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Il Grande Balzo del Partito comunista russo

08.03.2006
 
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Le unioni dei comunisti russi con i radicali nazionalisti non

Oggigiorno i comunisti, ovviamente, non sono piu' quelli di prima. Appartengono al passato i meeting da centinaia di migliaia di persone che riuniva il KPRF (Partito comunista della Federazione Russa) negli anni 1995-1996, quando Ghennadij Ziuganov era l'uomo politico piu' popolare del paese. Ma anche ai nostri giorni, in fin dei conti, il partito comunista continua a rimanere il nucleo piu' organizzato e disciplinato dell'opposizione.

Chi, se non il partito comunista, ha il compito di organizzare azioni di protesta in tutto il paese come quelle, ad esempio, che si sono tenute nella maggior parte delle regioni del paese il 4 marzo? Questa, a parere dei comunisti, e' stata un'azione di protesta indirizzata nei confronti della riforma comunale che minaccia di ridurre il livello e la qualita'di vita di milioni di cittadini russi.

Malgrado il fatto che le manifestazioni di protesta del 4 marzo da un punto di vista dimensionale, non abbiano raggiunto il livello di quelle dell'inverno scorso relative alla monetizzazione delle agevolazioni che hanno letteralmente commosso l'intero paese, sono state meglio organizzate con slogan formulati in modo chiaro (il pagamento dei servizi comunali non deve oltrepassare il 10% del budget familiare). Inoltre, a differenza delle manifestazioni dello scorso anno, le recenti azioni di protesta si sono tenute gia' successivamente all'entrata in vigore delle nuove tariffe, ed i loro partecipanti sono riusciti a constatare di persona cosa significa la riforma comunale.

Alcuni giorni prima, il partito "Jabloko" ha cercato di organizzare un'azione analoga nella Piazza della Rivoluzione a Mosca, riportando un fiasco umiliante. Il corteo, diffusamente reclamizzato in modo teatrale, si e' rivelato letteralmente una manifestazione "per quattro gatti" alla quale hanno preso parte non piu' di una ventina di studenti addestrati. Intuendo che con le proprie idee non sarebbero riusciti ad attirare l'attenzione della massa insoddisfatta a causa della riforma, gli stessi leader democratici hanno completamente ignorato il meeting - al museo Lenin non solo non si e' fatto vivo nessuno tra i leader del partito "Jabloko", ma non vi si e' presentato nemmeno il leader della sezione giovanile Ilja Jascin.

Cio' che non e' riuscito al partito "Jabloko" e' pero riuscito ai comunisti. Nel corso delle azioni da loro organizzate di sabato, hanno preso parte centinaia di migliaia di persone (e cosi' in tutto il paese). Ma gli stessi comunisti riconosono che senza l'aiuto dei loro alleati, non sarebbero mai stati in grado di mobilitare una massa cosi' enorme e soprattutto passionale di elettori in protesta.

Ma forse sara' meglio soffermarsi piu' dettagliatamente su questi alleati.

Di solito, ai meeting organizzati dai comunisti, ben volentieri prende parte la gioventu' di sinistra dei partiti AKM (Avanguardia della gioventu' rossa), SKM (Congresso della gioventu' socialista) o RKSM (b) (Unione della gioventu' comunista russa), nonche' i nazional-bolscevichi che non perdono occasione di urlare i propri slogan. Questi ultimi, denominati NPB, tradizionalmente concepiscono il KPRF come un movimento ideologico a loro vicino, sebbene non approvandone la "mollezza politica". Tutte queste forze, indipendentemente dal loro individuale livello d'influenza, possono venire considerate gli alleati tradizionali dei comunisti.

Tuttavia, di recente, i comunisti hanno ottenuto anche nuovi alleati. Tra di loro - lo stesso partito "Jabloko", gli attivisti delle sezioni regionali del quale sostengono le azioni di protesta da parte dei comunisti, chiudendo un occhio sulle profonde diversita' ideologiche. E' possibile che ben presto anche una struttura superliberale come il partito OGF guidato da Garry Kasparov, dichiarera' la propria solidarieta' col partito comunista.

E non molto tempo fa l'elenco degli "amici dei comunisti" e' stato rimpolpato da movimenti nazionalistici di estrema sinistra. Per la prima volta i nazionalisti hanno marciato spalla a spalla con i comunisti in occasione del corteo del 23 febbraio, quando lungo la via Tverskaja sfilarono compatte le colonne del KPRF, dei partiti "Patria" e "NBP", nonche' del Partito popolare nazionale di Ivanov-Suharievskij, la maggior parte di attivisti del quale e' rappresentata da skinheads.

All'epoca una tale miscela fece riflettere, - in fondo l'ideologia dell'intolleranza razzista e' incompatibile coll'internazionalismo comunista. Tale paradosso consenti' ad una parte dei mass-media di discutere "le strane unioni del 23 febbraio". Tuttavia, nonostante il fatto che sia passato cosi' poco tempo, e' diventato lampante che la collaborazione fra il KPRF con i nazionalisti non e' una casualita', bensi' una tendenza.

Il movimento antiimmigrazione illegale (DPNI), ha deciso di unirsi all'ultimo momento alle azioni di protesta in piazza Kaluzhkaja. Un paio di giorni prima del meeting le autorita' moscovite, temendo di venire accusate di connivenza con il nazionalismo, si sono rifiutate di procurare al DPNI le aree atte allo svolgimento del concerto-meeting festivo dedicato al Carnevale.

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