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Russia

Dmitrji Rogozin legalizza il fascismo in Russia

15.02.2006
 
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Dmitrji Rogozin legalizza il fascismo in Russia

Le persone dai tratti somatici non propriamente slavi, le forze dell'ordine, nonche' i semplici e normali cittadini russi possono tirare un sospiro di sollievo - non ci saranno piu' omicidi dettati dal razzismo.

Secondo una dichiarazione del portavoce del "Movimento anti immigrazione illegale" e del Partito popolare nazionale Sig. Kirillovich, i nazionalisti russi sono giunti alla conclusione che uccidere altre persone risulta essere un metodo inefficace e adesso, su consiglio degli esponenti del partito "Patria", hanno deciso di passare a metodi legali di lotta politica.

Questa dichiarazione decisamente sensazionale e' risonata al forum aperto della gioventu' della regione di Perm dove, tra i vari temi, si discuteva anche la questione "Alla gioventu' serve l'ideologia?" Nel momento in cui i presenti hanno iniziato a discutere il problema relativo all'ideologia fascista, sulla base della quale si fonda la linea di comportamento di molte strutture nazional-patriottiche russe, uno degli oratori ha fatto notare la presenza in sala di ragazzi, la cui apparenza non lasciava alcun dubbio in merito alla loro appartenenza ad una di queste formazioni.

Scarponi da soldato, jeans neri, camicie bianche e sottili cravatte nere rappresentano la classica uniforme dei membri del Partito popolare nazionale, guidato da Aleksandr Ivanov-Suharievskji, all'appartenenza del quale non ha perso tempo a comunicare il Sig. Kirillovich.

Il Partito popolare nazionale (PPN) e' un'organizzazione neofascista con sede a Mosca.

Fondata nella primavera del 1994, in origine veniva denominata Movimento dei nazionalisti popolari.

Il leader era Aleksandr Ivanov-Suharievskji. Verso la fine del 1998, A.Ivanov e' stato processato sulla base dell'articolo 282 del Codice penale della Federazione Russa (provocazione di ostilita' di carattere internazionale), nel febbraio 1998 in relazione al cambiamento di misura di giudizio, il capo del PPN fu arrestato direttamente nell'aula del tribunale. Il 3 ottobre 2003 il leader del PPN e' rimasto seriamente contuso in occasione dello scoppio di una bomba da egli stesso preparata, tuttavia, nonostante le lesioni riportate, e' sopravvissuto.

L'ideologia del PPN e' rappresentata dal "Russismo", concepita dallo stesso A.Ivanov-Suharievskji.

"Il ventesimo secolo e' stato caratterizzato da due eroi ariani. Il primo e' lo Zar Nicola, eroe del sacrificio, mentre il secondo e' Adolf Hitler, eroe d'azione....Adolf Hitler ha portato la Croce Uncinata nella Russia soggiogata dagli ebrei..." recita il programma del partito. Il PPN si batte per la proclamazione dell'Ortodossia in qualita' di religione di stato, la privazione della cittadinanza russa

"alle persone di cittadinanza non russa o di fede non ortodossa", l'espulsione di tutti gli stranieri "entrati in Russia dopo l'8 dicembre 1991", la distruzione di tutte le dighe sul Volga.

La propria orientazione politica viene definita dagli stessi esponenti del PPN come "nazional-ecologica-ortodossa". Allo stesso tempo, all'interno del PPN si riscontrano forti correnti anticristiane e noelinguistiche, giustificate da A.Ivanov-Suharievskji col fatto che "la fede disunisce, il sangue unisce".

"Siamo giunti alla conclusione che uccidere rappresenta un metodo inefficace, per cui passiamo a forme di lotta politica legali. Abbiamo cercato di collaborare con il partito LDPR, intendiamo farlo col partito "Patria", - ha raccontato il giovane nazionalista dopo che gli e' stato proposto di esibirsi dalla tribuna, spiegando altresi' che la decisione di cambiare tattica e' stata presa all'incirca sei mesi fa.

Inoltre, esistono tutte le prerogative per supporre che la decisione di entrare in battaglia politica e' stata presa assai dopo.

In precedenza, il PPN collaborava gia' col partito "Patria". Nel 2003, nell'elenco del blocco elettorale del partito "Patria", furono inclusi nazionalisti autoritari come ad esempio A.K. Ivanov-Suharievskji, leader del PPN ed editore del giornale " Io sono russo", V.I. Davidenko, esponente del movimento "Spas", YU.A. Vasin, capo del movimento "Risorgimento Russo" (ex RNE). Tuttavia, dopo che tutti i documenti relativi ai candidati prescelti furono inviati al Comitato elettorale centrale, l'attuale leader del partito "Patria", spaventato dalle accuse secondo le quali il suo partito copre i nazionalisti, decise di ritirare i documenti dal Comitato elettorale centrale e far piazza pulita dei cognomi compromessi.

E' ora di cambiare i metori di lavoro, hanno detto i vecchi
Tuttavia, i nazionalisti hanno dimenticato in fretta l'offesa subita, appena il partito "Patria" ha dichiarato apertamente la propria posizione in merito alla popolazione russa indigena.

Nel corso della campagna elettorale del partito "Patria", alle elezioni dei deputati del Parlamento cittadino di Mosca, hanno preso attiva parte alcune strutture di stampo nazionalistico. In particolare, il "Movimento anti immigrazione illegale" capeggiato dall'imprenditore moscovita Aleksandr Belov.

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