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Russia

La rivoluzione sessuale in Russia

29.10.2006
 
La rivoluzione sessuale in Russia

La rivoluzione sessuale avvenuta nel corso degli ultimi 15 anni in Russia, sarebbe stata pressoche' impossibile senza gli "strumenti" indispensabili ed' e' proprio per questa ragione che nel 1991 a Mosca e' stato aperto il primo sexy-shop nella storia della Russia.

Da allora i negozi per gli adulti sono emersi dalla clandestinita' per fare la propria comparsa su piazze, viali e vie delle grandi e piccole citta' russe, mentre da parte sua, la massa di acquirenti dagli umori decisamente progressisti, ha percorso a passi da gigante il lungo cammino che la separava dai primitivi vibratori di plastica a quelli programmabili.

Ma per sapere come sono andate effettivamente le cose, sentiamo cosa ci racconta il sessuologo Serghej Agarkov, segretario generale dell'associziazione "Cultura e salute" di Mosca.

"Il primo sexy-shop nella storia della Russia venne aperto nell'autunno del 1991 presso il Centro di medicina gineocologica di Mosca, i cui direttori fecero una fatica immane per trovare un accordo con le autorita' cittadine: li guardavano come se fossero dei pazzi! Fino a questo momento, il mercato dell'oggetteria sessuale nel nostro Paese era pressoche' selvaggio, dal momento che vibratori e bambole gonfiabili varie venivano vendute nei sottopassaggi cittadini e nelle bancarelle ambulanti lungo le strade, accanto alle mutandine ed ai collant. Ovviamente si trattava di una situazione che non favoriva troppo la diffusione dell'oggetteria sessuale, tanto piu' che la gente si vergognava di acquistare tali oggetti in pubblico, per non parlare poi dei rapporti con i venditori di tale merce.

Inoltre, gli articoli di per se' erano di qualita' come minimo sospetta, tra i quali predominavano addittivi biologicamente attivi i quali, invece di far aumentare la libido contenevano un mucchio di sostanze narcotiche ed inoltre non era ben chiaro con che materiale venivano fabbricati ad esempio i vibratori importati dalla Cina. In poche parole, si trattava di giocattoli assai nocivi per la salute ed in quest'ottica i sexy-shop vennero aperti proprio con l'intento di procurare ai clienti merce munita di certificato in grado di salvagauardarne la salute anziche' farli finire all'ospedale.

Per cui si puo' tranquillamente affermare che, soprattutto all'inizio, i sexy-shop russi assomigliavano alle farmacie, e mentre ad Occidente a quell'epoca come minimo l'80% della merce nei sexy-shop era costituita da materiale porno, da noi piu' che altro venivano venduti oggetti d'igiene personale, come ad esempio tamponi e creme varie.

Si trattava per lo piu' di merce indirizzata nei confronti delle donne: vibratori di plastica e primitivi vibratori a batteria a doppia velocita', mentre per gli uomini in vendita c'erano solo ed esclusivamente modelli obsoleti di bambole gonfiabili. Pero' va detto che i negozi intimi russi hanno fanno molto in fretta a raggiungere e superare l'Occidente: da noi l'industria dell'oggettistica sessuale si e' sviluppata nel giro di 5-7 anni, cosa per la quale ad Occidente di anni ce ne sarebbero voluti una ventina. Inoltre attualmente, l'assortimento medio presente nei moderni sexy-shop russi supera le 5000 denominazioni di articoli.

Durante i primi mesi dal momento dell'apertura, tali negozi intimi venivano presi piu' che altro in maniera esotica. L'ingresso era addirittura a pagamento, come nei musei, e la gente li frequentava piu' che altro per curiosita', per dare un'occhiata a questi bizzarri giocattoli: a comprare non ci pensava nessuno, per non passare per dei pervertiti. Era ancora ben presente nella memoria della gente il fatto che se qualcuno andando all'estero entrava per caso in un sexy-shop, al ritorno in patria sarebbe stato automaticamente escluso dal partito ed avrebbe perso il posto di lavoro!

Per quanto potra' sembrare strano, i primi frequentatori dei sexy-shop in Russia non sono stati i giovani sperimentatori, bensi' i vecchietti stanchi dei propri problemi sessuali. E poi hanno iniziato a fare la loro comparsa le coppiette e semplicemente coloro i quali erano attratti dall'idea di provare qualcosa di nuovo a letto. A dire la verita' pero', nonostante da allora siano gia' passati 15 anni, i russi continuano a vergognarsi a frequentare tali negozi e a questo proposito le statistiche parlano chiaro: se ad Occidente i sexy-shop vengono frequentati dal 10% della popolazione, in Russia solo dall'1%".

Ricordiamo che il primo sexy-shop nella storia fu aperto nel 1962 in Germania dalla ex aviatrice tedesca Beate Uhse nella citta' di Flesburg. A distanza di una decina d'anni i sexy-shop iniziarono a fare la loro comparsa nelle principali citta' europee, mentre per cio' che riguarda i paesi ex socialisti i primi negozi intimi vennero aperti all'inizio degli anni '80 e nei Paesi Baltici nel 1990.

Attualmente a Mosca i sexy-shop sono in tutto 70, mentre a San Pietroburgo 40. Negli Stati Uniti invece esistono sexy-shop esclusivi per il pubblico femminile, nei quali l'ingresso agli uomini e' vietato dal momento che alle venditrici di tanto in tanto tocca mostrare alle clienti la funzionalita' di alcuni oggetti su di se'.

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