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I comunisti in marcia per Mosca spalla a spalla coi nazisti

09.04.2006
 
I comunisti in marcia per Mosca spalla a spalla coi nazisti

A Mosca, il meeting di protesta di sabato contro la riforma comunale ha raccolto, secondo diverse valutazioni, dalle 3 alle 5mila persone. Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanti di 26 organizzazioni, principalmente partiti e movimenti di sinistra, come il KPRF (Partito comunista russo), sindacati, organizzazioni di veterani, l’Unione degli ufficiali sovietici, il Movimento a sostegno dell’esercito cosiccome organizzazioni giovanili, ad esempio il Partito nazional-bolscevico e l’Avanguardia della gioventu’ rossa. Va detto che la parte piu’ disciplinata dei manifestanti e' stata rappresentata dal Movimento contro l’immigrazione clandestina (DPNI), una fila di circa 250 persone in marcia allo sventolio delle proprie bandiere.

La questione relativa alla partecipazione di questi ultimi alla manifestazione organizzata dai comunisti, prevista per l'8 aprile, e' stata oggetto di discussione da parte degli stessi comunisti per tutto il periodo di preparazione. Ricordiamo che gli attivisti del Movimento contro l'immigrazione clandestina hanno gia' marciato spalla a spalla con i comunisti in occasione della festa del 23 febbraio ed altresi' del meeting del 4 marzo tenutosi a Mosca in piazza dell'Ottobre. E' risaputo che l'unione non ancora ufficiale tra DPNI e KPRF e' stata gia' approvata dallo stesso Ziuganov, nonostante il fatto che alla vigilia della manifestazione l'ideologo del partito comunista Oleg Kulikov aveva dichiarato che "nessuna organizzazione tipo il DPNI potra' mai prendere parte alla manifestazione, per cui non sono assolutamente previsti interventi da parte dei rappresentanti di tale organizzazione".

Ed infatti, se il leader del DPNI Aleksandr Belov non ha fatto in tempo ad esibirsi nel corso della manifestazione, il motivo e' rappresentato semplicemente dalla mancanza di tempo. Ma proprio grazie agli attivisti del DPNI, la manifestazione organizzata dai comunisti ha acquisito un distinto carattere di stampo nazional-socialista.

Le autorita' cittadine in un primo tempo avevano proibito l'effettuazione del meeting lungo la via Tverskaja. Ma successivamente, quando in piazza Pushkin si erano gia' radunate migliaia di persone, e' stato dato l'assenso alla manifestazione a patto che il corteo, in partenza da piazza Pushkin e diretto in piazza del Teatro, sfilasse non lungo la via Tverskaja bensi' lungo la via Bolshaja Dmitrovka. E proprio questo va a spiegare la reazione nervosa da parte delle autorita' moscovite alla notizia diffusa dai mass-media, secondo la quale nella capitale si sarebbe tenuta una marcia organizzata dal KPRF.

Ghennadij Ziuganov attorniato da bandiere dei nuovi alleati
E cosi', secondo la dichiarazione del segretario stampa del sindaco di Mosca Serghej Zoj, l'annuncio della manifestazione organizzata dai comunisti "rappresenta solamente un atto di disinformazione". Anche i rappresentanti della polizia moscovita insistono sul fatto che non aveva avuto luogo nessun tipo di marcia: "Il meeting ufficiale era stato avallato da parte delle autorita' in piazza del Teatro, tuttavia gli organizzatori hanno radunato i propri seguaci in piazza Pushkin per poi trasferirsi sul luogo di svolgimento attraverso via Bolshaja Dmitrovka", - ha dichiarato ai corrispondenti dell'agenzia RIA Novosti il vicedirettore della sezione informativa della polizia moscovita, Evghenij Ghildeev.

In effetti, il passaggio delle file dei manifestanti lungo la via Bolshaja Dmitrovka, tra le quali spiccava la colonna dei rappresentanti del DPNI, non e' stato altro che una tipica marcia di protesta simile ad esempio alla marcia Russa tenutasi il 4 novembre. Per tutto il corso della sfilata, gli attivisti del DPNI hanno scandito slogan tipo "Russia, nazione, ordine!" e "Russi, avanti!". Il famoso slogan di stampo nazionalistico "La Russia ai russi, Mosca ai moscoviti", e' stato appositamente modificato per la manifestazione di protesta contro la riforma comunale.

"La Russia ai russi, le case ai moscoviti, Herman Gref (ministro dell'economia) ci hai traditi".

Vale la pena notare che tali slogan hanno ottenuto il silenzioso consenso da parte dei restanti partecipanti della manifestazione, a partire dai comunisti.

Il culmine della manifestazione in piazza del Teatro, e' stato rappresentato dall'espressivo discorso tenuto da Pavel Zherebin, rappresentante di un'altra organizzazione di carattere nazional-estremista, il Partito nazional-bolscevico. Il giovanotto con la testa rasata a zero, alzando il braccio nel tradizionale gesto di saluto, ha urlato al microfono: "Noi cacceremo dal Cremlino questa classe dirigente! Il Cremlino sara' russo!", al che i comunisti radunatisi in piazza del Teatro con le classiche bandiere rosse con tanto di falce e martello hanno risposto con entusiastiche acclamazioni.

Evidentemente il discorso smisuratamente emotivo del rappresentante dei nazional-bolscevichi ha spaventato gli organizzatori del meeting che si sono affrettati ad abbandonare la manifestazione, la quale ha ribadito per l'ennesima volta che l'unione tra i comunisti ed i nazionalisti rappresenta ormai un fatto compiuto.

Platon Berezin.

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