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Russia

La verita' di Gorbaciov

20.08.2006
 
La verita' di Gorbaciov

- Mihail Sergheevic, in che modo festeggera' il quindicesimo anniversario della vittoria contro i golpisti che ha significato una nuova era nella storia russa?

- Non festeggero' in nessun modo e non consiglio a nessuno di farlo, perche' si tratta di uno degli avvenimenti piu' tragici della nostra storia.

- Tempo fa Lei sosteneva che non avrebbe stretto la mano a Yeltsin. E adesso?

- Senza Gorbaciov chi sarebbe Yeltsin? Chi lo sa, magari ancor'oggi sarebbe il governatore della regione di Sverdlovsk. Anche lui ha la sua parte di responsabilita' negli avvenimenti di 15 anni fa, innanzitutto per avere fatto il doppio gioco e poi per non aver fatto nulla per porre un freno agli eventi che sono poi finiti nel tentativo di colpo di stato.

- Si e' parlato molto del fatto che Lei tutto sommato fosse d'accordo con i golpisti e che Lei non per caso si sia trovato a Foros in un momento cosi' importante della nostra storia?!

- Riconosco di aver forse peccato di presunzione in quei giorni dal momento che ritenevo che solo degli idioti avrebbero potuto tentare un'avventura simile. Il Paese stava allora uscendo da una crisi pesantissima e io non avevo benche' il minimo dubbio a proposito. Era stato elborato un programma anticrisi cosi' come era gia' pronto l'accordo confederenziale che, nel caso in cui fossimo riusciti a sottoscriverlo il 20 agosto, avrebbe neutralizzato ogni possibilita' di colpo di stato. Chi lo sa, se non fossi andato a Foros in vacanza, forse non sarebbe successo niente. Da parte mia ho fatto tutto il possibile ed ero pronto a tutto, tranne la violenza, pur di salvare l'Urss.

- Secondo Lei chi ha le responsabilita' maggiori - i democratici, Yeltsin o i comunisti?

- Il problema e' che i golpisti avevano perfettamente capito che, nel caso in cui avessimo sottoscritto l'accordo confederenziale, per loro sarebbe giunta la fine, dal momento che sarebbe sorto un nuovo stato con gente nuova al potere. Per cui non consiglio a nessuno di credere alle loro storielle secondo le quali volevano salvare l'Urss. L'unica cosa che volevano salvare erano i loro cadreghini.

- Lei ritiene che i golpisti siano stati condannati a dovere per cio' che hanno fatto 15 anni fa?

- No! Attualmente tutti loro occupano posti importanti e vengono invitati ad importanti conferenze nel corso delle quali vengono anche premiati. In questo modo noi stessi spingiamo altre nazioni a risolvere i propri problemi non in maniera democratica, bensi' con l'ausilio della forza. I colpi di stato basati sulla violenza non portano mai a nulla di buono.

- Oggi Lei ritiene sia possibile un'altra unione almeno tra i tra stati slavi?

- Per cio' che riguarda un modello tipo l'Urss non se ne parla nemmeno. Oggi bisogna far fronte alle nuove realta'.

- In relazione al crollo dell'Urss, Lei non si sente colpevole di aver dato il via alla perestroika?

- Certo che anch'io ho le mie responsabilita', ma senza la peretroka sarebbe stato ancor peggio. Il Paese stava morendo senza liberta', eravamo catastroficamente arretrati nel campo tecnico-scientifico rispetto ai paesi piu' evoluti. E tutto questo a causa di un solo partito, nessuno poteva intraprendere una qualche iniziativa. Il controllo totale ha portato ad una profondissima crisi di carattere politico e spirituale e noi ci siamo ritrovati in tutta un'altra epoca rispetto ai paesi piu' sviluppati. Quando e' morto Cernienko, ho detto molto sinceramente a tutti i membri del Politburo che il Paese necessitava di profonde riforme e tutti dettero il proprio assenso.

- Cio' sta a significare che l'attuale situazione in cui si trova la Russia dipende principalmente dal crollo dell'Unione Sovietica?

- E la terapia intensiva susseguente. I paesi sviluppati ne hanno aprofittato per derubarci e poi, tutta questa privatizzazione...

- Molti sono sorpresi dal fatto che Lei, profondo democratico, risulti essere ammiratore di tutte le azioni dell'attuale presidente Putin...

- Senza azioni di carattere autoritario in un paese come la Russia, e' impossibile ottenere una qual certa stabilita', e senza stabilita' e' impossibile costruire la democrazia. L'Inghilterra ci ha messo 400 anni e voi volete che qui da noi si risolva tutto in 15 anni? E' impossibile! Faccio i miei migliori auguri a Putin che e' stato in grado di tirar fuori il Paese dal caos. Il suo asso nella manica e' il sostegno della popolazione e, attenzione, il rating di Putin e' assolutamente realistico e non comprato.

- Quali sono gli aspetti della Russia attuale non di Suo gradimento?

- Fa male vedere che l'istruzione e la sanita' sono a pagamento. Questo non e' giusto. Tutto questo rappresentava la quintessenza del nostro sistema.

- Perche' Lei e' assai piu' apprezzato all'estero che non in patria?

- Effettivamente e' proprio cosi'. Nei giornali stranieri scrivono: "Quando in Russia molti sono risultati "infangati", Gorby e' rimasto pulito". E in Russia nel '96 nel corso delle elezioni presidenziali per me ha votato in tutto l'1%...

- Lei ritiene che i tragici avvenimenti del 1991 abbiano lasciato il segno sulla salute di Sua moglie?

- Certamente, lei in quel periodo soffriva molto. Quand'era ancora viva molti non la vedevano di buon occhio ma quando si e' ammalata seriamente ha iniziato a ricevere centinaia di lettere e telegrammi nei quali le chiedevano scusa. Mi diceva che quando sarebbe tornata dalla Germania avrebbe risposto a tutti... Conservero' queste lettere tutta la vita.

Fonte: Mosvovskij Komsomolets

P.S. Per i lettori della versione italiana di "Pravda.ru" che ne fossero interessati, consigliamo di visitare il sito della Fondazione Gorbaciov, munita di versione in inglese, all'indirizzo: www.gorby.ru

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