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Russia

"Per la prima volta in vita mia mi vergogno di essere americano"

16.02.2007
 
"Per la prima volta in vita mia mi vergogno di essere americano"

"La strategia del Cremlino ricorda la politica di Stalin ed il quoziente intellettivo di Putin e' insufficente a comprenderlo". Questo e' il contenuto di una delle tante lettere indirizzate alla redazione di "Pravda.ru" da parte di lettori d'oltreoceano a seguito delle recenti e pesanti accuse verbali di Monaco da parte del presidente russo Vladimir Putin all'indirizzo degli Stati Uniti.

E si ha l'impressione che agli autori di tali affermazioni, piu' che altro dispiaccia il fatto che Washington non abbia replicato per le rime alle feroci critiche provenienti dal Cremlino, sensazione che viene confermata leggendo quanto scritto da altri lettori americani del nostro portale. "Tra due anni ci sbarazzeremo di questo tiranno", sostengono, e a questo proposito va detto che per meritarsi tali complimenti da parte dei propri connazionali bisogna proprio mettercela tutta...

Nell'ovvia impossibilita' di pubblicare tutte le lettere giunte in redazione dagli Stati Uniti, ne abbiamo scelte due che, seppur contraddittorie fra loro, rispecchiano in pieno l'attuale tendenza dell'opinione pubblica americana nei confronti di Mosca.

Scrive Mark Bernadiner: "L'attuale linea politica intrapresa dalla Russia rappresenta l'esatta copia di quella profascista di Stalin negli anni '30. Solo che adesso non si tratta di fascismo tedesco ma di fascismo islamico. E in quest'ottica la Russia collabora attivamente con organizzazioni terroristiche del calibro di "HAMAS" ed "Hezbollah". E' evidente che sia Putin che il governo russo conoscano poco la storia e che il loro quoziente intellettivo sia insufficente per comprendere cosa, in fin di conti, succedera' alla Russia".

Ma non tutte le lettere giunte in redazione ricalcano questi toni. Ce ne sono, e molte, di carattere completamente opposto. Andiamo a leggere ad esempio cosa scrive John Marshall:

"Per la prima volta in vita mia mi vergogno di essere americano. Lavoro in un laboratorio che si occupa di armamenti chimici. Per tutta la vita ho pensato di lavorare per il bene della societa' ma adesso capisco perfettamente quale sia la mia effettiva funzione. E inorridisco al pensiero del danno che possa arrecare cio' di cui mi sto occupando. E' un qualcosa che mi fa sprofondare nella depressione, attenuata solamente dal pensiero di essere in fondo solamente un pesciolino piccolo in un enorme oceano ribollente".

"Sono molto grato a Vladimir Putin sia per le sue sincere dichiarazioni in merito agli errori commessi dal governo del mio Paese che per le sue critiche nei confronti dell'orribile comportamento del nostro presidente. Putin ha ragione al 100% quando sostiene che Bush non solo abusa dell'esercito americano ma se ne frega dei suoi rapporti con gli amici ed i partner a lui piu' vicini. Passeranno ancora due anni e noi, finalmente, ci sbarazzeremo del potere di questo orribile tiranno...".

Il linguaggio dei politici si differenzia in maniera sostanziale da cio' che afferma la gente semplice e da parte sua Putin ha infranto la tradizione che prevede di sorridere anche quando non se ne ha per niente voglia, fattore che se da un lato ha scatenato le ire dell'elite occidentale, dall'altro ha suscitato la comprensione e persino il sostegno delle persone semplici, americani inclusi.

Cio' sta a significare che non solo in Europa o in Asia e' lecito attendersi qualsiasi diabolica combinazione da parte degli Stati Uniti, ma nella stessa America sono i cittadini semplici a mettersi le mani nei capelli a causa delle azioni intraprese dall'amministrazione Bush. Nessuno si sente fuori pericolo, oltre a coloro ai quali la posizione russa provoca una sensazione di ribrezzo e per i quali le dichiarazioni di Putin non rappresentano altro che un pretesto per sparare a zero sulla Russia.

Queste persone sostengono che la Russia e' orientata al fascismo accusando i russi di non conoscere la propria storia, come se Stalin avesse preso parte alla congiura di Monaco e se l'Occidente stesso non avesse spinto Hilter alla guerra contro il Paese dei Soviet. E oggi Israele, al solo udire della parola "Hezbollah" bombarda il Libano.

Chiaro che agli autori di tali commenti possa dispiacere, ma non ci sono argomenti validi a favore degli Stati Uniti. Loro sognano che il mondo creda alla storiella del "fascismo islamico" per poi mandare i soldati russi a morire al posto degli americani in nome degli ideali della democrazia. E magari anche guadagnarci sopra, altrimenti tocchera' tenere in considerazioni gli interessi di altri popoli ed adempire alle decisioni dell'ONU.

Magari saranno in molti ad esserne disabituati, ma il buon senso deve sempre trionfare. E pare che gli americani questo lo riconoscano, se scrivono alla nostra redazione frasi del tipo "Passeranno ancora due anni e noi, finalmente, ci sbarazzeremo del potere di questo orribile tiranno...".

Al giorno d'oggi sono veramente in pochi i leader mondiali che vengono caratterizzati in questo modo dai propri connazionali. E per meritarselo bisogna arrecarne di danni al proprio Paese! Ma Bush da parte sua ce l'ha messa tutta...

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