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Russia

E' morto Boris Eltsin

24.04.2007
 
E' morto Boris Eltsin

Lunedi' 23 aprile, alle ore 15:45 locali, e' morto stroncato da un arresto cardiaco Boris Eltsin, il primo presidente nella storia della Federazione Russa.

L'annuncio e' stato dato da un portavoce del Cremlino, il quale ha specificato che l'ex presidente russo si e' spento nel pomeriggio di lunedi' nell'ospedale centrale di Mosca, nonostante il fatto che in precedenza non era stata diffusa alcuna notizia ne' sulla sua malattia, ne' sul fatto che Eltsin fosse stato ricoverato da giovedi' scorso per problemi di carattere cardiaco.

In precedenza Eltsin era gia' stato sottoposto nel 1996 ad un delicatissimo intervento chirurgico per un quintuplo bypass cardiaco, dal quale pero' il primo presidente russo si era ripreso assai bene. Va detto a questo proposito che anche se negli ultimi tempi la salute di "Corvo Bianco", il soprannome con il quale Elstin era famoso, era stata ulteriormente minata dall'abuso di alcol e fumo oltre che da problemi cardiaci, la notizia del decesso di Eltsin e' arrivata in modo inatteso.

Mentre al momento ufficialmente l'attuale presidente russo Putin non ha ancora provveduto ad esprimere le proprie condoglianze ai familiari di Eltsin, uno dei primi a farlo e' stato l'ex presidente sovietico, nonche' grande rivale di Elstin, Mihail Gorbaciov, il quale ha dichiarato che "nella storia di Eltsin ci sono state grandi opere per il bene del Paese unite a gravi errori", affermando inoltre che "il suo e' stato un destino tragico".

Ricordiamo che Boris Eltsin fu alla guida della Federazione Russa in tutto 8 anni, piu' esattamente dal momento del crollo dell'Unione Sovietica nell'estate del 1991 sino al momento in cui diede le dimissioni la notte di Capodanno del 2000, aprendo cosi' la strada alla presidenza a Vladimir Putin.

Boris Nikolaevic Elstin nacque in un paesino chiamato Butka, nella regione di Sverdlovsk, nel sud della Russia, il 1 febbraio 1931.

Compi' i propri studi superiori a Bereznikij, nella regione di Perm, per poi continuare presso il Politecnico di Sverlovsk, l'attuale Ekaterinburg. Nel 1961 aderi' al Partito Comunista dell'Unione Sovietica, del quale otto anni piu' tardi divenne funzionario nonche' responsabile della sezione di Sverlovsk nel 1977.

Il 24 dicembre 1985 Eltsin venne promosso a direttore della sezione di Mosca dalla quale a distanza di due anni venne allontanato due anni per aver espresso le proprie prime critiche nei confronti della lentezza delle riforme che l'allora presidente sovietico Mihail Gorbaciov stava portando avanti. Nel marzo del 1989 Eltsin venne eletto deputato al Congresso dei deputati del popolo dell'Unione Sovietica e nel maggio dell'anno successivo venne nominato Presidente del Presidium del Soviet Supremo della Repubblica Socialista Sovietica Russa. Nel giugno del 1990 Eltsin dichiaro' la sovranita' della Russia, dimettendosi dal Partito comunista per venire eletto, il 12 giungo 1991, primo presidente della Federazione Russa ottenendo il il 57% dei voti.

Grazie alla sua elezione a presidente della Russia, Eltsin divenne il principale rivale di Gorbaciov, deciso ad imprimere un ritmo piu' radicale al processo riformatore in corso all'epoca. Nell'agosto 1991, in una condizione di confusione e catastrofica situazione economica, i comunisti conservatori tentarono di tornare al potere attuando un colpo di Stato che pero' falli' per la resistenza opposta e guidata personalmente da Eltsin che in questo modo contribui' a rafforzare la propria immagine nei confronti di Gorbaciov. Alla luce del fallito golpe, il partito comunista venne dichiarato fuorilegge con la conseguente confiscazione dei suoi beni.

Nello stesso anno inoltre falli' la "perestroika" intrapresa da Gorbaciov al fine di salvare l'URSS, ed il 25 dicembre 1991 l'ex capo di stato sovietico presento' le dimissioni che rappresentarono la fine ufficiale dell'Unione Sovietica che da quel momento cesso' di esistere.

Da parte sua Eltsin firmo' lo scioglimento dell'URSS senza tener conto del referendum del 17 marzo 1991, in cui gli elettori furono chiamati a rispondere alla seguente domanda: "Ritenete opportuno il mantenimento dell'Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste come rinnovata federazione di repubbliche sovrane, nelle quali diritti e liberta' di ogni individuo di qualunque nazionalita' saranno pienamente garantiti?" A tale domanda la maggioranza dei sovietici (circa 75 - 80%) rispose affermativamente, ma tale volonta' venne ignorata da Eltsin, il quale in forma segreta e spinto da alcuni capi di stato occidentali, firmo' gli accordi che prevedevano lo scioglimento dell'Unione Sovietica.

Gli accesi conflitti tra il Congresso ed Eltsin, sfociarono nell'ottobre del 1993 nell'attacco da parte dell'esercito alla sede del Congresso, che causo' la morte di centinaia di persone. Il palazzo della Duma venne infatti attaccato dai carri armati, con migliaia di manifestanti nelle srade di Mosca per protestare contro le riforme liberali attuate senza il consenso del parlamento.

Nonostante tutti i seri problemi dell'epoca, nel 1996 Boris Elstin venne riconfermato per la seconda volta consecutiva alla presidenza della Russia, mandato che duro' sino al 31 dicembre 1999 quando, in diretta televisiva Eltsin annuncio' al popolo russo le proprie dimissioni lasciando cosi' il posto all'attuale presidente Vladimir Putin.

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