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Russia

La polizia russa tortura un fermato su cinque

30.03.2007
 
La polizia russa tortura un fermato su cinque

La polizia russa tortura in media un cittadino russo su cinque tra quelli fermati. Questo e' il risultato di un sondaggio condotto dall'organizzazione sociale della citta' di Nizhnyj Novgorod "Comitato contro le torture" in collaborazione con l'Istituto di sociologia presso l'Accademia delle scienze russa

Nel corso della ricerca sono stati interpellati complessivamente 5565 cittadini russi residenti in cinque regioni: San Pietroburgo, Niznyj Novgorod, Pskov, Cita' e la Repubblica di Komi. "I risultati del sondaggio si sono rivelati incredibilmente simili", ha commentato il professore dell'Istituto di sociologia presso l'Accademia delle scienze russa, Jakov Ghilinskij.

Per quanto riguarda la sola citta' di San Pietroburgo, ben il 21,3% degli interpellati ha risposto "si'" alla domanda se fossero mai stati almeno una volta nella vita torturati dalle forze dell'ordine una volta fermati, mentre il 68,7% complessivo degli interpellati ha dichiarato di sentirsi indifeso dalla violenza fisica intrapresa nei loro confronti da parte dei poliziotti russi.

Secondo i risultati del sondaggio, in fatto di torture nei confronti dei semplici cittadini fermati, la parte del leone spetta ai nuclei investigativi e alle pattuglie stradali, seguiti a ruota dai rappresentanti dell'FSB, cioe' i servizi segreti, e da quelli della procuratura. I cittadini piu' soggetti agli atti di sadismo da parte delle forze dell'ordine, sono di regola uomini in fascia d'eta' tra i 21 ed i 40 anni, mentre le torture avvengono prevalentemente nelle caserme della polizia o nel corso della fase di fermo. Impressionante la durata media delle sevizie, che varia dai 10 ai 72 minuti.

La pratica piu' diffusa e' il pestaggio collettivo con susseguente trattenimento in locali freddi in condizioni sanitarie che definire precarie e' poco. Le forze dell'ordine fanno altresi' ricorso ad atti di violenza forzati quali lo storcimento degli arti, mente piu' raramente ricorrono all'impiego di elettroshock, all' immersione in acqua, allo spegnimento di mozziconi di sigarette sugli arti ed altri tipi di tortura portati con oggetti incandescenti.

Tra i motivi piu' diffusi che inducono le forze dell'ordine russe a ricorrere ad atti di tortura nei confronti dei fermati troviamo gli sfotto' nei loro confronti ed in genere l'estorsione, mentre piu' raramente tali atti vengono praticati nei confronti di coloro i quali vengono fermati nel corso di manifestazioni di protesta.

Secondo il professor Ghilinskij sono molteplici le cause di quanto avviene, a partire dal declino del livello di professionalita' da parte delle forze dell'ordine stesse unito alla mentalita' repressiva dei legislatori, per finire allo stipendio medio che in Russia e' assai basso. Inoltre, secondo Ghiljinskij, le forze dell'ordine russe non sonon ancora riuscite a sbarazzarsi "dell'eredita' del regime totalitario sovietico".

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