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Scienza

2007 da record

02.02.2007
 

Malgrado gli accordi di Kyoto del 1990, quando i paesi industrializzati si impegnarono a ridurre del 5,2% le emissioni globali, si riversano ogni anno nell’atmosfera 45 miliardi di tonnellate di gas serra con ritmo crescente.

Secondo il MET, la divisione meteorologica del governo britannico, l’anno che è appena iniziato potrebbe essere il più caldo di sempre a causa dei cambiamenti climatici e del fenomeno El Nino. Si prevede che l’incidenza di El Nino aggravato dall’accelerazione dell’effetto serra possa portare una crescita delle temperature oltre i quattro gradi con conseguenti fenomeni di siccità, fortissime tempeste e alluvioni. Si prospetta quindi, non più nel futuro, ma in questi stessi anni in cui viviamo, l’ombra del disastro climatico.

Malgrado gli accordi di Kyoto del 1990, quando i paesi industrializzati si impegnarono a ridurre del 5,2% le emissioni globali, si riversano ogni anno nell’atmosfera 45 miliardi di tonnellate di gas serra con ritmo crescente.

Sembra però che qualcosa stia cambiando: con l’approssimarsi del periodo in cui scatteranno le sanzioni per il mancato rispetto degli impegni previsti dal protocollo di Kyoto e la presentazione del rapporto Stern lo scorso ottobre, gli economisti appaiono sempre più preoccupati per il costo economico dell’inquinamento.

Secondo Nicholas Stern, ex dirigente della Banca Mondiale, ignorare l’effetto serra ci costerà fino al 20% del Pil mondiale con una crisi del sistema economico pari a quella del ’29. Ridurre le emissioni, invece, non è escluso ci possa rendere più ricchi di prima: una politica rigorosa di taglio delle emissioni potrebbe spingere l’industria verso lo sviluppo e l’adozione di tecnologie più pulite, che presto diverrebbero competitive con quelle tradizionali, contenendo i costi entro l’1% del Pil annuo.

L’Unione Europea ha presentato un progetto che intende ridurre del 20% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di gas serra entro il 2020 aggiungendo che quel 20% dell’energia dovrebbe arrivare da fonti rinnovabili come il vento. Anche l’Italia ha riunito una Commissione per mettere a punto una strategia mirata a sviluppare l’innovazione tecnologica in direzione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, altrimenti il costo delle eccessive emissioni sarebbe di 12,8 miliardi di euro.

Come spesso accade i mancati provvedimenti dello Stato graveranno soprattutto sul Mezzogiorno che potrebbe risentire del collasso del settore turistico, o forse già ne risente visti i piani sull’istallazione di nuovi inceneritori. Forse, dico, la strategia della Commissione sarà quella di fare di alcune regioni discariche d’Italia.

Fonte: www.girodivite.it

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