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Stalin imputato al tribunale degli storici

10.04.2006
 
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Stalin imputato al tribunale degli storici

Quest'anno ricorre il centoventiventottesimo anniversario dalla nascita di Josef Stalin. Recentemente a Gori, sua citta' natale in Georgia, e' stato ritrovato il certificato di nascita originale di Josef Dzukhashvili, secondo il quale egli nacque non il 21 dicembre 1879, bensi' il 6 dicembre 1878. Secondo l'opinione del direttore della cattedra di filosofia dell'universita' statale di Novorossijsk, Vadim Denisov, non e' ancora chiaro per quali ragioni Stalin si autoringiovani'. Lo stesso Denisov ha recentemente pubblicato una propria opera in materia intitolata "J.V.Stalin: obiettivo e soggetto della storiografia degli anni '30".

Per piu' di 50 anni Stalin e' stato protagonista della scena politica: da rivoluzionario perseguitato diventa uno dei leader del partito e del governo per trasformarsi in autentico dittatore. Tuttavia anche a mezzo secolo di distanza dalla sua scomparsa, le discussioni sul suo ruolo nella storia nazionale non cessano, - sostiene Vadim Denisov. Le azioni di Stalin nell'epoca sovietica si sono rivelati tali che venivano discusse e giudicate dallo stesso partito da lui in persona guidato. Il primo documento di questo tipo pubblicato nella stampa sovietica, e' stato il decreto da parte del Comitato Centrale del KPSS (Partito comunista sovietico) relativo al "Culto della personalita' e conseguenze" del 30 giugno 1956.

-Stalin venne criticato in forma piu' aspra in occasione del XXII congresso del KPSS nel 1961 e di conseguenza la sua salma fu esumata dal Mausoleo per essere sotterrata nella Piazza Rossa. La "seconda ondata" di critiche sul ruolo negativo di Stalin nella storia, ebbe luogo negli anni della cosiddetta "perestoika", dal 1985 al 1991, quando la classe dirigenziale del KPSS formata in primo luogo da Gorbaciov, Iakovlev e Shevarnadze decise di mettere il paese sulla via della modernizzazione del socialismo. A cavallo degli anni '80 e '90 ebbe altresi' luogo un vero e proprio "boom" di pubblicazioni assai critiche nei confronti della personalita' di Stalin e proprio in quegli anni si fondarono le basi per una revisione totale del ruolo di Stalin nella storia nazionale.

- Per Lei lo stimolo principale che l'ha spinta a studiare il fenomeno Stalin e' stato...

- E' stato rappresentato dal fatto che i misteri irrisolti della storia sono gia' interessanti di per se'.

- Molti ritengono che Stalin sia stato l'ultimo monarca nella storia del nostro paese.

- In parte e'cosi'. Infatti sia Ivan il Terribile che Pietro il Grande erano i suoi personaggi favoriti nell'ambito della storia nazionale, simboli di una gestione statale che letteralmente entusiasmava Stalin. In ambito politico Stalin si formo' dapprima in qualita' di socialista rivoluzionario. Fino al 1917 la cosa piu' importante era rappresentata dalla critica nei confronti della forma di potere che si avrebbe dovuta liquidare.

Stalin imputato al tribunale degli storici
Cultore delle ambizioni imperiali egli lo divento' verso la fine degli anni '20. Personalmente, ho iniziato ad interessarmi a Stalin all'eta' di 13 anni, quando per la prima volta ho letto i materiali del XXII congresso del 1956. E' interessante notare che ancor prima del decreto del 30.06.1956, ci fu il famoso rapporto di Hrusciov al congresso che pero' venne pubblicato per la prima volta solamente nel 1989, mentre i discorsi dei membri del Comitato Centrale furono pubblicati ancor piu' successivamente. Tuttavia la critica all'epoca della perestroika era assai piu' profonda rispetto a quella degli anni '50 e '60, sebbene di misteri relativi all'epoca staliniana ce ne siano ancora parecchi; infatti molti documenti relativi a quell'epoca sono tuttora supersegreti.

- Lei e' riuscito a seguire in che modo cambiava la critica?

- In un primo tempo la critica nei confronti di Stalin era indirizzata principalmente alle sue qualita' personali. Negli anni della perestroika emersero i primi dubbi sulla moralita' del modello sovietico nella sua generalita' e ci furono vari tentativi di chiarire il perche' dell'esistenza del regime totalitario di Stalin.

- Non e' un segreto che oggigiorno non tutti sono concordi nel criticare Stalin, molti vedono solamente i lati positivi del ruolo del "padre di tutti i popoli".

- Sono giunto alla personale conclusione che per le persone di quella generazione, le azioni "da macellaio" di Stalin diventino di anno in anno sempre piu' virtuali. Se le repressioni non li hanno riguardati in prima persona, essi vedono di regola in Stalin una figura storica di grosso spessore, figura che ha liberato il mondo dalla peste nazista. In gran parte questo e' vero, ma la realta' ahime' non e' cosi' a senso unico.

Quando la realta' attuale e' problematica e ben lontana da quella che ci si aspetta, ha luogo l'effetto di idealizzazione del passato, cosa per altro caratteristica della natura umana. Esempi di tale approccio nei confronti della storia sono affermazioni tipo "prima si stava meglio", "i film erano piu' puliti" e "vivevamo allo stretto ma felici". Da un punto di vista prettamente statale, ai meriti di Stalin personalmente aggiungerei il fatto che egli fu il primo nella storia del nostro paese a liquidare il banditismo col suo classico "pugno di ferro".

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