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Scienza

Guerra meteorologica?

01.03.2007
 
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Guerra meteorologica?

Un’enorme nuvola a forma di fungo si alza in cielo, il capitano è paralizzato dalla paura e pensa che il suo aereo stia per essere inghiottito da un’esplosione nucleare. Dopo aver lanciato il mayday e aver ordinato al suo equipaggio di indossare le maschere ad ossigeno, l’esperto pilota ha la prontezza di capire che la nuvola in questione ha un diametro di circa 200 miglia ed è circondata da una strana e misteriosa luce: non aveva mai visto nulla di simile prima. Questo strano fenomeno si innalza innocuo verso l’atmosfera, permettendo al jet di linea di continuare tranquillamente il suo viaggio da Anchorage (Alaska) verso Tokyo.

Ma molte miglia più in basso una flottiglia di pescherecci nel mare che divide il Giappone dall’Unione Sovietica viene investita da un breve ma violentissimo diluvio prima che il tempo torni rapidamente come qualche minuto prima. In seguito gli scienziati escluderanno che si sia trattato di un test nucleare o di una sorta di attività vulcanica, catalogando questo evento come un “fenomeno non naturale”.

Dopo due decenni c’è ancora il sospetto che, in quel giorno del 1973, lo sbalordito equipaggio del jet e i pescatori siano stati testimoni di un esperimento di Guerra Fredda per mezzo del quale tonnellate d’acqua del Mar del Giappone vennero “pompate” in aria per creare nuvole e pioggia.

Alcuni documenti del governo britannico appena resi pubblici dagli Archivi Nazionali testimoniano come durante gli anni Settanta ci fossero profondi sospetti tra le due superpotenze mondiali riguardo un’eventuale “guerra ambientale”. Questi documenti rivelano che sia gli Stati Uniti, i precursori in questo campo, che l’Unione Sovietica avevano messo a punto dei programmi militari con lo scopo di controllare il clima del pianeta; pare che alcuni scienziati si vantassero che “entro l’anno 2025 gli USA avrebbero dominato il tempo atmosferico”.

Da allora è stato firmato un trattato delle Nazioni Unite con il quale sono stati vietati gli esperimenti di “guerra ambientale”, per esempio quelli volti a causare terremoti, a far sciogliere le calotte polari e ad alterare il clima. Nonostante ciò alcuni esperti sono convinti che clandestinamente si stia continuando a lavorare per creare l’arma di distruzione di massa definitiva.

Gli scettici bollano queste tesi come folli teorie cospiratorie o roba da film di James Bond, ma è meglio non dimenticare che ormai i confini tra fantascienza è realtà stanno diventando sempre più confusi. Gli Americani hanno ammesso di aver investito in cinque anni durante la guerra del Vietnam 12 milioni di sterline nella “produzione di nuvole”, creando deliberatamente forti piogge per danneggiare i raccolti dei nemici e distruggere le vie di approvvigionamento sul sentiero di Ho Chi Minh, in un’operazione chiamata Project Popeye. Si pensa che le precipitazioni siano aumentate di un terzo nelle zone colpite rendendo quest’ “arma meteorologica” un vero successo. All’epoca i vertici del governo americano dissero infatti che quella zona era propensa a forti piogge.

Questo tipo di esperimento per la creazione di pioggia non fu certo una novità. In Gran Bretagna è stata avanzata l’ipotesi che prima delle inondazioni che hanno devastato Devon nel 1952, la RAF avrebbe effettuato segretamente dei test di questo tipo. Degli aerei avrebbero innaffiato le nuvole con cristalli d’argento grazie ai quali si formò del vapore acqueo, divenne pesante per poi cadere al suolo sotto forma di pioggia. Nel 12 ore successive caddero 3 centimetri di pioggia (250 volte la media registrata solitamente nel mese di agosto), e 35 persone morirono in seguito alle inondazioni.

Tony Speller, che al tempo era un soldato 22enne della North Devon Militar Policy impiegato nei soccorsi dopo la tragedia, ha poi cercato delle risposte presso il Ministero della Difesa: “Non ho dubbi che stessero facendo esperimenti nella zona, e ci sono gli archivi della RAF a confermarlo”, afferma Tony, ora 76enne. “Ovviamente il Ministero della Difesa ha negato tutto ma ciò non significa che il fatto non sia accaduto. Dubito che sapremo mai la verità.”

I primi test per il controllo del clima erano abbastanza grezzi e davano risultati difficilmente controllabili, ma si pensa che sia Americani che Russi abbiano continuato a sviluppare questi progetti “a porte chiuse” anche dopo il divieto imposto dalle Nazioni Unite a metà degli anni ’80, e probabilmente ora le due superpotenze hanno a disposizione sofisticati strumenti di controllo del tempo atmosferico in grado di provocare effetti devastanti.

Negli USA questa tecnologia è stata sviluppata con il programma di ricerca chiamato “High-Frequency Active Auroral Research Programme”(HAARP), il quale faceva parte originariamente del controverso sistema di difesa tipo “Star Wars” lanciato da Ronald Reagan. Questa nuova arma è situata a Gokoma, in Alaska, e funziona diffondendo delle potenti onde radio nella parte alta dell’atmosfera, le quali alterano lo schema comportamentale del tempo atmosferico; alcuni esperti sostengono che questo sistema sia già attivo, per altri invece non sarà pronto prima dei prossimi 20 anni.

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