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Russia

Il doppio fondo del Cremlino: le grandi scoperte degli archeologi

13.12.2006
 
Pagine: 123
Il doppio fondo del Cremlino: le grandi scoperte degli

Recentemente il movimento ortodosso "Narodnyj Sobor" ha richiesto ufficialmente che alla torre "Spasskaja" del Cremlino venga restituito il suo simbolo storico, un aquila a due teste, sostituita a suo tempo dai bolscevichi con una stella rossa. Ma in fondo cosa cambierebbe? Difficile pensare che quest'aquila possa richiamare a Mosca un flusso interminabile di turisti sia russi che stranieri.

Da parte loro archeologi, storici e studiosi della Mosca antica suggeriscono progetti assai piu' radicali di cambio di "look" di quello che viene da sempre considerato il monumento principale della storia e della cultura russa, cioe' il Cremlino. Secondo loro il Cremlino verra' letteralmente preso d'assalto da turisti provenienti da tutto il mondo se, finalmente, verra' loro mostrato cio' che non e' mai stato mostrato a nessuno in precedenza: il doppiofondo del Cremlino stesso, progettato e costruito da geniali architetti italiani verso la fine del XV secolo per ordine del grande principe di Mosca Ivan III.

Qualcuno di voi e' in grado di elencare i nomi di almeno cinque delle venti torri di cui e' munito il Cremlino? No? Non fa niente, dal momento che sono assai in pochi a sapere che, ad esempio, i sotterranei di una di queste torri, chiamata Beklemishevskaja, a loro tempo venivano utilizzati come luogo di torture, cosiccome quasi nessuno sa che all'interno della torre piu' alta, la Troizkaja, nel XIX secolo vi si trovavano gli archivi del ministero del palazzo imperiale russo.

Ma perche' sono cosi' in pochi a sapere queste cose, vi chiederete voi? Semplice, perche' il "brend" di Mosca e della Russia intera piu' famoso nel mondo, per i turisti e per gli stessi cittadini della capitale non rappresenta altro che un quadretto astratto da non vedere, non toccare e non sentire.

Ma c'e' qualcuno che si puo' vantare di essere salito su per queste possenti muraglie, lo spessore delle quali in alcuni punti raggiunge quasi i sette metri, o di aver camminato lungo i passaggi segreti del Cremlino al fine di esplorare di persona i segreti delle costruzioni delle muraglie e delle torri? Gli unici sono i fucilieri lettoni che fungevano da guardie del corpo ai capi bolscevichi, ammesso che ne sia rimasto ancora in vita qualcuno; questi soldati scelti montavano infatti di guardia sia all'esterno delle antiche torri che all'interno.

I turisti che hanno avuto l'opportunita' di fare due passi lungo le muraglie di altre fortezze, come ad esempio quella di Trakai in Lituania oppure il castello medioevale di Dubrovnik in Croazia, ricordano con entusiasmo queste impressioni ritenendole le piu' indimenticabili della loro vita da un punto di vista turistico. Ma in fondo, cos'e' la fortezza di Trakai rispetto allo splendore del Cremlino? Peccato davvero che il capolavoro fortificato di Mosca resti tuttora un "territorio speciale" non accessibile al pubblico.

Le famose muraglie dentellate che si estendono per 2 chilometri e 300 metri, all'interno del Cremlino oggigiorno ricordano molto da vicino gli ingarbugliati muri dei tunnel della metropolitana moscovita, mentre le venti torri danno l'impressione di essere disabitate.

Il doppio fondo del Cremlino: le grandi scoperte degli
La sera, ad esclusione della torre Troizkaja, sede della sala di registrazione dell'orchestra del Cremlino, all'interno di tutte le altre diciannove la luce e' spenta, come se fosse ancora in vigore l'ordine di oscuramento dai tempi della Grande guerra Patriottica.

La direttrice della sezione archeologica dei musei del Cremlino, Tatiana Panova, qualche tempo fa non ha resistito alla tentazione di chiedere ai giornalisti cio' che la tormenta ormai da tempo: ma quando sara' mai possibile per i moscoviti visitare finalmente le torri del Cremlino, l'ingresso alle quali e' tuttora proibito? In fondo basterebbero solamente un paio delle venti torri ed una parte delle muraglie, sosteneva la Panova, per mostrare ai turisti un'interessantissima ed inedita storia del Cremlino.

Da parte loro anche gli archeologi del Cremlino, ha ammesso Tatiana Panova, da tempo sono dell'idea di aprire "i piani alti" della fortezza al pubblico. Il problema e' che l'idea in nessun modo arriva al destinatario, cioe' all'attuale proprietario della torri e delle muraglie, l'agenzia federale di sicurezza, la quale evidentemente ritiene che, come ai tempi del medioevo, il Cremlino debba prossimamente essere preso d'assalto. Ma oltre alle torri, ci sono anche i cosiddetti "piani bassi", ancor piu' misteriosi.

In tutta la storia del Cremlino i ricercatori ai quali e' stato permesso di "andar giu'", li si possono contare sulle dita di una mano. Il piu' famoso di tutti era Ignatij Stellezkij, all'inizio del secolo scorso scienziato, archeologo nonche' autore del libro "La Mosca sotterranea", secondo il quale molti strutture di antiche costruzioni situate al di la' del cosiddetto "Anello d'oro" erano collegate tra di loro ed il Cremlino mediante una rete di labirinti.

E la cosa piu' sorprendente fu il fatto che Stellezkij, il quale attaccava continuamente le autorita' sovietiche con svariate proposte di esplorare la citta' segreta nascosta sotto la collina Borovizkij, ricevette l'autorizzazione di scendere nelle catacombe segrete nel 1933 direttamente da Josif Stalin.

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