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La maggioranza dei cittadini russi non riesce ancora a capire come mai l'URSS abbia cessato di esistere, sostengono i sondaggi

15.02.2006
 
La maggioranza dei cittadini russi non riesce ancora a capire come mai l'URSS abbia cessato di esistere, sostengono i sondaggi

La Russia commemora il quattordicesimo anniversario del golpe dell'agosto 1991 che ha virtualmente cambiato il mondo

I cittadini russi non riescono ancora a capire come mai l'URSS abbia cessato di esistere. Oggi ricorre il quattordicesimo anniversario del golpe dell'agosto 1991 in Russia, un tentativo da parte di alti ufficiali guidati dal vice presdiente dell'URSS Ghennady Yanaev di scalzare il presidente Mihail Gorbaciov, un tentativo che ha portato al collasso dell'Unione Sovietica.

Il centro di ricerca di opinoni pubbliche di tutta la Russia (meglio conosciuto con le iniziali russe come VCIOM) ha indagato su cosa ne pensino i cittadini russi. Ne e' emerso che il numero di coloro i quali approvano l'azione di Boris Yeltsin, il leader della lotta contro i golpisti, e' di poco cresciuto. Tuttavia, si tratta di persone non in grado di ricordare le proprie opinioni politiche di 15 anni fa.

Il quindici percento degli interpellati ha affermato che nell'agosto 1991 era a favore del Comitato statale di emergenza (noto come GKChP), fondato dai golpisti allo scopo di salvaguardare l'unione in opposizione ai democratici. Il numero di coloro che simpatizzava per Boris Yeltsin e altre forze in opposizione al GKChP e' aumentato dal 21 al 27 percento nell'arco di tre anni. Il numero di coloro che all'epoca non ha espresso alcuna opinione a proposito corrisponde al 40 percento.

Nel 2001 il 14 percento era a favore del GKChP, mentre il 28 percento si era espresso contro. La percentuale di coloro che non capiva la situazione del 1991 era del 31 percento. Ma adesso le attitudini sono cambiate. Dieci anni dopo il tentato golpe il 14 percento dei cittadini russi si e' pronunciato a favore del GKChP, il 24 percento e' passato dalla parte di Yeltsin, mentre il 44 percento era ancora indeciso su chi avesse ragione nel 1991.

Vladimir Petukhov, capo del dipartimento analisi di processi socialpolitici, afferma che anche il grande numero di persone esitanti di allora era preoccupato per la situazione in corso: "Oggigiorno affermano che, sebbene la gran parte di loro non avesse preso parte diretta agli avvenimenti dell'epoca, tutti avevano le idee ben chiare su cosa stesse succedendo nel 1991. Le cifre provano che solo il 13 percento era dalla parte dei golpisti, mentre il 30 percento si era pronunciato contro. Tuttavia va detto che esiste una considerevole percentuale che ammette di non capire cosa stesse succedendo all'epoca non in grado persino di ricordare le proprie opinioni dell'epoca.

Oggigiorno gli elettori del partito Russia Unita e del partito Liberal-democratico della Russia, sostengono che nel 1991 le proprie simpatie erano dalla parte di Yeltsin - il 12 percento era a favore del

Comitato di stato, mentre il 29 percento ne era contro. Gli elettori del partito comunista, 15 anni fa erano piu' propensi a scegliere il ????????????????????? GKChP (41 percento). Gli elettori del partito Patria Russa erano divisi quasi in parti eguali, con una leggera preferenza a favore del GKChP (32 percento contro 28 percento).

Alcuni sociologi hanno chiesto ai cittadini russi di immaginare come si comporterebbero adesso se potessero tornare indietro a quegli eventi dell'agosto 1991. E' emerso che il 18 percento si schiererebbe dalla parte dei golpisti, mentre solo il 13 percento appoggerebbe Yeltsin. La maggior parte degli elettori del partito comunista sarebbe dalla parte del GKChP (47 percento contro 15). Anche gli elettori del partito Patria Russa sarebbero dalla parte del GKChP (32 percento contro 12). La percentuale di elettori del partito Russia Unita pro e contro il GKChP e' praticamente uguale (15 percento da entrambe le parti). Solo un anno fa si riscontravano piu' persone a favore di Yeltsin. Per cio' che riguarda gli elettori del partito Liberal-democratico, si presume che avrebbero dato la loro preferenza al GKChP, sebbene l'anno scorso la percentuale pro e contro era praticamente uguale.

Negli ultimi anni non si sono verificati cambiamenti radicali nei confronti del golpe dell'agosto 1991.

Quasi la meta' degli interpellati (il 47 percento) considerano gli eventi di allora solo un episodio di lotta per il potere tra diversi gruppi di autorita' di stato. Questa percentuale sta gradatamente modificandosi: nel 1994 si trattava del 53 percento. E' altresi' in crescita la percentuale di quelli che attualmente non hanno le idee chiare a proposito. La percentuale di quelli che considerano il golpe una tragedia dalle conseguenze disastrose e' tutt'ora superiore al quantitativo di persone che considera l'accaduto come una vittoria della democrazia che ha sancito la fine del partito comunista. I primi rappresentano il 32 percento (contro il 27 percento del 1994). La percentuale dei secondi non e' quasi cambiata (7 percento nel 1994 e 11 percento tutt'ora).

Nella foto del 1991: Mihail Gorbaciov e famiglia

al rientro dal Mar Nero nell'agosto 1991 dopo il

fallimento del colpo di stato.

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