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Gorbaciov e le sue donne

03.03.2006
 
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Gorbaciov e le sue donne

Gorbaciov e le sue donne

Oggi il primo ed ultimo presidente dell'URSS compie 75 anni

Oggi Mihail Gorbaciov compie 75 anni. E proprio quest'anno ricorrera' il quindicesimo anniversario da quando ha lasciato il Cremlino al pari della carica presidenziale. Oggi parla della sua vita successiva al potere con la corrispondente politica del giornale "Trud", Olga Solomonova.

- Mihail Sergheevich, ho l'impressione che per Lei il tempo si sia fermato: ha un aspetto splendido...

- Incrociamo le dita

Io le incrocio e proseguo:

- Dall'alto della sua cosi' complessa esperienza politica e di vita, cosa ne pensa della gente oggi? Non ne e' deluso - della gente in generale ed in particolare dei suoi connazionali?

- Per quanto le potra' sembrare strano, in me si e'conservata la qualita' che mi e' probabilmente costata cara, ma io sono fatto cosi' sin da bambino: anche se venivo a sapere cose non positive nei confronti di una qualche persona, non potevo escluderla da attivita' importanti, positive ed interessanti. Chissa' perche', ho sempre creduto al fatto che se si crede in una persona, questa persona ricambiera' la tua fiducia. Continuo a crederci, ad avere fiducia nella gente, anche se la vita mi ha riservato delusioni tali che Dio solo lo sa! Sono stato tradito non solo da uomini politici (cosa ben risaputa), ma da persone alle quali mi legavano rapporti decennali d'amicizia.

- In poche parole, Lei non e' riuscito a liberarsi dell'idealismo?

- L'intero mondo si regge sugli ideali. Il cinismo e' un qualcosa di perfido. Prendete ad esempio i nostri monetari-liberali. Viene loro detto: le vostre riforme costeranno il lavoro a 30 milioni di persone. E loro rispondono: bisogna agire cosi'. Perche'? A che prezzo? Mi pare che Putin l'abbia capito. Di qui il suo atteggiamento prudente nei confronti della legge sulla monetizzazione delle agevolazioni. E anche quattro progetti a livello nazionale rappresentano uno sforzo notevole al fine di sviluppare l'economia ed il singolo soggetto.

- Lei considera Putin un riformatore?

- Si, indubbiamente. E tutte questi discorsi sul dittatore... Un colosso come la Russia, con tutto il suo complesso religioso, con i suoi mondi e culture, con dieci meridiani, con i suoi freddi, e' impossibile da gestire senza un forte potere centrale. Non solo Putin, ma anche la gente ne e' cosciente, per questo il rating di Putin e' stabile.

- Lei per caso non sopravvaluta la gente? Si ricorda che entusiasmo c'era ai tempi della perestroika? E adesso che ne pensa la gente?

- Sapete, anche questo cambia. Dieci anni fa abbiamo effettuato un sondaggio e il 45 percento ha risposto dicendo che non bisognava dare il via alla perestroika, mentre il 42 percento era del parere opposto. Adesso, il professor Gorschkov col suo istituto di sociologia, su nostra richiesta effettua un'indagine sociale dove il 52 percento sostiene che bisognava iniziare la perestroika. Non e' che cio' mi consoli troppo, l'amarezza nell'animo resta ugualmente. Soprattutto quando penso alle persone anziane che capisco e per le quali mi rincresce...

- Dica, 15 anni fa, nel dicembre 1991, anche Lei era probabilmente sconcertato nel lasciare il posto di presidente dell'URSS? Cosa si prova nel perdere in un attimo un potere cosi' enorme? Fa male?

- Qui il potere non c'entra! Se fossi stato interessato a conservare il potere, non ci sarebbero state nessune riforme. Ma i sentimenti...Certo, all'inizio e'comparabile solo con la perdita di una persona cara (certamente sapete che mi e' toccato passare anche attraverso questo). Provavo amarezza e dolore. Mi ripetevo in continuazione: avresti dovuto andare a fondo, non fermarti per strada...Poi l'animo si e' rasserenato quando ho capito che la perestroika ha toccato quel punto dal quale non si poteva piu' tornare indietro.

- E allora ha iniziato ad occuparsi del suo fondo?

- Non solo, ma anche del Foro di politica mondiale, del Foro romano dei laureati premio Nobel, della croce verde internazionale. In poche parole, c'era di che compensare la perdita...

- E adesso che ne pensa della sua persona?

- Adesso posso dire che non mi sono mai sentito cosi' libero come negli ultimi 15 anni, da quando ho perso il potere. Faccio cio' che voglio, dico cio' che penso. Se lo voglio, chiaramente. Posso anche tacere (si mette a ridere). Essere liberi ed indipendenti e' una grande gioia, sebbene il censore interno e' ancora presente in me.

- E che tipo di censore e'?

- Di natura democratica. In particolare sorveglia i confini morali.

- Mihail Sergheevich, in due parole ci puo' spiegare in cosa consiste il suo fondo-Gorbaciov? Qual'e' la sua utilita'?

Dal momento che il paese si trova ancora di fronte alla scelta della via del proprio sviluppo, ritengo che il compito principale del fondo sia quello della ricerca di vie d'uscita ottimali dalla crisi e della costruzione di un tipo di vita degno della gente russa. Il fondo ha una propria strategia. Ma ci occupiamo anche della direzione in campo umanitario. Sosteniamo asili, scuole, chiese. Ritengo il merito principale del fondo, la costruzione di un centro infantile per la lotta alla leucemia. Siamo riusciti a raccogliere 6 milioni di dollari dagli sponsor ed altri 2 milioni ci sono stati consegnati dal governo di Chernomyrdin. Attualmente sono aperte filiali del centro in una cinquantina di regioni e, grazie all'appoggio della Banca nazionale di riserva, stiamo costruendo un centro analogo a San Pietroburgo i cui cittadini hanno deciso di dedicare alla memoria di Raissa Maksimovna.

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