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Russia

Gli orrori del nonnismo nell'esercito russo

19.07.2006
 
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E cosi' al signor Habirov e' toccato trasformare il proprio appartamento in un ospedale, arrangiandosi alla bell'e meglio, utilizzando ad esempio al posto del flebo una bottiglietta con una cannuccia ed aspirando gli spurghi fuoriuscenti dalla laringe del figlio grazie all'aspirapolvere, affinche' Rakid non corra il rischio di soffocarsi. Nella minuscola cucina del suo appartamento, il padre prepara passati di verdura e diverse minestre nutritive e non solo: "Gli diamo anche succhi di frutta e diversi tipi di vitamine. A mio figlio gli do' da mangiare ogni tre ore. Anche di notte".

E di giorno, dopo aver lasciato il figlio sotto la custodia della nonna come durante la prima infanzia, il signor Habirov va a rodersi il fegato in giro tra varie istituzioni, dal momento che in nessun modo non riesce ad ottenere ne' i 7000 rubli (205 euro!) promessi dall'ufficio reclutamento, tantomeno la pensione d'invalidita'. In piu' in caserma e' stato smarrito il passaporto di Rakid e per ottenere un duplicato ci vuole almeno un mese. "Mi sono recato di persona all'ufficio reclutamento per chiedere al direttore se avesse potuto fare qualcosa per aiutarmi, ma il piantone di turno non mi ha fatto nemmeno entrare. Cercatelo dove l'avete perso - mi ha detto - noi non rispondiamo di cio' che avviene in caserma".

In compenso, dalla procura militare della guarnigione di Tozk, dove il signor Habirov aveva inviato una lettera di lamentela a proposito del comportamento dei comandanti della caserma dove Rakid era in servizio, la risposta e' arrivata piuttosto in fretta. "Nell'arco del periodo di servizio effettuato la Habirov Rakid, non sono stati registrati fatti di natura traumatica tali da indurlo a suicidarsi". Per cui al padre di Rakid non resta che una sola speranza: il ministro della Difesa Serghej Ivanov in persona, nella speranza che almeno lui si riveli in grado di fare luce sull'accaduto e punire i colpevoli. Alcuni giorni fa il signor Habirov si e' rivolto ad alcuni mass-media locali, grazie all'aiuto dei quali il figlio e' stato ricoverato all'ospedale cittadino dei veterani di guerra. Secondo le conclusioni rilasciate dai medici militari della caserma in cui Rakid prestava servizio, il ragazzo soffre di encefalopatia causata da asfissia meccanica. "In seguito al tentativo di suicidio - ha spiegato al padre il primario dell'ospedale - sono rimaste lese quelle particelle del cervello dalle quali dipende la funzionalita' di quasi tutto il sistema dell'organismo, oltre al sistema nervoso centrale. Ma l'organismo del ragazzo e' giovane e le possibilita' di compensazione buone anche se non illimitate. Adesso tenteremo di evitare complicazioni grazie ad un corso profilattico, anche se le possibilita' di restituirgli la salute sono pressoche' minime". Dopodiche' nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale si e' tenuta una riunione speciale di tutti gli specialisti, durante la quale si e' discusso in che modo sia possibile dare una mano al povero Rakid che attualmente si trova in stato di rianimazione.

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