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Scienza

Sostanze cancerogene negli involucri alimentari?

02.08.2006
 

La formaldeide, composto riconosciuto certamente cancerogeno per l'uomo dallo Iarc, l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, e' presente negli imballaggi in cartone e cartoncino utilizzati per confezionare pasta e riso, o per contenere panini dei fast food, e in alcuni prodotti di carta, come quaderni, fazzolettini e cartaspugna.

Lo rivela un'indagine condotta da Marco Baldi, del Dipartimento di Chimica dell'Universit? di Pavia in collaborazione con il Laboratorio Analytica, per conto di Legambiente e del Gruppo dei Verdi in Regione Lombardia. I risultati sono stati illustrati da Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Regione Lombardia, Andrea Poggio, Vice Direttore Generale di Legambiente e Edoardo Bai, del Comitato scientifico dell'associazione.

Sono 31 i campioni prelevati nei supermercati e analizzati nel corso dell'indagine che ha rivelato una allarmante quantit? di formaldeide, pericolosa per inalazione e ingestione, e quantita' molto pi? contenute di fenoli, sostanza comunque non cancerogena.
Le quantita' di formaldeide variano da valori molto bassi, come quelle rilevate nei bicchieri di carta (1,3 milligrammi per chilogrammo) a quantita' decisamente piu' alte, come quelle riscontrate in una confezione di fette biscottate (52,0), in una confezione di sale marino (45,3), in un contenitore di un panino di un fast food (44,7).
Quantit? piu' contenute sono state riscontrate anche in un contenitore per pennette integrali (31), in un contenitore per bustine di te' deteinato (30,2) e in un contenitore per soia vegetale (30).

In base a nuovi studi epidemiologici condotti su lavoratori addetti alla sintesi di formaldeide, lo IARC nel mese di giugno 2004 ha classificato la formaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni, cioe' tra quelli ''certi per l'uomo''. L'Unione Europea, pero', non la riconosce ancora come sicuro cancerogeno.
La formaldeide e' una sostanza fortemente irritante. La sua presenza viene immediatamente avvertita a causa dell'odore caratteristico e del tipico bruciore agli occhi. L'effetto piu' preoccupante riguarda comunque la sua capacit?' di indurre mutazioni e tumori. Per i tumori nasofaringei l'esposizione e' per via inalatoria. L'ingestione, anche a grandi dosi, non provoca tumori del naso o della gola. Test condotti sugli animali hanno rilevato un aumento delle leucemie; in questo caso e' importante anche l'ingestione. L'indagine condotta da NCI su piu' di 25mila lavoratori conferma un aumento di decessi per leucemie.


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