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Scienza

I ghiacciai della penisola Antartica si sciolgono: scoperte nuove specie

04.03.2007
 

La vita marina sotto i ghiacciai della penisola Antartica si sta trasformando con i cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacciai permette di scoprire un mondo finora sconosciuto, rimasto inaccessibile per 12.000 anni.

Una "stanza delle meraviglie", sigillata da secoli e secoli, su cui ora si apre un "oblo'", cui si affaccia l'occhio curioso degli scienziati. E' quanto rivelano gli esperti impegnati nel progetto di Censimento della Vita Marina Antartica, intervistati dal Guardian. I mari intorno all'Antartide - scrive il giornale britannico - sono tra i luoghi piu' misteriosi della terra: la vita di questi luoghi e' rimasta un fitto mistero, a causa della spessa coltre di ghiaccio che li ha tenuti nascosti negli ultimi millenni.

Ma lo scioglimento di parte dei ghiacciai ha dato una rara opportunita' di studio agli scienziati, che hanno trovato un florido mondo sott'acqua, trasformato dai cambiamenti climatici. Oltre a nuove specie, il progetto di censimento ha rintracciato specie piu' comuni che hanno imparato a sopravvivere in acque la cui temperatura stanno salendo, come le balene Minke trovate in gran numero. Individuata anche una rara balena a becco d'oca, al largo dell'Elephant Island.

Il crollo delle piattaforme Larsen A e B, avvenuto rispettivamente 12 e 5 anni fa, ha consentito agli scienziati nuove ricerche che aiuteranno a prevedere cosa accadra' alla biodiversita' man mano che il pianeta si riscalda. Lo scioglimento - spiega il quotidiano - ha reso esplorabile un'area di mare della grandezza della Giamaica: con una speciale telecamera, gli studiosi sono scesi ad una profondita' di 850 metri, raccogliendo circa 1.000 esemplari viventi, tra cui 15 specie di crostacei anfipodi, finora sconosciuti.

Trovate anche quattro nuove specie di celenterati, oltre a meduse ed anenomi di mare, ma l'attrazione principale e' un crostaceo di 10 centimetri della famiglia Shackletonia. Le informazioni raccolte sulla biodiversita' - ha dichiarato Julian Gutt, lo studioso dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Reserch, che guida la spedizione - saranno fondamentali per capire il funzionamento dell'ecosistem: "I risultati dei nostri sforzi favoriranno la capacita' di prevedere il futuro della nostra biosfera in un ambiente in mutazione".

Il "soprendentemente alto numero" di balene Minke - spiega Gutt - "significa che l'ecosistema nel mare aperto si adatta molto velocemente alle nuove condizioni,

perche' crescono le alghe. Il krill si alimenta di alghe e le balene di krill". "Questa e' una configurazione geografica vergine - afferma Gautier Chapelle, biologo dell'International Polar Foundation, che ha sede a Bruxelles - Se non scopriamo come e' ora quest'area, a seguito del crollo dei ghiacciai, e quali specie ci sono, non avremo gli elementi per sapere nel giro di 20 anni cosa e' cambiato, e come il riscaldamento ha alterato l'ecosistema marino".

La piattaforma Larsen B, spessa 200 metri ed estesa su un'area di 3.250 chilometri quadrati, si e' frantumata in meno di un mese, nel 2002, liberando 720 miliardi

di tonnellate di ghiaccio. Nel 1995 si era staccata la piattafroma Larsen A e quindi, in totale, si sta sciogliendo una superficie di ghiaccio pari a 5.700 chilometri quadrati, ossia il 40% della penisola di Larsen, formando migliaia di enormi iceberg che sono alla deriva nel mare di Weddell.

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