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Russia

Ostaggi della deterrenza nucleare

27.04.2007
 
Ostaggi della deterrenza nucleare

Il tema della partnership strategica e' tradizionalmente uno dei preferiti affrontati nel corso dei colloqui avvenuti negli ultimi decenni tra funzionari di stato russi ed americani. In quest'ottica i fondatori del nuovo corso furono Mihail Gorbaciov e Ronald Reagan i quali, fra le ovazioni del mondo intero, annunciarono negli anni '80 la politica della distensione.

Sulla stessa linea si svilupparono in seguito i rapporti tra Boris Eltsin e George Bush senior, i primi tra l'altro a parlare di partnership strategica. Ed anche il successore del padre dell'attuale presidente americano, Bill Clinton, dopo aver raccolto la staffetta, cerco' con tutte le forze di proseguire sulla linea del suo predecessore.

Ma sia oggigiorno, come del resto negli ultimi tempi, il carattere della partnership strategica tra le due superpotenze e' puramente formale e declaratorio, sostiene uno dei politologi russi contemporanei piu' illustri, Serghej Rogov, secondo il quale la causa principale del fatto che Russia e Stati Uniti siano decisamente lontane da quello che puo' venir definito un dialogo bilaterale costruttivo e proficuo, va ricercata nell'assoluta mancanza dei meccanismi indispensabili di questo processo non formatisi nel corso degli ultimi decenni.

"Si e' sempre costruito tutto sulla base dei reciproci rapporti fra i capi di stato russi ed americani, cosa che se da un lato puo' sembrare positiva, dall'altro e' ampiamente insufficente al fine di instaurare una proficua partnership", ha spiegato Rogov il quale, parlando poi dei futuri rapporti bilaterali fra le due superpotenze, ha disegnato un quadro decisamente lugubre.

Secondo il politologo russo infatti, la Russia e gli Stati Uniti stanno gradatamente tornando al punto di partenza, cioe' alla guerra fredda, la quale secondo Rogov non e' mai cessata dal momento che, dal crollo dell'Unione Sovietica, i rapporti fra i due paesi in ambito nucleare non si sono minimamente modificati. In quest'ottica Rogov ha fatto notare che la Russia e gli Stati Uniti "risultano essere ancora ostaggi della deterrenza nucleare. Se entrambi i paesi fossero effettivamente partner nel vero senso della parola, non continuerebbero ad ammassare i propri arsenali nucleari da ambo le parti dell'oceano".

Il politologo russo ha inoltre sottolineato il fatto che tra due anni scadra' il Trattato SNV-1, mentre tra 6 quello denominato SNP, che prevede la riduzione dei potenziali strategici offensivi. In questo modo, per la prima volta nel corso degli ultimi 40 anni, tra Russia e Stati Uniti non esistera' piu' nessun fattore di contenimento e prendera' il via una guerra senza regole.

L'esperto russo e' inoltre sicuro del fatto che attualmente le due superpotenze abbiano raggiunto il limite oltre al quale i propri rapporti bilaterali verranno inevitabilmente deteriorati a lungo termine, con l'unica differenza, rispetto al periodo che va dagli anni '50 a quelli '80, che questa volta non si trattera' di una guerra fredda dal carattere ideologico.

"L'attuale sfera di contrapposizione tra gli Stati Uniti e la Russia non e' rappresentata dall'ideologia, bensi' dalla concorrenza per la rivendicazione dei propri rispettivi interessi nell'area postsovietica. Personalmente non mi stupira' se il prossimo anno in America sia i democratici che i repubblicani troveranno un'accordo a proposito dell'indispensabilita' di contenimento della Russia", ha infine dichiarato il politologo russo Serghej Rogov.

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