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Scienza

Fenotipi: nuovi insetti e nuove piante attorno a noi

03.04.2007
 

I metodi per creare insetti transgenici o paratransgenici differiscono sensibilmente, anche se alla fine il risultato finale che si ottiene è il medesimo: degli insetti aventi caratteristiche nuove o, per usare un termine tecnico, dei fenotipi. In entrambi i casi, le nuove caratteristiche (fenotipi) insite negli insetti sono il risultato della manipolazione del DNA ad opera di scienziati in laboratorio. I nuovi fenotipi sono riscontrabili negli insetti che da loro discendono.

Gli insetti transgenici sono il risultato dell'integrazione fisica di una sequenza di DNA manipolata in laboratorio (denominata transgene) nei cromosomi di un determinato insetto. Tecnicamente parlando si tratta di introdurre una sequenza di DNA estraneo nei cromosomi intatti di un determinato insetto, facendo sì che i due elementi si integrino tra loro e determinando se l'operazione ha avuto esito positivo o meno.

Affinché tutti i discendenti mantengano le stesse modifiche apportate all'insetto geneticamente modificato, occorre che l'iniziale integrazione del transgene avvenga nei cromosomi di cellule preposte alla produzione di sperma o uova (la maggioranza degli insetti si riproduce per via sessuale). Il transgene non va impiantato semplicemente nelle cellule delle gonadi bensì all'interno dei loro nuclei (il compartimento centrale delle cellule contenenti i cromosomi).

Gli entomologi riescono nell'intento per mezzo di un intervento di microchirurgia estremamente delicato che prevede l'iniezione fisica del transgene nelle cellule obbiettivo dell'insetto portatore. Tuttavia, i cromosomi nei nuclei delle cellule contengono ognuno di loro dei singoli e contigui filamenti di DNA molto lunghi. Per far sì che un transgene diventi parte di un cromosoma, questo viene aperto completamente in due parti e il transgene inserito nello spazio venuto a crearsi il quale poi si risana del tutto.

Tale processo dovrebbe compiersi spontaneamente, anche se non sempre accade. Gli entomologi facilitano l'unione tra cromosomi e transgeni attaccando il transgene a delle sequenze di DNA chiamate trasposoni o elementi genetici trasponibili, le quali possiedono la capacità di recidere e riparare efficacemente i cromosomi. In sintesi, sono queste singolari sequenze applicate al transgene che lo trasportano nel cromosoma e per questo vengono chiamate "vettori". Infine, resta il grosso problema di riuscire ad individuare un insetto geneticamente modificato anche quando i nuovi fenotipi non sono chiaramente osservabili.

Gli scienziati hanno ovviato a questo problema applicando un secondo transgene alla combinazione iniziale formata dal transgene-vettore col risultato di ottenere nuovi fenotipi visibili e permettere un' efficace identificazione degli insetti transgenici. Quei transgeni impiegati al solo scopo di consentire il riconoscimento degli insetti transgenici sono denominati "marcatori".

Gli insetti paratransgenici non vengono creati a mezzo dell'integrazione di transgeni nei cromosomi di insetti bersaglio bensì in quei microbi che naturalmente popolano il loro tubo digerente. I geni espressi in questi organismi che vivono in simbiosi nel tubo digerente sono in grado di alterare il fenotipo dell'insetto portatore. La tecnica impiegata si traduce nell'integrazione del transgene nei cromosomi del simbionte microbico che successivamente viene reintrodotto nel portatore consentendone così la trasmissione alle generazioni future. L'attuale tecnologia genetica è venuta largamente in aiuto dell'inserimento di transgeni nei simbionti microbici.

Gli entomologi hanno risolto il problema del reinserimento dei microbi transgenici prima "curando" l'insetto portatore dai propri microbi presenti nel tratto digerente e poi presentandoli ai microbi modificati. I limiti delll'applicazione della tecnologia paratransgenica risiedono nell'individuazione, isolamento e manipolazione dei simbionti microbiali più appropriati.

GLOSSARIO:
Cromosomi – filamenti lunghi ed ininterrotti di DNA contenenti i caratteri ereditari della cellula.
Marcatore – transgene grazie al quale un cambiamento nel fenotipo di un organismo è facilmente individuabile e normalmente visibile.
Nucleo – parte centrale di una cellula animale o vegetale racchiusa in una membrana e che contiene i cromosomi
Insetto paratransgenico – un insetto che contiene dei simbionti microbici geneticamente modificati.
Fenotipo – caratteristica fisiche di un organismo.
Simbionte – microrganismo che coabita con un altro organismo traendone un beneficio reciproco.
Transgene – una sequenza di DNA manipolato in laboratorio ed inserito nel genoma portatore.
Insetto Transgenico – un insetto che contiene del nuovo materiale genetico stabilmente integrato nei propri cromosomi e trasmesso alla sua discendenza.
Trasposoni (Elementi genetici trasponibili) – sequenze particolari di DNA che recidono e si inseriscono spontaneamente nei cromosomi.
Vettori – termine che indica un DNA il cui compito esclusivo è quello di trasportare un transgene e facilitarne l'inserimento nei cromosomi.
Per visionare diapositive e la biografia dell'Entomologo visitare il sito:
http://pewagbiotech.org/events/0920/bios/obrochta.php
L'inizio della modificazione della natura e dei suoi graziosi insettini. Il diavolo sta nei dettagli:
http://www.promega.com/applications/genexp_reptr/default.htm?WT.srch=1&src=google
Modificazione di piante, erba, foreste e società coinvolte: alcuni scienziati sono preoccupati.

PARLIAMO DELLE MALATTIE MISTERIOSE!
"…i rischi sono accresciuti dal fatto che i geni introdotti negli alimenti OGM non soltanto risultano resistenti ai processi digestivi ma si trasferiscono anche negli organi e nella circolazione del corpo. Dei transgeni sono stati riscontrati nel sangue, nel fegato, nella milza e nelle reni. Il DNA può addirittura trasferirsi al feto attraverso la placenta. L'unica indagine clinica effettuata su soggetto umano ha dimostrato che i transgeni della soia si trasferiscono nella flora intestinale.

- Dire che gli alimenti contenenti OGM non hanno mai fatto male a nessuno è fuorviante anche perché nessuno finora ne ha tenuto sotto controllo gli effetti sulla salute umana. Quello che sappiamo è che le allergie alla soia si sono moltiplicate esponenzialmente (50%) da quando i semi di soia sono stati importati nel Regno Unito. Inoltre un integratore alimentare contenente OGM ha ucciso almeno 100 Statunitensi e ne ha fatti ammalare altri 5000 – 10000.

- Alcuni raccolti OGM producono il loro proprio pesticida chiamato Bt. Il loro consenso si basa sul convincimento che la tossina Bt non sia bio attiva nei mammiferi. Tuttavia la tossina Bt ha innescato nei topi una potente risposta immunitaria ed un'eccessiva ed abnorme crescita cellulare.

- Dei Filippini abitanti vicino a delle coltivazioni di granoturco Bt sono stati affetti da strani sintomi durante il periodo dell'impollinazione – per tre stagioni di fila – e le analisi del sangue hanno evidenziato una risposta immunitaria al Bt.

- Un'inchiesta del novembre 2005 effettuata in India ha dimostrato che anche il cotone Bt provoca reazioni allergiche.

E se i geni Bt si trasferissero nella flora batterica come riscontrato con i geni della soia? Saranno in grado di trasformare la nostra flora intestinale in industrie viventi di pesticidi.
Nonostante l'allarme lanciato, cresce l'uso di erbicidi nelle coltivazioni OGM, diminuisce la resa media e la sicurezza alimentare è messa a rischio.

L'agricoltura biologica e sostenibile ne risulta danneggiata ed i coltivatori si trovano intrappolati in un circolo vizioso di indebitamento e dipendenza. Costituiscono un pericolo per la biodiversità, nuocciono ad insetti benefici, danneggiano i microrganismi contenuti nel terreno, contaminano le varietà prive di OGM e possono perdurare nell'ambiente per intere generazioni.

http://www.organicconsumers.org/gelink.cfm#Science
Combattiamoli!
Varchiamo la soglia!
http://swis.epfl.ch/research/swistrack/
http://www.insects.org/ced1/cult_ent.html#species/

Fonte: http://morphborgs.blog.com/
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di KOLDER

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