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Scienza

Come morire di traffico

08.03.2007
 

Nel Giugno 2006, durante una Conferenza organizzata da Greenpeace, Brunello Wüthrich, anziano professore di allergologia, ha esposto la relazione tra aumento delle allergie, tasso d'inquinamento nell'aria e variazioni climatiche; ha richiesto, insieme a Karin Jana Beck e Cyrill Studer, rispettivamente rappresentante di 9 vittime da inquinamento dell'atmosfera e incaricata della campagna sul rapporto tra clima e trasporti, misure di protezione dell'aria per proteggere i soggetti allergici. Quella che segue è la traduzione del rapporto elaborato dall' allergologo, insieme ai suoi collaboratori Andreas Schneider e Cyrill Studer. C.F.

Da più di 40 anni allergologi, pneumologi, pediatri, praticanti e ricercatori stanno dando l'allarme sottolineando che l'inquinamento atmosferico provocato dal traffico delle automobili costituisce una minaccia per l'ambiente, per noi tutti e la nostra qualità della vita.

La correlazione tra le allergie e l'inquinamento atmosferico compariva per la prima volta negli anni '60, in Giappone, quando il tasso delle malattie allergiche legate ai pollini da cedro del Giappone aumenta massicciamente. Ora, i Giapponesi vivono a contatto del cedro giapponese da secoli, senza che i pollini di questo albero abbia provocato il raffreddore da fieno, l'asma o altre malattie allergiche.

Diversi studi, specie lo svizzero Sapaldia del 1991-1993, mostravano che le regioni fortemente toccate dall'inquinamento da traffico automobilistico presentano un aumento drammatico delle reazioni allergiche delle vie respiratorie superiori ed inferiori ( Rinocongiuntivite e asma). Altri studi epidemiologici e clinico- sperimentali degli anni '80 hanno stabilito la relazione di causalità tra questi fenomeni e l'aumento del traffico. Le polveri sottili, le particelle dei gas da scappamento del diesel e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa) si depositano sui pollini del cedro del Giappone e sulle betulle delle nostre regioni.

La combinazione tra pollini e quelle sostanze nocive alle vie respiratorie che fuoriescono durante il traffico automobilistico, come gli ossidi di azoto e ozono, dà luogo a questi effetti nefasti sulla respirazione.

Il prof. Brunello Wüthrich allergologo rinomato e direttore del servizio delle malattie allergiche all'Ospedale Universitario di Zurigo durante vari decenni, scriveva già nel 1992: "Gli inquinanti atmosferici conducono a delle lesioni dell'epitelio (tessuto composto da strati di cellule) del tratto respiratorio. Questo fenomeno è molto marcato nei bambini. Nei più giovani la permeabilità di fronte agli allergeni respiratori (sostanze inalate a effetto allergene) è più elevata."

Gli studi attuali confermano questa constatazione. La professoressa Heidrun Behrendt, direttrice del Centro delle allergie e dell'ambiente Zaum a Monaco, ha chiaramente mostrato nei suoi lavori che la correlazione tra inquinamento atmosferico ed ambientale risultante dal traffico e l'aumento delle allergie è stabilita senza alcun dubbio, specie nei bambini in bassa età scolare e nei giovani, ma anche negli adulti.

La sensibilità agli allergeni veicolati dall'aria, come anche le malattie allergiche, toccano di netto, con maggiore frequenza, i bambini che crescono in prossimità delle autostrade a forte circolazione. Inoltre, gli inquinanti frazionano i grani di polline, emettendo così degli allergeni respirabili disseminati, senza che il polline lui stesso possa essere identificato dai test cutanei per l'allergia al polline.

Degli studi comparativi tra i bambini dell'Est e dell'Ovest della Germania per il periodo dal 1991 al 2000, dopo la riunificazione tedesca, hanno permesso, le seguenti constatazioni: i bambini dell'Est avevano inizialmente i tassi più elevati di bronchite, tosse ed infezione virale, legati ad un inquinamento più forte in anidride solforosa (SO2) e in fuliggine. Il tasso di raffreddore da fieno e d'asma, inizialmente più leggeri in Germania dell'Est, ha conosciuto un'impennata drammatica in questi ultimi anni, per arrivare, alla fine, a raggiungere il livello della Germania dell'Ovest. Questa evoluzione è direttamente legata all'inquinamento conseguente al traffico automobilistico (Biossido di azoto No2 e Ozono). L'" ipotesi dell'igiene" non entra in contraddizione con questi risultati.

Recentemente, i ricercatori dell'equipe Behrendt sono riusciti, per la prima volta, a descrivere i " Pollen Associated Lipid Mediators" (Palm): Si tratta di lipidi, dunque di grasso e sostanze ad esso similari, solubili in acqua ed altamente bioattivi, che stimolano le infiammazioni nell'organismo umano. ( Gli eosinofili si innestano sui pollini, esercitando una modificazione della superficie dei pollini stessi, che arriva a distruggere la stessa cellula. Da tempo è stabilito che gli oesinofili giocano un ruolo determinante nel quadro delle reazioni infiammatorie, da Behrendt H. Et Al., nella bibliografia del testo originale, .n.d.t).

La scoperta dei Palm fa apparire i pollini sotto una luce completamente nuova. In effetti, i pollini non emettono solo allergeni, ma costituiscono anche una fonte di Palm. Questi possono direttamente attirare delle cellule infiammatorie umane, per esempio i granulociti eosinofili ( che appartengono al gruppo dei globuli bianchi), stimolare le infiammazioni e suscitare delle forti risposte immunologiche.

La correlazione tra l'inquinamento atmosferico ed il comportamento dei pollini è comunque sorprendente. I grani di polline che sono portatori di agenti inquinanti derivanti dal traffico aumentano notevolmente l'attività dei Palm. I ricercatori sono dunque riusciti a dimostrare che l'inquinamento atmosferico- e soprattutto gli Iap ( Idrocarburi Aromatici Policlici ), come noto, presenti nei gas di scappamento delle automobili, depositato sui grani di polline aumenta la secrezione di questi mediatori bioattivi. Queste constatazioni spiegano perché i bambini che crescono in prossimità delle autostrade a forte circolazione presentano dei tassi più elevati di sensibilità o malattie allergiche rispetto a bambini di un altro gruppo, della stessa età, che vive in regioni a debole circolazione di auto.

Il risultato delle ricerche del dott. Gassner, medico scolare del Comune di Grabs (SG), riveste un'importanza particolare in questo contesto, identificando una correlazione diretta tra il livello del tasso di ozono e l'emissione di pollini nell'atmosfera. Il tasso di questi aumenta dunque particolarmente alla crescita della quantità di ozono nell'atmosfera. Si tratta, in tal caso, di due fattori facenti scattare nei bambini soggetti atopici ( con forte reattività nei confronti di agenti normalmente innocui, gli allergeni. Nell'atopia esiste un'alterazione genetica che porta alla produzione di reagine, cioè di anticorpi citofili , n.d.t ) , la sensibilità ai pollini d'erba, la manifestazione delle malattie allergiche delle vie respiratorie ( raffreddore da fieno, asma) e l'iperattività bronchiale.

Oggi è chiaramente stabilito che l'inquinamento atmosferico è - insieme al surriscaldamento climatico planetario (effetto serra) - uno dei fattori responsabili dell'emergenza e dell'aumento delle allergie legate ai pollini e delle altre malattie allergiche delle vie respiratorie.

La correlazione tra l'inquinamento atmosferico, le irritazioni non specifiche delle vie respiratorie - tosse, bronchite - e le infiammazioni degli occhi, è medicalmente provata, specie tra i bambini e le persone anziane. Per le malattie allergiche già in corso, un leggero aumento degli agenti inquinanti nell'aria è sufficiente ad aggravare i sintomi di rinocongiuntivite (infiammazione delle mucose nasali accompagnata da congiuntivite) e di asma. Gli aumenti prolungati del tasso di agenti inquinanti nell'aria esercitano, tra l'altro, una degradazione della funzione polmonare.

I nostri politici devono agire. di Andreas Schneider , Cyrill Studer, Brunello Wüthrich,

Nota e traduzione per www.megachip.info di Cristina Falzone

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