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Scienza

Sfatato il mito dei marziani in un deserto peruviano

01.04.2007
 
Sfatato il mito dei marziani in un deserto peruviano

Quante fantastiche ipotesi sono state avanzate nel tentativo di dare un significato agli impressionanti disegni, le misure dei quali raggiungono alcune centinaia di metri, scoperti negli anni '20 nel deserto di Nasca, nel Peru' meridionale, durante il volo di un aereo passeggeri. Da allora gli scienziati di tutto il mondo tentano invano di scoprire il mistero dei cosiddetti geoglifi tracciati nel deserto peruviano che nel frattempo, nel 1994, sono stati dichiarati patrimonio universale dell'UNESCO.

L'archeologo peruviano Toribio Mijia ad esempio, il primo a condurre una ricerca scientifica dei misteriosi simboli, giunse alla conclusione che si trattava di rituali artefatti della civilta' degli Incas, teoria questa che ando' subito a cadere dal momento che nel periodo durante il quale vennero tracciati i misteriosi geoglifi, cioe' tra il 300 a.C ed il 500 d.C, la civilta' degli Incas non era ancora esistente.

Cosiccome non trovarono conferma scientifica le teorie avanzate successivamente, secondo le quali i misteriosi disegni rappresentavano un enorme calendario astronomico o una ciclopica arena sportiva...

Tuttavia l'ipotesi piu' romantica venne avanzata dallo scienziato svizzero Erik von Deniken, il quale senza troppi giri di parole dichiaro' che i misteriosi disegni tracciati sull'altopiano peruviano non rappresentavano altro che una base d'atterraggio degli extraterrestri. Secondo lo scienziato elvetico inoltre, gli antichi peruviani provvisero ad integrare ed ampliare i simboli extraterrestri allo scopo di attirare sulla Terra gli astronauti provenienti da altri mondi che gli abitanti del posto consideravano degli dei.

Nel corso degli ultimi decenni, gli specialisti di tutto il mondo hanno raccolto tutta una serie di nuovi fatti nel tentativo di dare una spiegazione al significato dei misteriosi disegni, ampliando inoltre l'arsenale di metodiche scientifiche impiegate in questa ricerca. In particolare l'Istituto tecnico svizzero, coadiuvato dall'Istituto archeologico tedesco, ha provveduto ad effettuare migliaia di rilevamenti fotogrammertici allo scopo di classificare i geoglifi, i quali attualmente vengono studiati non da una stretta cerchia di specialisti, bensi' da gruppi interi composti da rappresentanti di diverse discipline scientifiche i quali concentrano i propri studi in primo luogo nei confronti di quelle persone che a loro tempo formarono i geoglifi.

L'analisi genetica dei resti umani viene completata da scavi archeologici e da ricerche sulle condizioni climatiche dell'epoca, processo di studio che porta i suoi frutti dal momento che gli scienziati si avvicinano sempre di piu' alla soluzione del mistero, essendo inoltre gia' in grado di contare su risultati preliminari. Infatti, le lastre recentemente scoperte nell'altopiano, simili ad altari, oltre alle tracce di immolazione, stanno a testimoniare che nella formazione dei geoglifi il ruolo centrale era tenuto dai rituali legati alla fertilita' e alla difesa dalla siccita'.

Secondo la nuova teoria, i disegni tracciati sulla superficie dell'altopiano peruviano non rappresentavano altro che un paesaggio rituale che gli abitanti del posto ritenevano sacro. E a questo proposito, le ricerche geologiche effettuate, testimoniano il fatto che la causa del tramonto della cultura Nasca e' legato alla permanente siccita' e alla relativa mancanza d'acqua, ragioni per le quali i rappresentanti di questa cultura furono costretti ad emigrare lasciando i geoglifi come segno tangibile della propria esistenza.

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