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Russia

La Russia minaccia di tagliare le forniture di gas alla Bielorussia

28.12.2006
 

Ad un anno esatto di distanza dalla questione sul gas tra la Russia e l'Ucraina si profila all'orizzonte un nuovo braccio di ferro tra Mosca ed un'altra delle ex repubbliche sovietiche, la Bielorussia, i contratti per le forniture della quale sono in scadenza il 31 dicembre prossimo.

Anche per il 2007 il gigante energetico russo, Gazprom, ha deciso di ritoccare i prezzi, cosi' come aveva fatto lo scorso anno nei confronti dell'Ucraina, questa volta pero' per cio' che riguarda la Bielorussia, passando dagli attuali 47 dollari ogni mille metri cubi a 110 dollari, piu' la possibilita' di controllare direttamente la societa' statale bielorussa che gestisce la rete dei gasdotti, cioe' la Beltranzgas.

Da parte sua, il governo di Minsk ha ritenuto inaccettabile un tale rialzo del prezzo minaccinado inoltre di prelevare illegalmente il proprio fabbisogno di gas, considerando soprattutto il fatto che attraverso il territorio bielorusso transita il 20% del gas destinato all'Europa, (il restante 80% passa per l'Ucraina) in particolare alla Polonia e alla Germania, Paese quest'ultimo che risulta essere il principale cliente della Gazprom. Il Cremlino ha replicato lanciando un vero e proprio ultimatum, minacciando di tagliare i rifornimenti di gas destinati alla Bielorussia.

Ma a differenza di quanto accaduto l'inverno scorso a proposito della disputa con l'Ucraina, non dovrebbero esserci problemi per le forniture al resto dell'Europa, dal momento che la Russia infatti, nel caso di ritorsioni, si e' cautelata immagazzinando riserve supplementari di gas sia in Germania che in Austria. In ogni caso non si dovrebbe assistere ad una replica della situazione di crisi venutasi a creare un anno fa con l'Ucraina, quando si ebbero preoccupanti ripercussioni a proposito delle forniture di gas anche per cio' che concerne l'Italia.

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