Quante fantastiche ipotesi sono state avanzate nel tentativo di dare un significato agli impressionanti disegni, le misure dei quali raggiungono alcune centinaia di metri, scoperti negli anni '20 nel deserto di Nasca, nel Peru' meridionale, durante il volo di un aereo passeggeri. Da allora gli scienziati di tutto il mondo tentano invano di scoprire il mistero dei cosiddetti geoglifi tracciati nel deserto peruviano che nel frattempo, nel 1994, sono stati dichiarati patrimonio universale dell'UNESCO.
L'archeologo peruviano Toribio Mijia ad esempio, il primo a condurre una ricerca scientifica dei misteriosi simboli, giunse alla conclusione che si trattava di rituali artefatti della civilta' degli Incas, teoria questa che ando' subito a cadere dal momento che nel periodo durante il quale vennero tracciati i misteriosi geoglifi, cioe' tra il 300 a.C ed il 500 d.C, la civilta' degli Incas non era ancora esistente.
Cosiccome non trovarono conferma scientifica le teorie avanzate successivamente, secondo le quali i misteriosi disegni rappresentavano un enorme calendario astronomico o una ciclopica arena sportiva...
Tuttavia l'ipotesi piu' romantica venne avanzata dallo scienziato svizzero Erik von Deniken, il quale senza troppi giri di parole dichiaro' che i misteriosi disegni tracciati sull'altopiano peruviano non rappresentavano altro che una base d'atterraggio degli extraterrestri. Secondo lo scienziato elvetico inoltre, gli antichi peruviani provvisero ad integrare ed ampliare i simboli extraterrestri allo scopo di attirare sulla Terra gli astronauti provenienti da altri mondi che gli abitanti del posto consideravano degli dei.