Anna Politkovskaja ripudio' la Russia gia' nel 1990
Sono passati esattamente 41 giorni dall'assassinio della giornalista Anna Politkovskaja e i suoi assassini sono ancora in liberta'. Ma per quanto increscioso possa sembrare di primo acchitto, va detto che il ritratto postumo della giornalista uccisa disegnato a tinte dorate pare sia assai lontano dalla verita' dei fatti, cosa confermata dalla misteriose circostanze che hanno permesso alla giornalista uccisa di ottenere a suo tempo la cittadinanza americana.
Come e' comunemente noto, secondo la legislazione americana attualmente in vigore, qualsiasi bambino venuto alla luce sul territorio degli Stati Uniti, anche se in una famiglia di immigrati illegali, ottiene automaticamente la cittadinanza americana. Ma Anna Mazela (vero cognome di nascita della Politkovskaja) nacque in una famiglia di diplomatici sovietici che all'epoca lavorava a New York, e tali diritti non sono previsti nei confronti di questa categoria di bambini nati sul territorio americano.
Per questo motivo, il fatto di essere venuta al mondo sul territorio degli Stati Uniti non dava alla Politkovskaja nessun diritto di ottenere la cittadinanza americana, cosa che pero' in qualche modo ottenne ugualmente nel 1990, quando non era altro che una sconosciuta giornalista di una rivista settoriale a bassa tiratura chiamata "Trasporto aereo".
In che modo e in quali corcostanze sia riuscita ad ottenere la cittadinanza, quali servizi possa aver reso al governo degli Stati Uniti e quali obblighi abbia preso nei confronti della propria persona, tutto questo resta ancora un mistero, sebbene, pero', alcuni di essi possono essere stabiliti basandosi su informazioni ottenute da fonti prettamente americane.
Prendiamo ad esempio il giuramento di fedelta' nei confronti degli Stati Uniti che ogni persona che acquista la cittadinanza americana e' tenuto a prestare. Ecco lo storico testo scritto ancor dai Padri fondatori degli Stati Uniti d'America, l'originale del quale viene tuttora conservato nella biblioteca del Congresso: "Giuro solennemente, di mia spontanea volonta' e senza alcuna esitazione di rifiutare la fedelta' nei confronti di qualsiasi altro stato. Da questo giorno la mia dedizione e la mia fedelta' sono indirizzate nei confronti degli Stati Uniti d'America. Mi impegno a sostenere, rispettare ed essere fedele agli Stati Uniti e alla loro Costituzione e legislazione. Mi impegno altresi' a forma di legge a difendere la Costituzione e la legislazione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, interni ed esterni, sia in servizio civile che militare. Lo giuro solennemente nel nome di Dio".
In questo modo, il giuramento di fedelta' nei confronti degli Stati Uniti comporta il rifiuto di fedelta' nei confronti di un secondo Paese, nel caso specifico della Politkovskaja, nei confronti della Russia, tanto piu' che negli Stati Uniti la cerimonia di giuramento per ottenere la cittadinanza avviene effettivamente in maniera assai solenne e viene considerata un momento serissimo nella vita di tutti coloro che prendono tale decisione.
Ma a proposito del modo in cui Anna Politkovskaja abbia ripudiato sia la Russia che la cittadinanza russa, la storia al momento tace. Tuttavia e' lecito pensare che l'abbia fatto in maniera pienamente convincente, altrimenti la cittadinanza americana non l'avrebbe ottenuta. E a questo proposito e' indispensabile sottolineare il fatto che la legislazione americana non si limita solo a non prevedere la doppia cittadinanza ma addirittura la proibisce.
Che poi tali leggi non vengano praticamente applicate e che il secondo passaporto venga considerato semplicemente un ammasso di foglietti inutili e' un altro discorso. In ogni caso sara' meglio comportarsi in maniera assai accorta dal momento che si deve essere fedeli all'America e solamente all'America.
Nel caso in cui le autorita' americane sospettino o di infedelta' o del fatto che un qualsiasi neocittadino abbia mentito nel momento in cui prestava fedelta' alla sua nuova patria, questo puo' costare al neocittadino in questione la privazione della cittadinanza americana. Per cui i "nuovi americani" faranno bene a comportarsi in maniera assai accorta, dimostrando dedizione e fedelta' nei confronti del tipo di vita, della Costituzione e della bandiera a stella e strisce americane.
Sulla base di quanto detto finora, l'intensa attivita' di Anna Politkovskaja sul territorio della Federazione Russa assume una sfumatura un attimo inattesa. Si tratta quindi di una cittadina americana che a suo tempo ha rinnegato di sua spontanea volonta' la cittadinanza russa e che lavorava in Russia grazie al sostentamento di stati stranieri in una regione infiammata dal separatismo. E non e' da escludere il fatto che lo facesse negli interessi degli Stati Uniti, trovandosi, come recita il giuramento di fedelta', in "servizio civile".
Di conseguenza sorgono spontanee alcune domande per niente prive di logica da porre rispettivamente al ministero degli Esteri, al ministero della Difesa nonche' ai Servizi di sicurezza della Federazione Russa: in che modo questa giornalista straniera si spostava liberamente lungo il territorio della Federazione Russa sino alla zona teatro dei combattimenti incontrandosi per giunta con i rappresentanti delle forze separatiste? Ed in che modo viene regolata per legge la



