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Russia

La Russia vale 140 trilioni di dollari

21.11.2006
 
La Russia vale 140 trilioni di dollari

Le risorse naturali della Russia sono state valutate complessivamente in 140 trilioni di dollari, cifra superiore di ben 10 volte al volume del prodotto interno lordo globale. Questi dati sono stati presentati alla Duma venerdi' scorso nel corso di una seduta dedicata al perfezionamento della legislazione relativa allo sfruttamento delle risorse naturali.

A risultato della discussione concernente i problemi di cui sopra, i partecipanti alla seduta hanno raccomandato al governo di elaborare un programma centenario di esplorazione, estrazione e sfruttamento delle materie prime allo scopo di ottimizzare l'assimilazione delle risorse strategiche che ne derivano.

Per volume di riserve petroenergetiche la Russia e' attualmente al primo posto nella graduatoria mondiale, potendo disporre del 23% delle riserve mondiali di petrolio, del 33% di quelle relative al gas naturale e del 50% di quelle riguardanti carbone, rame, alluminio, nickel, titano, metalli preziosi e diamanti. Alla Russia appartiene altresi' il primato mondiale per riserve di legname (23%) nonche' di materie prime chimiche.

Negli ultimi tempi la Russia si attiene ad un estensivo programma di sviluppo, avendo aumentato la propria influenza grazie alla politica di esportazione delle proprie ricchezze naturali e negli ultimi 15 anni il complesso petroenergetico e' diventato il settore leader dell'economia russa, in grado di garantire la maggior parte degli introiti del bilancio nazionale.

Ma i giacimenti operanti vengono gradatamente a trovarsi al limite della produttivita' e l'elaborazione di giacimenti nuovi richiede molto tempo. In relazione a tutto cio', in Russia da tempo l'estrazione di risorse di carattere a tempo non indefinito addirittura ne precede l'esplorazione e a questo proposito va detto che negli ultimi 15 anni non e' stato scoperto nemmeno un nuovo giacimento, considerando inoltre il fatto che i tempi di sfruttamento di quelli vecchi aumentano sempre piu'.

A questo proposito e' sufficente fare l'esempio relativo al petrolio, il cui volume complessivo di estrazione nel 2005 e' stato pari a 460 milioni di tonnellate, volume che, secondo il piano strategico nazionale, avrebbe dovuto essere raggiunto nel periodo che va dal 2010 al 2013. Tali volumi di estrazione stanno lentamente ma stabilmente prosciugando le riserve petrolifere, considerando inoltre il fatto che quasi il 90% del petrolio estratto viene esportato, e solamente il restante poco piu' del 10% complessivo viene utilizzato per il fabbisogno nazionale.

Dei sette giacimenti di gas che formano la base principale di estrazione, ben cinque sono gia' in gran parte esauriti. Per cio' che concerne il 2005, il volume complessivo di gas estratto e' stato pari a 640 miliardi di metri cubi.

Sulla base di queste considerazioni, si puo' affermare che attualmente la base di materie prime e minerali in Russia e' entrata in una fase di crisi progressiva e, da un punto di vista statale e sociale, viene utilizzata in maniera decisamente poco efficace.

Secondo valutazioni fornite da esperti del settore, la maggior parte di tipi di materie prime in Russia verra' minacciata dal deficit se nell'immediato futuro non verranno prese radicali misure nell'ambito dello sfruttamento del sottosuolo.

Fonte: www.vz.ru

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