa domanda non e' facile, anche se pero' non va dimenticato il fatto che Lena fu l'unica delle tre che tocco' l'essere vestito con lo scafandro.

A due anni di distanza dall'incontro ravvicinato, Lena si accorse di essere in possesso di un'ulteriore capacita': quella di vedere ad occhio nudo gli organi interni di una persona se questa e' vestita in grigio.

"Per la prima volta ho visto gli organi interni del mio insegnante di informatica durante una lezione e mi sono spaventata sino al punto che quando viene alle lezioni col suo maglione grigio cerco di non guardarlo. E devo dire che anche il mio rendimento in informatica ne ha risentito, tant'e' che una volta l'insegnante mi ha chiesto quale fosse la ragione. Io non ho risposto: in fondo come facevo a dirgli: "Viktor Ivanovic, non si metta piu' il maglione grigio"?.

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