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Russia

Gli sciacalli di guerra

14.06.2006
 
Pagine: 12
Gli sciacalli di guerra

A fine maggio l'occidente e' stato sconvolto dalla dichiarazione del 38enne cittadino tedesco Rene' Gottschling dalla Sassonia, il quale da anni cerca di far luce sul destino dei soldati tedeschi caduti in Russia negli anni della Seconda guerra mondiale. Gottschling ha dichiarato che il numero degli "archeologi neri" in Russia cresce di anno in anno e che essi non fanno altro che riesumare le tombe dei soldati della Wehrmacht per poi rivendere su Internet in tutto il mondo le "reliquie" trovatevi.

"I medaglioni valgono fino a 40 euro" - ha affermato Gottschild che da tempo segue tale commercio, - "mentre per le mostrine delle "SS" 100 euro e' il prezzo minimo". Secondo Gottschild sono particolarmente popolari gli elmetti d'acciaio, soprattutto quelli forati da una o piu' pallottole e gli stessi teschi, venduti normalmente sulle aste in Internet ad un paio di centinaia di euro. Gottschild ha inoltre dichiarato che un cittadino russo, che si nasconde dietro il pseudonimo Vlad2308, vendendo su Internet oggetti militari recuperati nelle tombe profanate di soldati tedeschi, si e' gia' messo in tasca circa 40mila euro. Ma il vero sogno di ogni "archeologo nero" e' quello di trovare un carro tedesco "Tigre", per il quale, alcuni potenziali acquirenti americani hanno gia' stabilito il prezzo di 2 milioni e mezzo di dollari.

"Negli Stati Uniti il numero di collezionisti disposti a pagare per questo tipo di reliquie cresce in maniera preoccupante. E quando le tombe dei soldati tedeschi saranno state definitivamente svuotate, allora svanira' la speranza di poterli identificare. Questa e' la seconda morte dei soldati tedeschi che vengono trasformati in merce da mercato da gente senza scrupoli", ha affermato Gottschild.

Gli "archeologi neri" operano principalmente nelle zone nelle quali, durante la Seconda guerra mondiale, ebbero luogo le battaglie piu' cruente che costarono la vita a centinaia di migliaia di soldati. D'inverno vanno in biblioteca per studiare i documenti relativi ai luoghi di sepoltura dei soldati tedeschi caduti in terra di Russia, e, all'inizio della primavera, per loro inizia la "stagione". Durante la guerra gli ufficiali tedeschi caduti venivano sepolti con il mitra, mentre i semplici soldati con la baionetta e gli "archeologi neri" sono disposti a tutto pur di impossessarsi di tali "trofei". Ad occidente la vendita di oggetti militari contraddistinti dalla svastica e' proibita per legge, per cui i collezionisti amanti di questo genere acquistano i loro "reperti" in Russia, Bielorussia ed Ucraina.

Nessuno sa con esattezza quanti siano in tutto questi sciacalli di guerra; secondo i dati forniti da esperti, solamente nella provincia di San Pietroburgo sarebbero gia' piu' di 200.

Gli sciacalli di guerra
Va considerato inoltre, che buona parte degli "archeologi neri" e' composta da gente che non vive nelle zone che una sessantina di anni fa furono teatro di cruente battaglie, ma che in queste zone arriva appositamente per poi rivendere sui mercati di Mosca e San Pietroburgo le "reliquie" trovate a decine e centinaia di euro.

Bisogna inoltre considerare un altro aspetto di questo business. Capita spesso che gli "archeologi neri", dopo aver trovato l'ennesimo "Hans" (cosi' vengono chiamati dagli sciacalli i resti dei soldati tedeschi), cerchino di entrare in contatto con i suoi familiari in Germania. Durante la guerra, ogni soldato tedesco era munito del proprio medaglione personale che ne riportava i dati personali, composto da due meta' e, in caso di morte del soldato, una delle due meta' veniva sepolta con lo stesso, mentre l'altra meta' veniva inviata ai parenti del soldato caduto che in questo modo potevano ottenerne la pensione. Per cui, per un "archeologo nero" trovare un medaglione intatto rappresenta un vero colpo di fortuna, dal momento che in questo caso il soldato in questione risulta essere disperso. Allora e' sufficente fare una richiesta ufficiale su Internet per entrare in contatto con i familiari del caduto, i quali non esiteranno a ricompensare generosamente lo sciacallo. Ad esempio, uno di loro residente nella provincia di San Pietroburgo ha di recente ricevuto in regalo una "Golf" nuova di zecca proveniente direttamente dalla Germania, gentilmente offerta da una famiglia tedesca che in questo modo e' potuta entrare in possesso a distanza di 60 anni dei resti del nonno caduto in Russia.

Tuttavia, va detto che in Russia non esistono solo "archeologi" di colore nero, bensi' anche quelli di color rosso. Si tratta, in genere, di studenti o volontari russi alla ricerca dei loro parenti caduti durante la guerra, ma tra i quali si celano molti "commercianti di tombe" senza scrupoli, privi del minimo senso di patriottismo, disposti ad arricchirsi sui resti dei loro connazionali caduti per liberare la patria dall'oppressione nazista.

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