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Russia

E' guerra fredda o no? L'opinione di Mihail Gorbaciov

23.02.2007
 
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E' guerra fredda o no? L'opinione di Mihail Gorbaciov

- Signor Gorbaciov, secondo lei la Russia e' pronta ad un passo del genere?

- A Monaco il presidente Putin ha parlato di ben altre cose, cioe' di cosa fare affinche' al mondo non compaiano nuove linee di demarcazione e non venga rinnovato il processo di confrontazione. Si tratta di una minaccia reale e ci troviamo a vivere le stesse tensioni e paure simili a quelle che provava la gente quando il mondo si avvicinava sempre piu' allo scontro nucleare.

Stiamo assistendo al processo di militarizzazione intrapreso da parte di tutta una serie di paesi e al relativo orientamento nei confronti della forza militare inteso come principale mezzo di garanzia della sicurezza, fattore che non fa altro che rigonfiare i bilanci militari di questi paesi.

Ogni anno che passa aumenta in modo consistente in tutto il mondo l'esportazione di armamenti. Di primo acchitto tutto cio' puo' offrire l'impressione di trattarsi di semplice commercio, ma all'atto pratico non si tratta d'altro che di politica dalle conseguenze inimmaginabili. Tutto cio' che ha detto Putin a Monaco e' la sacrosanta verita': il presidente non ha fatto altro che chiamare le cose col proprio nome.

A questo proposito va inoltre detto che alcuni recenti sondaggi d'opinione effettuati in alcuni paesi hanno dimostrato che la gente condivide le preoccupazioni del nostro presidente per cio' che concerne l'attuale situazione mondiale. Nel corso del suo intervento, Vladimir Putin ha sottolineato che molte azioni intraprese dagli Stati Uniti, paese che mira al monopolio mondiale, non fanno altro che stimolare tali processi.

Da parte sua l'establishment di Washington fa finta di non vedere cosa sta effettivamente succedendo, tentando di celare la propria irritazione per tale bravata rifacendosi alla potenza dell'America e all'infinita crescita del suo budget militare.

La logica di Washington e' possibile comprenderla: la potenza militare continua a rappresentare l'asso nella manica degli Stati Uniti. Gia' oggigiorno pero' i principali rifornitori di alta tecnologia militare stanno diventando altri paesi e non e' colpa dell'attuale amministrazione americana se ad esempio l'Unione Europea, per volume complessivo, in quest'ottica ha gia' superato gli Stati Uniti. Ma i nostri partner di Washington si innervosiscono particolarmente nel vedere come cresce la potenza della Russia e come prende sempre piu' corpo l'influenza russa sui processi mondiali.

Nel frattempo hanno fatto la loro comparsa nuovi centri di forza, la Cina, il Brasile, l'India ed i calcoli di un mondo unipolare basato sulla forza non si sono giustificati. Sotto forma di lotta al terrorismo si espande inoltre la sfera d'azione della NATO, con relativa militarizzazione sia della propria politica che delle proprie azioni. Inoltre si parla in modo aperto di sostituire il Consiglio di sicurezza dell'ONU con la NATO, forza che in questo caso andrebbe a comandare nel mondo.

- Il presidente Putin ha inoltre ricordato che gli alti comandi della NATO avevano promesso a loro tempo all'Unione Sovietica di non allargare il proprio blocco ad est.

- Si', tali dichiarazioni erano state fatte sia dall'allora Segretario di stato americano Backer che dal cancelliere tedesco Kohl. Ma anche altri avevano giurato che la NATO non sarebbe mai andata oltre ai confini della Germania.

- Se le cose stanno cosi', perche' allora Lei non li costrinse all'epoca a firmare tali promesse in nero su bianco?

- All'epoca gli uomini politici occidentali firmarono tutto cio' che era indispensabile nell'ambito della riunificazione delle due Germanie e a questo proposito devo dire che da parte tedesca sono state scrupolosamente rispettate tutte le condizioni del trattato che prevedeva la non dislocazione sul territorio tedesco di armamenti sia nucleari che chimici.

E per cio' che riguarda il processo di non allargamento della NATO ad est, Lei pensa che fosse stato lecito proporre tale accordo col Patto di Varsavia ancora in vita? Andiamo, e' una cosa assurda!

Parallelamente sia all'interno del Patto di Varsavia che della NATO erano in atto processi che includevano tra le altre cose anche la revisione delle rispettive dottrine militari, oltre che alla diminuzione del proprio ruolo bellico. Era stato firmato un accordo che pevedeva la riduzione delle nostre e loro forze armate e finalemente approvata la Carta di Parigi nel corso di un summit alla presenza dei piu' alti rappresentanti europei, americani e canadesi. Cosa poi sia successivamente accaduto lo sappiamo tutti e da parte nostra abbiamo imparato la lezione.

- Signor Gorbaciov, personalmente la spaventa la prospettiva di una nuova "guerra fredda", di una nuova corsa agli armamenti?

- A noi russi serve una difesa all'altezza e in questo contesto sono pienamente d'accordo con quanto detto a proposito dal nostro presidente. Ma cio' che non dobbiamo assolutamente permettere consiste nel farci trascinare in una nuova corsa agli armamenti. Non dobbiamo assolutamente cedere di fronte alle provocazioni delle "aquile"! Ma va fatto tutto l'indispensabile al fine di escludere qualsiasi casualita'.

Ed e' proprio in questi termini che ho compreso l'intervento di Putin a Monaco, e non solo a Monaco. La quintessenza delle sue dichiarazioni sta nel non consentire al mondo di sprofondare sempre piu' in tensioni varie, garantire una cooperazione affidabile fondata sulla comprensione reciproca degli interessi oltre ad un senso di responsabilita' collettivo per le sorti del mondo.

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