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Russia

Come gli USA e la Russia vengono visti dal Medio Oriente

23.05.2006
 
Come gli USA e la Russia vengono visti dal Medio Oriente

La posizione della Russia sulla scena internazionale e' piu' che stabile. Per cio' che riguarda le due questioni chiave dell'attuale momento - il crisi del dossier nucleare iraniano e il governo HAMAS in Palestina, Russia e Stati Uniti occupano posizioni diametricalmente opposte. A Mosca ritengono che la dura politica intrapresa dagli Stati Uniti in relazione a questi problemi non sia altro che una manovra erronea in grado di mettere a repentaglio la sicurezza mondiale.

All'inizio di quest'anno il governo russo ha ricevuto a Mosca una delegazione dell'HAMAS, mentre recentemente ha bloccato la pressione esercitata dagli Stati Uniti al Congresso di sicurezza dell'ONU, impedendo che fosse accettata la risoluzione che avrebbe spianato la strada delle sanzioni economiche se non dell'intervento armato.

Tuttavia, nonostante i risultati ottenuti, la Russia ha che di preoccuparsi. La politica intrapresa dagli Stati Uniti nei confronti del presidente della Palestina eletto democraticamente, puo' portare all'innescarsi di un conflitto arabo-israeliano, mentre il duro corso dell'Occidente nei confronti dell'Iran puo' sfociare nell'ennesima invasione americana nel Medio Oriente, le cui conseguenze per l'umanita' rischiano di essere ben peggiori di quelle della guerra con l'Iraq.

A Mosca si ritiene che l'evidente sforzo degli Stati Uniti di mantenere una posizione militare ed economica vantaggiosa nel Medio Oriente, portera' solamente ad un inasprimento dei problemi legati all'estremismo. In ques'ottica, la Russia vede davanti a se' il compito di fungere da contrappeso nei confronti degli Stati Uniti al fine di garantire la stabilita' internazionale.

Da parte loro, gli Stati Uniti non gradiscono il fatto che la Russia, ex grande nemico, si intrometta nelle loro questioni sia nel Medio Oriente che in qualsiasi altro posto, compreso il territorio della stessa Russia. La posizione statunitense a questo proposito si e' manifestata in maniera lampante in occasione della conferenza tenutasi di recente in Lituania, quando il vicepresidente Dick Cheney ha duramente criticato la Russia dicendo che il governo russo non osserva i diritti dei propri cittadini ed utilizza le proprie risorse energetiche in qualita' di strumento al fine di "ricattare" ed "impaurire" i propri vicini.

In seguito agli atti terroristici dell'11 settembre 2001, e' stato possibile rilevare un sensibile miglioramento nei rapporti fra la Russia e gli Stati Uniti: le due superpotenze si vedevano unite dalla minaccia da parte del terrorismo. E proprio questa minaccia fungeva da base della cooperazione russo-americana su vasta scala.

Tuttavia in seguito, i rapporti tra le due superpotenze hanno iniziato a peggiorare. Da parte loro gli Stati Uniti hanno iniziato ad usare la guerra contro il terrorismo come un pretesto non solo atto a rafforzare le proprie posizioni in Medio Oriente ma anche per mettere sotto pressione economica e strategica la Russia. Uno degli scopi degli Stati Uniti e' rappresentato dal circondare la Russia con le proprie basi militari, favorire l'espansione della NATO ad oriente, entrando quindi in concorrenza con la Russia nei campi politici ed economici in Europa orientale e nell'Asia centrale.

Tale stato delle cose puo' essere spiegato dalla cara e vecchia contrapposizione delle due superpotenze. Alcuni analitici spiegano la crescente pressione statunitense nel mondo col fatto che l'America e' uscita vittoriosa dalla "guerra fredda", sebbene gli stessi analitici sono propensi a credere che tale pressione non sia destinata a durare a lungo.

La situazione energetica mondiale odierna consente alla Russia di consolidare le proprie posizioni, quando allo stesso tempo la guerra in Iraq e la politica estera intrapresa dagli Stati Uniti hanno seriamente influito sulla fiducia nei loro confronti.

Alla luce del nuovo bilancio di forze formatosi tra la Russia e gli Stati Uniti, non e' ancora del tutto chiaro per quali ragioni Dick Cheney se ne sia venuto fuori con tali dure critiche nei confronti della Russia. Alcuni analitici ritengono che non sia altro che una forma espressiva di sguardi conservatori atti a boicottare l'imminente summit del G-8 di San Pietroburgo. Dal canto loro, altri suppongono che Washington sia dell'opinione che l'intensiva pressione esercitata sulla Russia portera' al tracollo di quest'ultima, obbligata in questo modo ad occupare le stesse posizioni statunitensi nei confronti di Ucraina, Bielorussia, Georgia e Asia Centrale.

In ogni caso la Russia continua a contrapporsi in maniera ferma all'Occidente. Il 16 maggio il ministro degli Esteri russo, Serghej Lavrov, in occasione di una dichiarazione ufficiale ha fatto notare che ne' la Russia ne' la Cina non intendono sostenere il Consiglio di sicurezza dell'ONU nell'intraprendere la risoluzione nei confronti dell'Iran.

Su materiali tratti da: www.Middle-east-online.com

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