Pravda.ru

Russia

Ultimatum nucleare della Russia all'Iran

21.03.2007
 
Pagine: 12
La centrale nucleare di Bushehr, pomo della discordia tra Russia

Fonti europee, americane ed iraniane hanno diffuso la notizia secondo la quale la Russia minaccia di interrompere le forniture all'Iran di combustibile nucleare per l'ultimazione dei lavori alla centrale elettrica di Bushehr se la Repubblica islamica da parte sua non sospendera' il processo di arricchimento dell'uranio come piu' volte richiesto da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Secondo quanto reso noto da fonti governative statunitensi anonime, l'ultimatum da parte del governo russo, e' stato imposto la scorsa settimana a Mosca dal segretario del Consiglio di sicurezza Igor Ivanov al vicecapo negoziatore iraniano Ali Hosseini Tash. Sempre le stesse fonti hanno poi dichiarato che il presidente americano Bush da molti anni mette invano sotto pressione il presidente russo Putin, nel tentativo di far interrompere gli aiuti russi all'Iran per cio' che riguarda la costruzione della centrale di Bushehr, fattore che oltre a rappresentare il primo serio tentativo da parte di Teheran di produrre energia nucleare, risulta essere assai vantaggioso da un punto di vista economico per la Russia.

Tuttavia negli ultimi tempi tra Mosca e Teheran sono emerse serie controversie a proposito dei presunti mancati pagamenti di parte iraniana, e l'ultimatum imposto dalla Russia potrebbe stare ad indicarne un lampante mutamento di umori, oltre che a riflettere la sempre piu' crescente insoddisfazione di Mosca a proposito del rifiuto di Teheran di sospendere l'attivita' di arricchimento dell'uranio nella centrale di Natanz.

"Non siamo sicuri del fatto che qui ci siano in gioco interessi di carattere politico e commerciale - ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione Bush a Washington. - Ma a questo punto e' evidente che tra la Russia e l'Iran e' attualmente in corso una battaglia di nervi, cosa che rappresenta un fatto positivo".

"La consideriamo una decisione particolarmente significativa da parte dei russi dal momento che dimostra che le nostre divergenze con la Russia sui pericoli di un programma nucleare iraniano sono esclusivamente di carattere tattico. Fondamentalmente i russi non voglio un Iran dotato di nucleare", ha dichiarato l'anonima fonte governativa americana.

"In una fase di tensione crescente tra Washington e Mosca, - ha poi proseguito nella sua disamina l'anonima fonte governativa americana - questo atteggiamento del Cremlino e' particolarmente gradito dalla Casa Bianca perche' significa che vi sono ancora terreni di intesa e possibilita' di cooperazione fra le due superpotenze. La Russia si oppone ostinatamente all'allargamento delle sanzioni nei confronti dell'Iran imposte dal Consiglio di sicurezza dell'ONU che verranno decise la prossima settimana"

Ma i funzionari americani cercano altresi' di creare stimoli commerciali per far si' che la Russia metta pressione sull'Iran e in questo contesto una delle proposte che l'amministrazione Bush sostiene dalla fine del 2005 e' rappresentata dall'arricchiamento dell'uranio iraniano sul territorio russo. In questo caso la Russia potrebbe contare, oltre ad un giro d'affari valutato in decine o addirittura centinaia di milioni di dollari, sulla garanzia che l'Iran riceva solamente uranio arricchito per l'utilizzo in reattori nucleari e non per la costruzione di armamenti.

Da parte sua, il governo di Teheran smentisce queste proposte dichiarando allo stesso tempo di avere diritto all'arricchimento dell'uranio effettuato sul proprio territorio.

L'agenzia per l'energia nucleare russa, nota come "Rosatom", da tempo sogna di diventare una figura di primo piano sul mercato globale di energia nucleare e nel momento in cui prendono sempre piu' forma le misure che il Consiglio per la sicurezza russo e' intenzionato ad applicare nei confronti dell'Iran, isolando sempre di piu' la Repubblica islamica, la questione relativa al progetto della centrale nucleare di Bushehr e' in grado di scalfire la reputazione della "Rosatom".

Tra il proprio e vero fiume di dichiarazioni pubbliche dello scorso mese, i funzionari russi hanno ammesso che la Russia ha bloccato le forniture di carburante nucleare destinate alla centrale nucleare di Bushehr, asserendo che tale misura si e' resa necessaria a causa dei mancati pagamenti da parte iraniana e non a causa dei timori relativi alla diffusione nucleare.

Ma, come reso noto all'epoca da fonti diplomatiche europee, a febbraio il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov aveva provveduto ad informare i funzionari europei sul fatto che la Russia aveva preso la decisione politica di bloccare le forniture di combustibile, aggiungendo inoltre che pubblicamente la Russia avrebbe argomentato tale decisione esclusivamente con ragioni di carattere finanziario.

Nel corso di questa settimana, i membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU voteranno il nuovo pacchetto di sanzioni da adottare nei confronti dell'Iran a causa del rifiuto da parte di Teheran di sospendere l'attivita' di arricchimento dell'uranio per poi tornare ai negoziati sul suo programma nucleare. La risoluzione e' indirizzata nei confronti dell'export di armamenti di fabbricazione iraniana, oltre che ad una delle principali banche iraniane e alle truppe scelte della Guardia Rivoluzionaria.

Il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale russo
Nel frattempo il Dipartimento di stato americano ha concesso il visto d'ingresso al presidente iraniano Ahmadinejad e al suo entourage, composto da 38 tra funzionari e guardie del corpo, affinche' egli possa prendere parte alla riunione del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Pagine: 12
| Ancora
6213