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Russia

Berezovskij prepara il colpo di stato in Russia

14.04.2007
 
Berezovskij prepara il colpo di stato in Russia

In occasione di un'intervista rilasciata ieri al quotidiano inglese "Guardian", l'oligarca russo da sei anni in esilio in Inghilterra Boris Berezovskij, annuncia la propria intenzione di organizzare e mettere in atto un colpo di stato in Russia al fine di rovesciare con la forza il regime di Putin.

Secondo quanto dichiarato da Berezovskij, attualmente in Russia e' impossibile cambiare l'attuale regime in maniera democratica: "Dobbiamo usare la forza per cambiare il regime, dal momento che e' impossibile cambiarlo con gli strumenti della democrazia - ha detto l'oligarca in esilio. - Non ci puo' essere alcun cambiamento senza il ricorso alla forza".

Alla domanda poi postagli dal giornalista inglese su se Berezovskij stia effettivamente preparando una vera e propria rivoluzione, l'oligarca ha risposto: "assolutamente si'", precisando inoltre di essere attualmente in contatto con alcuni rappresentanti dell'elite politica russa vicina al Cremlino, dei quali pero' non ha fatto i nomi, che egli stesso sostiene finanziariamente, al fine di rovesciare l'attuale classe dirigente russa.

Senza entrare nel dettaglio per non mettere in pericolo i suoi contatti personali con Mosca, Berezovskij ha poi aggiunto di ritenersi oltre che il finanziatore anche l'ideologo nella preparazione al colpo di stato che e' intenzionato a compiere, affermando inoltre di aver messo a disposizione sia la propria esperienza che le proprie idee sul modo in cui esso debba essere condotto. "Non c'e' alcun cambiamento di regime attraverso elezioni democratiche. Se una parte dell'elite politica del paese non e' d'accordo con l'altra non c'e' altro modo di cambiare regime in Russia", ha affermato l'oligarca in esilio.

Berezovskij ha poi rivelato di aver passato gran parte degli ultimi sei anni trascorsi in esilio in Inghilterra nel tentativo di "distruggere l'immagine positiva di Putin in Occidente", dipingendolo come una pericolosa figura antidemocratica. Da parte sua il quotidiano "Guardian", dalle pagine del quale e' stato lanciato il provocatorio annuncio di Berezovskij, si e' astenuto dal commentare l'articolo, limitandosi a dichiarare che non e' la prima volta che l'oligarca in esilio interviene con annunci del genere tramite i quali esorta praticamente ad azioni rivoluzionarie in Russia.

Dello stesso avviso e' stato il vicepresidente del comitato per la sicurezza della Duma Mihail Grishankov, secondo il quale inoltre, non solo le autorita' russe ma anche e soprattutto quelle britanniche sono tenute a dare una valutazione obiettiva alle scandalose dichiarazioni dell'oligarca che, come sottolineato da Grishankov, sono chiaramente indirizzate a deteriorare i rapporti tra Mosca e Londra, oltre che ovviamente a gettare fango sull'immagine del Cremlino e del presidente Putin in particolare.

Secondo quanto dichiarato da Grishankov inoltre, sara' assai improbabile aspettarsi da Berezovskij azioni in linea con le sue dichiarazioni. Il rappresentante della Duma ha poi ricordato che l'invito a rovesciare l'ordine costituzionale con la forza in molti paesi rappresenta un crimine perseguibile penalmente, aggiungendo che in quest'ottica la Russia non rappresenta di certo un'eccezione.

Grishankov ha poi sottolineato il fatto che, nonostante personalmente ritenga improbabile la messa in atto di quanto dichiarato dall'oligarca in esilio, un grave pericolo rappresentano le risorse finanziarie di cui Berezovskij dispone. "I suoi soldi sono in grado di alimentare umori nazionalistici da parte della gioventu' e di altre fasce di cittadini russi e cio' va preso in seria considerazione. Sara' dunque indispensabile d'ora in avanti seguire con la massima attenzione tutti i finanziamenti a favore delle organizazioni coinvolte in atti estremistici".

Ricordiamo che gia' nel gennaio del 2006, Boris Berezovskij aveva dichiarato ai giornalisti di essere pronto "a rovesciare con la forza l'attuale regime in Russia". Al che la Procura Generale della Federazione Russa aveva replicato avviando una causa penale nei confronti dell'oligarca e trasmettendo in data 1 marzo al ministero degli Esteri britannico i documenti indispensabili relativi all'estradizione di Berezovskij.

E la cosa si e' ripetuta ieri a seguito delle clamorose dichiarazioni da parte dell'oligarca russo in esilio apparse sulle pagine del "Guardian". E' infatti giunta immediata la replica da parte della Procura Generale russa che ha avviato un'ennesima causa penale nei confronti di Berezovskij in merito a quanto da lui dichiarato sulle pagine del quotidiano britannico. La nuova causa penale si basa sull'articolo 278 del Codice penale della Federazione Russa (venuta al potere con la forza, cioe' azioni indirizzate alla presa del potere con la forza che infrangono la Costituzione), che prevede un periodo di reclusione che varia dai 12 ai 20 anni.

Inoltre la Procura Generale russa e' intenzionata a trasmettere una richiesta ufficiale alle autorita' britanniche nella quale viene chiesto di valutare le dichiarazioni di Berezovskij da un punto di vista giuridico oltre all'ennesima richiesta di privare Boris Berezovskij dello status di rifugiato politico. Inoltre, gia' nella giornata di lunedi' prossimo, la Procura Generale russa chiedera' nuovamente in via ufficiale alle autorita' britanniche che l'oligarca venga estradato in Russia.

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