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Scienza

DNA: la porta per le stelle?

01.12.2006
 
Pagine: 12
DNA: la porta per le stelle?

Ogni qualvolta si apre un dibattito, tra la scienza ufficiale e le cosiddette ‘scienze di frontiera', questo può assumere, secondo i casi, toni anche molto aspri: da una parte c'è la rigidità accademica, dall'altra un'apertura, a volte esagerata, verso nuove e affascinanti ipotesi. Il lettore medio, quello in pratica che non ha molta dimestichezza in determinati campi, ma è spinto da una sana curiosità e vuole approfondire leggendo di un particolare argomento, rischia di non capirci niente, o peggio di uscirne con le idee ancora più confuse.

Infatti, specie su internet si può imbattere in notizie vere, notizie false, strane, incredibili, ma non per questo non vere, e addirittura tanta, ma proprio tanta spazzatura.

Il termine ‘spazzatura' non è stato usato a caso.

Questo che segue è il sunto della notizia apparsa sul sito www.lescienze.it lo scorso 12 giugno.

I ricercatori dello Yerkes National Primate Research Center di Atlanta, insieme ad altri ricercatori di un diverso istituto, hanno scoperto che la differenza “ nella lunghezza di frammenti di DNA apparentemente privi di funzione, il cosiddetto ‘DNA spazzatura' ” (o microsatellitare, nda) implica un differente comportamento sociale.

Come sostiene uno degli scienziati, infine, “ una porzione significativa del genoma umano consiste di DNA spazzatura, i microsatelliti potrebbero rappresentare un fattore finora sconosciuto di diversità sociale ”.

Andiamo con ordine, che cos'è il DNA?

Il DNA (Acido Desossiribonucleico) è il responsabile, in tutti gli esseri viventi tranne che in quelli nei quali tale funzione è assolta dagli acidi ribonucleici (RNA), della trasmissione dell'informazione genetica.

“ Le istruzioni per vivere e per riprodursi sono scritte in un alfabeto di quattro lettere (A, C, G e T) e sono contenute in una lunga molecola lineare avvolta su se stessa ”a formare la caratteristica doppia elica. Le quattro lettere, A, G, C e T sono le abbreviazioni di Adenina, Citosina, Guanina e Timina che rappresentano le basi azotate, formano le diverse combinazioni e quindi le diversità fra specie e specie.

Furono gli scienziati F. Crick e J. Watson che nel 1953 costruirono il primo modello della struttura del DNA.

Una funzione così importante di ogni organismo, può essere lasciata al caso? È possibile che la natura nella sua perfetta precisione o – per non offendere nessuno - la divinità che potrebbe averci creato, abbiano introdotto in un meccanismo così delicato qualcosa che non serve, un piccolo pezzo proprio di ‘spazzatura'?

Allora, a cosa può servire?

Certo la funzione scoperta di cui sopra, quella cioè del comportamento sociale è interessante, ma vediamo ora quali altre ipotesi sono state fatte in proposito.

In un articolo pubblicato su http://www.disinformazione.it il genetista J. A. Shapiro, mette addirittura in dubbio l'evoluzione darwiniana, in altre parole egli non dà affatto per scontato che “ nel corso dei milioni di anni, siano avvenute accidentalmente, minime ma continue modifiche delle sequenze proteiche e degli aminoacidi, minuscoli errori di trascrizione del patrimonio genetico ”, egli sostiene, infatti, che le mutazioni accidentali, le modifiche graduali, tutta “ la nostra conoscenza dei dettagli dell'organizzazione delle molecole ” nei viventi “ sta attraversando una espansione rivoluzionaria, le cui implicazioni non vengono apertamente discusse ”, proprio per “ non dover considerare la possibilità di una teoria scientifica dell'evoluzione non-darwiniana ”.

E non è tutto, se consideriamo che i genetisti prendono in considerazione soltanto il 10% del DNA, in pratica solo la parte che produce proteine, la maggior parte, addirittura l'altro 90% viene (volutamente, nda) considerata come abbiamo detto ‘spazzatura'!

Non la pensa così un gruppo di ricercatori russi, infatti insieme a linguisti e genetisti hanno esaminato questo 90% e i risultati sono strabilianti.

In un articolo pubblicato sul sito della rivista Nexus, si legge che “ il nostro DNA non sarebbe solo responsabile della struttura del nostro corpo, ma servirebbe anche come banca dati e per comunicare. Gli studiosi hanno addirittura catturato uno schema di informazioni di un DNA particolare e lo hanno trasmesso a un altro, riprogrammando le cellule. In questo modo hanno trasformato, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo informazioni di DNA !”.

Sembra incredibile e le sorprese non finiscono qui, infatti, l'articolo continua così: “ I ricercatori russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può creare delle interferenze in un vuoto, producendo un “tunnel spaziale”! Questi tunnel sono l'equivalente microscopico dei cosiddetti “ponti Einstein-Rosen” in prossimità di buchi neri (lasciati da stelle estinte). Sono dei collegamenti tra aree completamente diverse nell'universo, attraverso i quali si può trasmettere al di fuori di spazio e tempo. Il DNA attrae questi pezzi d'informazione e li trasmette alla nostra coscienza”.

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