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Proroga di due anni per tutti: la soluzione giusta contro il "nonnismo"?

02.03.2006
 
Proroga di due anni per tutti: la soluzione giusta contro il "nonnismo"?

Alla luce dei recenti scandali nell'esercito russo legati al "nonnismo", e' stata nuovamente sollevata nei confronti dell'opinione pubblica la questione relativa al sistema di reclutamento. Nonostante il fatto che le pecche del nostro esercito vengano enfatizzate gia' da alcune decine di anni, qualsiasi fatto eclatante all'interno delle forze armate suscita una nuova ondata di indignazione nei confronti dell'opinione pubblica e, purtroppo, speculazioni a proposito.

Spesso, le proposte atte a "debellare il nonnismo" e a normalizzare il clima all'interno dell'esercito, vengono fatte da persone non al corrente dei problemi dell'esercito. E cosi' oggi, con la propria proposta, se n'e' uscito il delegato dei diritti umani in Russia, Vladimir Lukin. La sua idea e' stata accolta dai militari con risate nervose: Lukin propone di alzare l'eta' di reclutamento obbligatorio nell'esercito russo a 20 anni.

"Se l'esercito, fino al momento in cui esso sara' completamente passato alla forma di contratto, al momento del reclutamento viene formato da persone piu' adulte e mature, ne verra' solamente migliorata la situazione da un punto di vista giuridico", ha dichiarato Lukin lunedi' nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Mosca. Ha inoltre notato che, per cio' che concerne il servizio obbligatorio, sarebbe piu' opportuno reclutare cittadini di eta' "non inferiore ai 20-21 anni".

L'indispensabilita' di una tale riforma radicale e' stata argomentata da Lukin col fatto che "all'eta' di 17-18 anni, i ragazzi hanno solamente una pallida idea dell'essere gia' cittadini di fatto, con i diritti e gli obblighi che cio' comporta". Inoltre, se formato da reclute di un' eta' maggiore "l'esercito sara' piu' intellettuale, maturo e responsabile", ritiene Lukin.

L'idea di per se' non e' nuova. "Questo problema veniva discusso gia' ai tempi sovietici della presidenza di Gorbaciov, ha rilasciato Ivashov alla "PRAVDA.Ru". Ma all'epoca venne ritenuto inopportuno". Leonid Ivashov cita le due principali ragioni dell'assurdita' della proposta da parte di Lukin: il "buco" di due anni dalla fine della scuola sino alla chiamata alle armi e l'ambiente circostante non troppo sano della gioventu' moderna.

"Innanzitutto cosa faranno i ragazzi dopo la fine della scuola se non continueranno gli studi?", domanda Ivashov, facendo notare che due anni per i ragazzi potranno passare praticamente a vuoto se essi non troveranno un lavoro e se non serviranno l'esercito.

"Secondariamente, siamo tutti perfettamente al corrente dell'ambiente in cui vive oggigiorno la nostra gioventu' che viene reclutata, - prosegue il general-colonnello. Miseria, disfacimento dei valori etico-morali, diversita' sociale, criminalita', narcotici, e via dicendo. In questi due anni molti giovani ragazzi correranno il rischio di intraprendere questa strada. Verranno risucchiati da un tale ambiente che difficilmente confermera' le loro convinzioni umane", ironizza Ivashov nei confronti della proposta di Lukin.

Anche se un giovane ragazzo dopo la fine della scuola continuera' gli studi, i problemi resteranno, sostiene Ivashov. "Si iscrivera' a qualche istituto, studiera' 3 anni per poi prestare servizio militare per un anno. Durante il servizio militare dimentichera' tutto cio' che sapeva, avra' altro a cui pensare. E poi si congedera' per proseguire a studiare? La meta' di essi non continuera' a studiare, smettera' di sicuro. A 20 anni e' una cosa inamissibile", ci assicura il nostro interlocutore.

Nel corso della conversazione con "PRAVDA.Ru", l'alto ufficiale ha fatto notare che la proposta di Lukin e' in netto contrasto con lo spirito delle riforme militari. Ivashov ci ha rammentato che a partire dal 1 gennaio 2008, la durata del servizio militare obbligatorio verra' ridotta ad un anno. Inoltre, negli anni 2008-2009 il Ministero dell'istruzione provvedera' ad introdurre un programma scolastico all'eta' di 12 anni. Gli studenti finiranno gli studi a 18-19 anni, cioe' in eta' di reclutamento.

"Il ragazzo, per legge, all'inizio prestera' servizio nell'esercito per un anno, dopodiche' si iscrivera' a qualche istituto superiore. Per tutti ci saranno condizioni diverse, ad eccezione di coloro i quali otterranno la proroga per motivi di salute o altre ragioni", chiarisce lo schema futuro l'alto ufficiale.

La proposta da parte di Lukin e' altresi' priva di logica di vita. Va inoltre considerato che la gioventu' moderna in tutti i modi leciti e non cerca di evitare il servizio militare. Non tutti ci riescono entro l'eta' massima consentita per il reclutamento (27 anni), per cui succede spesso che vengano arruolati ragazzi di eta' superiore ai 20 anni con precedenti penali alle spalle. Va inoltre detto che, come realmente mostrato dalla pratica, l'eta' non influisce in modo radicale sui rapporti fra i commilitoni. Il concetto di "vecchio", al quale viene associato il problema del nonnismo, non e' collegato all'eta' dei soldati.

Inoltre, all'interno delle truppe, va sempre piu' di moda il "nonnismo di carattere etnico", fenomeno assai piu' crudele e terribile al quale, purtroppo, "sono soggette tutte le eta'".

Serghej Malinin

Aleksandr Aleksandrov
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